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La bellezza

Secondo alcuni salverà il mondo, secondo altri è stata travolta da una marea di silicone e di cattivo gusto. Esteti o estetisti che siate, eccovi qualche bel concettino da snocciolare con nonchalance sulla bellezza.

23 Marzo 2012 alle 00:00

- E' un importante biglietto da visita. Negarlo sarebbe ipocrisia. Vale anche avere l'onestà intellettuale di ammetterlo.

- Ammirare le attrici che non hanno puntato sulla bellezza ma sul talento, come Bette Davis e Katharine Hepburn. Non ricordarne altre.

- Scagliarsi contro lo stereotipo secondo il quale una donna bella deve essere scema. Se si tratta di personaggi politici dirlo con inutile sicurezza.

- Ti apre tante strade, ma poi se non ci sono altre qualità può diventare un boomerang. Concetto da esprimere durante un'intervista a un magazine popolare ed esclusivamente con queste esatte parole.

- Il modello di bellezza virile proposto dalla pubblicità è persino più irrealistico di quello femminile. Eventualmente dissertare a casaccio sulle conseguenze del progressivo appannamento dell'identità sessuale maschile.

- "...perché anche la bellezza... anzi, soprattutto – come dice Sgarbi – la bellezza ha un un valore. Se tu sei racchia e fai schifo te ne devi stare a casa, perché la bellezza è un valore che non tutti hanno e viene pagato." (Terry De Nicolò, 16 settembre 2011, a “L’ultima parola”)

- Mostrare vaga irritazione nei confronti della bellezza interiore attesta un'attitudine anticonformista.

- Kalòs kai agathòs. Citarlo sempre così. Inutile saperne di più.

- Audrey Hepburn, un'intramontabile icona di stile.

- Sì, Leni Riefenstahl era un po' nazi, ma i suoi film, esteticamente parlando, erano fighissimi.

- L'ideale di bellezza è storicamente determinato. Per esempio, le donne di Rubens oggi sarebbero considerate affette da disturbi dell'alimentazione. Notazione che lascia intuire un cospicuo background culturale.

- Commento sociologico. L'attuale ideale di bellezza muliebre è fortemente distorto dal dilagare dell'estetica pornografica: labbrone, tettone ecc. Se il contesto lo consente citare la filmografia di Russ Meyer.

- Stigmatizzare il modello femminile anoressico propugnato dagli stlisti, ma trovare quasi altrettanto irritante l'apologia populista dell'oltre taglia 46, attualmente di gran voga.

- La bellezza salverà il mondo. Se qualcuno lo proclama chiedere subito se Dostoevskij l'avrebbe scritto anche dopo aver visto le camicie pop di Roberto Formigoni.

- Durante gli anni Settanta le ragazze di destra erano più belle di quelle di sinistra. Replicare prontamente che non erano più belle, ma solo meglio vestite. Rievocare con mestizia le gonnellone a balze, gli zoccoli e i maglioni pelosi.

- Guardare con sospetto la chirurgia estetica: propone un modello standardizzato. Il sonno della ragione genera le labbra canottate. Contestualmente ricordare che le rughe raccontano una storia unica e individuale. Non spiegare quale.

- Esteticamente questa passerà alla storia come l'età di Photoshop. Dolersene.

- Rimpiangere i calendari delle carrozzerie di una volta, ingenui e beceri, ma ideologicamente meno subdoli di quelli patinatissimi allegati alle riviste a target maschile.

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