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Toys and boys

In epoca di bamboccioni affetti da sindrome di Peter Pan e di adolescenze che si prolungano fin quasi alla mezza età, non si può non avere delle opinioni sui giocattoli dei grandi. Se non ne avete, eccovene una dose abbondante.

16 Marzo 2012 alle 00:00

– Provare tenerezza alla vista di quarantenni di successo intenti a giocare accanitamente a “celocelomanca” in un caffè del centro con le App dell’iPhone. Teorizzazioni approssimative sul calo del desiderio, evitare.

– Avere un marito megamanager appassionatissimo di cucina che nel weekend utilizza attrezzi  come il grattugia sale o il desquamatore. Se non si dispone di partner altrettanto spettacolari, accordarsi sul fatto che gli uomini anche se si fanno un uovo sodo usano diciotto pentole e poi la cucina ricorda la piana di Waterloo dopo la battaglia.

– Stigmatizzare l’uso dittatoriale del telecomando da parte di adulti per altri versi sinceramente democratici.

– Di fronte a una libreria di svariati metri cubi contenente tutti gli albi di Tex in ordine cronologico citare Stendhal, secondo cui nulla rende lo spirito angusto e geloso come l’abitudine di fare una collezione. Vale anche per Zagor, Mister No, Il Comandante Mark e, per le generazioni più recenti, qualunque Manga.

– Deplorare i settuagenari che praticano il ciclismo lungo le statali nei weekend. Trovare sommamente irritante l’uso di biciclette progettate dalla Nasa e di accessori di abbigliamento realizzati con materiali non terrestri.

– Avere trascorso il weekend in vari store tecnologici insieme al proprio compagno per acquistare un televisore. Confessare che a metà del secondo giorno, al momento del ripensamento sull'LCD a favore del plasma, avete preso seriamente in considerazione l’opportunità di posporre indefinitamente la data delle nozze.

– Se qualcuno osserva che la fascinazione per i gadget tecnologici è tipicamente maschile, una donna può utilmente rivendicare la propria natura di super geek. Posizionamento che sancisce l’irriducibilità della complessità femminile a facili stereotipi.

– In un locale da happy hour esercitarsi ad accoppiare con svagatezza antropologica gli esemplari maschili alle moto di grossa cilindrata allineate davanti alle vetrine.

– Convenire che le Harley Davidson sono le moto meno razionali del mondo, ma concludere che il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce. Posizionamento: rude, ma colto. Utilizzabile anche per le vecchie Volvo.

– Ricordare un celebre annuncio pubblicitario americano del 1970 della Porsche in cui si vedeva una Porsche 911 Carrera sotto un titolo che all’incirca diceva “Pene piccolo? Abbiamo l’auto che fa per voi.” Di seguito dissertare lungamente sul valore dell’autoironia.

– Tenersi alla larga dai siti di gadget, perché l’ultima volta avete fatto le quattro di mattina per comprare un vasetto di gel che si illumina da solo al buio, un punching ball per le dita e un galletto elettronico che canta e sbatte le ali ogni volta che arriva una mail.

– Avere gettato la Playstation dalla finestra per salvare il matrimonio.

– Non appena viene messa online l'ultima versione del sistema operativo precipitarsi a scaricarla, quindi rimpiangere subito la maggior funzionalità di quella precedente. Ripetere a ogni updating.

– Per un uomo è assolutamente impossibile non cercare di impadronirsi del cellulare nuovo della propria compagna per spiegarle qualcosa che lui non conosce. E' irrilevante che lei si occupi di teoria dei sistemi complessi al MIT di Boston.

– Qualora si realizzi una qualunque delle eventualità sopraelencate, chiedere complicità con lo sguardo e con ironia/autoironia concludere sospirando: "Boys and toys".

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