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La gelosia

C'è chi non ci dorme di notte e chi non ci pensa proprio. Chi la vede come il segno di un reale sentimento e chi come la tomba dell'amore. Che siate rosi dai cattivi pensieri o imperturbabili come degli scandinavi, ecco cosa dire quando si sproloquia sulla gelosia.

2 Dicembre 2011 alle 00:00

– E’ segno d'amore.

– E’ solo insicurezza ed egoismo.

– I peggiori sono quelli che dichiarano di non essere gelosi e poi ti torturano facendo i vaghi con domande apparentemente casuali e sguardi dolenti.

– E’ inutile, non ce la faremo mai a essere disinvolti come gli svedesi su questo argomento, è un'altra cultura. Convenirne.

– Notare che in alcune regioni la gelosia è un tipo di persiana che consente di guardare fuori senza essere visti: qualifica come persone colte che non si fermano alla versione più ovvia.

– Citare l'operaio Basletti Giulio di Romanzo Popolare (Ugo Tognazzi), che dopo aver proclamato il suo aplomb britannico nei confronti di un ipotetico innamoramento della giovane moglie Vincenzina (Ornella Muti) per qualcun altro, quando scopre il di lei tradimento con Giovanni (Michele Placido) comincia a picchiarla selvaggiamente dando di matto.

– Avere sempre trovato Otello un pirla.

– Proclamare provocatoriamente di essere gelosi e di esserne fieri. Qualifica come uomini come non se ne fanno più e, presso alcuni target conservatori, garantisce un sicuro gradimento.

– Con l'avvento delle mail, degli sms e di Facebook essere gelosi è diventato enormemente impegnativo.

– Evocare la saggezza della nonna, secondo cui è la gelosia che attira le corna. Eventualmente, avvalorare l'assunto citando il principio di indeterminazione di Heisenberg, per cui non si può misurare un fenomeno senza alterarlo.

– Stigmatizzare la spettacolarizzazione morbosa dei delitti di gelosia da parte dei media, segno della decadenza culturale dei tempi. Spettacolo deteriore per spettacolo deteriore, meglio il Grande Fratello, dove almeno non muore nessuno.

– Dichiarare l'incapacità di cambiare canale allorché si incappa in una puntata di "Uomini e donne" in cui due signorine si cavano gli occhi per il possesso di una bresaola sorridente e abbronzata. Paragonarlo al combattimento dei gladiatori.

– Negare di essere gelosi, ma ammettere di soffrire di una lieve forma di sindrome da controllo. Conferisce una superiore dignità al problema e consente di passare al setaccio il cellulare del compagno senza sensi di colpa.

– Occhio non vede, cuore non duole. Gettarlo sul tavolo in un momento di stanca della conversazione e attendere con fiducia la rissa.

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