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Il traffico

Insieme al tempo è uno degli hit assoluti della chiacchiera vacua. Una delle grandi tragedie della vita contemporanea. Un problema irrisolvibile. Uno dei cavalli di battaglia senza tempo di ogni sindaco metropolitano. Il traffico. Ecco quello che dovete assolutamente dire alla prima occasione.

11 Novembre 2011 alle 00:00

– Quello di Roma è imprevedibile perché ci sono troppe variabili impazzite: una volta è la visita di un capo di stato, un'altra l'udienza papale, un'altra il consiglio dei ministri, per non parlare del fatto che chiunque debba protestare viene a farlo a Roma, dai produttori di strüdel del Sud Tirolo ai coltivatori di tabacco della lucchesia. (Vedi successiva)

– Con i tassisti dissertare sulle differenze tra il traffico romano e quello milanese: a Milano ci sono ore e zone da evitare, a Roma non si possono fare previsioni. (Vedi precedente)

– Interrogarsi sul perché i tassisti si lamentino che non c'è lavoro, visto che quando si cerca un taxi non lo si trova mai. Non chiederlo ai tassisti se non si vuole ascoltare lunghe spiegazioni.

– Dire che quando piove ci sono in giro solo vigili idrosolubili.

– Se c'è una coda attribuirne la responsabilità alla presenza dei vigili, se ci sono, oppure alla loro assenza, se non ci sono.

– Con piglio sociologico osservare che per cinquant'anni hanno cercato di farci credere indispensabile l'automobile e, ora che sono riusciti a convincerci, dovremmo cambiare opinione. Teorizzare il ruolo delle élite nella nascita di una nuova consapevolezza.

– Gli italiani non rinunceranno mai all'automobile. Convenirne.

– Notare con sagacia che ci sono un sacco di auto in circolazione e conseguentemente dubitare dell'esistenza della crisi.

– Sostenere che, a conti fatti, sia più conveniente girare in taxi o, eventualmente, noleggiare l'auto. Citare cifre a caso.

– Cara, è ora d'amare, sul raccordo anulare. (Ennio Flaiano)

– Scandalizzarsi che sulla maggior parte delle auto ci sia un solo passeggero.

– Scagliarsi con veemenza contro le mamme che vanno a prendere i figli a scuola parcheggiando in seconda fila e attribuire loro gran parte del caos.

– A Milano i mezzi pubblici funzionano perfettamente, a Roma lo scooter è indispensabile.

– Lo scooter è comodo ma è molto pericoloso. Dolersene.

– Attribuire ogni male agli scooteristi che non rispettano nessuna regola e si infilano dappertutto.

– Le città europee non sono nate per le automobili, poi ce le hanno fatte entrare a forza e questo è il risultato.

– Andare a lavorare a piedi è un immenso privilegio.

– Stigmatizzare i semafori di tipo europeo, per cui il verde dura tre secondi e poi è sempre giallo.

– Detestare quelli che cominciano a suonare non appena scatta il giallo dall'altra parte. Prospettare terribili punizioni corporali.

– Dire di voler visionare la statistica che ha evidenziato la maggior pericolosità dei guidatori col cappello. Contestualmente aggiungere che il pericolo aumenta proporzionalmente all'ampiezza della falda.

– Confessare di provare un sottile brivido di piacere nel comunicare a un altro autombilista che gli stop non gli funzionano. Ipotizzare una forma di sadismo sublimata.

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