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Agosto in città

E' l'eterno ritorno per antonomasia del telegiornalismo mondiale, l'ineluttabile corso e ricorso che ogni anno si presenta con implacabile puntualità, il dilemma destinato a non sciogliersi mai. Andare o restare? Partire o rimanere ottimamente? Le risposte a questi e altri scottanti interrogativi nella puntata di questa settimana dedicata all'agosto in città.

5 Agosto 2011 alle 00:00

- Si parcheggia ovunque, si va dappertutto in cinque minuti.

- Se si ha un passato di studi di architettura in anni postsessantottini, dire che è un modo per riappropriarsi del concetto stesso di città. Non spiegare tale concetto.

- Di qualunque città, anche della più brutta, dire che in agosto, vuota, diventa bellissima.

- Ovunque si vada, in agosto ci sono le folle (chiosare “E per fortuna che c’è la crisi!”), per non parlare dei prezzi. Molto meglio restare a casa propria. Convenirne convintamente.

- Ricordare con nostalgia gli anni del grande esodo agostano, quando trovare un panettiere o un tabaccaio era un problema. (Vedi seguente)
 
- Speculare sul perché delle città deserte si citassero pressoché esclusivamente panettieri e tabaccai chiusi. Contestualmente dare il via a una vorticosa serie di deduzioni sull’immagine del paese che ne veniva fuori.

- Attendere con ansia il servizio del telegiornale con l’intervista a una coppia di anziani derelitti al supermercato.

- I turisti e i cittadini ripresi dal Tg mentre fanno il bagno nelle fontane sono immancabilmente “alla ricerca di un po’ di refrigerio” oppure “tentano di sfuggire alla canicola.”

- Se qualcuno nomina la canicola lanciarsi in una breve ma circostanziata disamina etimologica della parola. Se citare la costellazione del cane posiziona come sapidi intellettuali, specificare le date esatte del periodo, tradisce la frequentazione del “Forse non tutti sanno che”.

- Negli anni ’60 e ’70, trascorrere l’agosto in città equivaleva alla morte sociale. Negli anni 2000 era molto chic. Notare che ora prevale un atteggiamento bipartizan.

- Vagando in automobile per le strade metropolitane deserte ricordarsi di dire: “Ah, se fosse sempre così!”. Convenire che sarebbe meraviglioso. (Vedi seguente)

- Variante della precedente. Salendo in auto ricordare le strade vuote percorse da Vittorio Gassman-Bruno Cortona al volante della Lancia Aurelia B 24 all’inizio de “Il Sorpasso.” Osservare che nessuno ricorda mai il nome del personaggio interpretato da Trintignant. Non ricordarlo neanche voi.

- Dissertare sulle tecniche di irrigazione delle piante durante le vacanze: carote di terracotta, bottiglie capovolte, vasi a riserva d’acqua, tubi di acqua condensata ecc. Concludere che si è deciso di non partire, ufficialmente con la scusa di non voler rischiare di danneggiare il ficus. Très chic.

- Notare come agosto sia l’unico momento dell’anno in cui le cassiere del supermercato sottocasa dimostrano una qualche forma di interesse nei vostri confronti, al contrario degli altri undici mesi, durante i quali vi dedicano la stessa attenzione che si riserva a un pomodoro marcio.

- Enucleare il concetto che per stare benissimo è sufficiente che vi sia qualche amico con cui dividere la città deserta. Eventualmente sottolineare l’imprescindibilità del condizionatore.

- Se alla domanda sulle vacanze qualcuno risponde che resta in città, replicare prontamente: “Ma sì, fai bene. Dove vai in agosto? Troppo caro e poi c’è casino ovunque.. eccetera”. Se nel corso della medesima conversazione un’altra persona rivela che andrà in Sardegna, commentare senza esitazione: “Ma, sì, fai bene. Un po’ di riposo ci vuole… aspettiamo tutto l’anno questi quindici giorni. È che finiscono troppo presto.” Regolarsi similmente per altri eventuali interlocutori.

- A mezzanotte di Ferragosto uscire sul balcone e contare le finestre accese. Rivendicare l’intento sociologico del gesto ne riscatta la mestizia.

- Stare in canottiera a cavalcioni di una sedia sul balcone, evitare sempre. Vano rivendicare la citazione neorealistica.

- I trend setter possono ignorare il Ferragosto (come, del resto, ogni festa comandata) recandosi al più vicino BricoCenter per acquistare utensili da lavoro. Ikea, anche se aperta, evitare: troppo festoso il ristorante. Consentito solo a patto di ordinare le polpette svedesi.

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