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Il burlesque

E' la febbre del momento. Un cocktail di erotismo e ironia, secondo alcuni. Secondo altri, un incomprensibile revival. Non perdete tempo a farvi un'idea vostra sul burlesque, qui ce n'è un'intera serie già pronta da smerciare in salotto.

22 Aprile 2011 alle 00:00

– Ha rotto le balle.

– Un tempo le ballerine d’avanspettacolo con un fisico non scultoreo erano confinate ai circuiti teatrali secondari, oggi avrebbero potuto essere delle artiste burlesque di primo piano. Riflettere sulla nocività del fuori-sync.

– Esprimere una vaga perplessità senza precisare meglio il proprio pensiero fa presupporre che se ne abbia uno.

– Domandarsi con aria divertita quale demone induca miti casalinghe di Voghera a comparire in tv in guêpière e reggicalze. Comunque apprezzarne la sfrontatezza.

– Il reality show sulle aspiranti artiste burlesque è un segno dell’imminente crollo della civiltà occidentale.

– Notare che oggi tutti i programmi televisivi hanno il loro numero di burlesque. Attendere con ansia una puntata di Porta a Porta interamente dedicata al fenomeno.

– Far uscire dalla torta un’artista di burlesque al posto della solita playmate è più chic. 

– Essersi sempre interrogati su come si vestisse Dita Von Teese per andare a fare la spesa quando era sposata con Marylin Manson.

– Il confine con il trash è labilissimo. Specialmente in certe discoteche lungo le statali.

– Deprecare la bieca strumentalizzazione dell’immagine degli struzzi attesta attitudine al pensiero laterale. Considerazioni animaliste: evitare.

– Chiamare il movimento rotatorio delle nappine appiccicate ai capezzoli “tassel-twirling” vi rivela fini connaisseurs del genere. (Vedi seguente)

– Lodare gli accessori, particolarmente il G-string (microtanga) che si dissimula così bene sotto gli indumenti attillati, lascia presagire una sessualità frizzante. (Vedi precedente)

– Interrogarsi se i locali di striptease siano stati soppiantati dalla pornografia online o dalla diffusione del burlesque denota un vigoroso piglio sociologico.

– E' epistemologicamente distinto dal fetish e dal sadomaso. Affermarlo suggerisce che avete fatto studi umanistici superiori. Citare a casaccio Roland Barthes e Michel Foucault.

– Se si è di sinistra vecchio stampo ritenerlo una forma di mercificazione del corpo femminile. Se si appartiene alla sinistra moderna e riformista, ma anche alla destra aperta ed europea, vedervi una rilettura ironica degli stereotipi sessuali.

– Individuarvi la matrice culturale dei film di Russ Meyer testimonia un’indomita tempra di cinéphile, assai apprezzata in certi ambiti.

– Preferirgli il caro, laido, turpe striptease di una volta definisce una figura rocciosa e virile, ormai sempre più rara, e rimarca l’estraneità alle sovrastrutture mentali contemporanee.

– Iscriversi a un corso di burlesque denota autoironia e un buon rapporto con il proprio corpo. Se si è già frequentato un corso di lap dance, però, si accede a una dimensione psichiatrica.

– Ma che scuola si fa per diventare docenti di Burlesque?

– L’estetica burlesque si colloca in un’area intermedia tra i Racconti di Canterbury di  Chaucher e il make-up di Moira Orfei.

– Nell’ambito dell’erotismo soft ha preso il posto che negli anni Settanta e Ottanta aveva la sezione biancheria intima del catalogo Postal Market.

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