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Genitori e figli

Una volta eravamo famosi per le famiglie numerose. Ora tra i paesi industrializzati siamo quelli meno prolifici. Si fanno sempre meno figli, ma se ne parla sempre tantissimo. Ecco allora alcuni concetti da sfoggiare alla prima occasione.

1 Aprile 2011 alle 00:00

– I bambini percepiscono il clima di casa, quindi se sono indemoniati è perché i genitori sono nevrotici.

– Le donne incinte hanno uno sguardo diverso.

– La diffusione dell’educazione superiore fa sì che, al contrario di quanto si diceva una volta, un figlio non cementi un’unione, bensì ne faccia esplodere le contraddizioni.

– Rifiutare di trasformarsi in quei genitori che frequentano solo coppie con figli e parlano esclusivamente di bambini.

– Ammirare le coppie del nord Europa che, al contrario di noi italiani, girano tranquillamente il mondo con neonati di pochi mesi. Per farlo non è necessario avere figli.

– E’ un’amara realtà che certi bambini, anche se non hanno ancora due anni, sono già delle carogne.

– Non mi mangia, non mi dorme.

– Benché il pediatra abbia detto che la piccola dovrebbe mangiare ogni tre ore, non averle mai fatto fare la poppata delle tre del mattino. Vantarsene con le amiche.

– Per i primi due mesi non si dorme mai, dopo si regolarizza.

– Anni fa imperava il dottor Spock, solo che poi diventavano viziatissimi e allora è tornato di moda l’empirismo.

– Se il pupo piange bisogna lasciarlo piangere, così impara a gestire la frustrazione. Evocare fräulein Rottenmeier.

– Ricordare che un tempo non si disdegnava la passatina sul gas per addomentare i bimbi irrequieti.

– Fare dei figli in questo mondo di merda è un atto di egoismo. Convenirne.

– Interrogarsi sulla legittimità di fare dei figli è legittimo, ma poi bisogna farli, altrimenti questo mondo resterà in mano agli stronzi che non si fanno tanti scrupoli a riprodursi. Convenirne.

– Per i primi due anni l’uomo è un accessorio non fondamentale, nei casi migliori un bancomat. I padri possono utilmente dolersene con gli amici scapoli.

– L’ospedalizzazione del parto è il frutto di una medicina tecnologizzata e impersonale. Una volta era una cosa naturale.

– Per la futura felicità del bambino è importante che venga al mondo in un luogo amico, come la propria casa. Tagliare corto dicendo che sono tutte cazzate ideologiche posiziona come pragmatici razionalisti.

– Presso le fasce di intellettuali abbienti è di gran voga il parto in acqua – perché meno traumatico per il nascituro – nonostante lo spiacevole retrogusto da upper class californiana.

– Il marito in sala parto è un’acquisizione postsessantottina. Deprecarla.

– L’ostetrica è importante.

– Avere immolato più di un cachemirino sull’altare del detersivo antisettico con cui bisogna lavare qualunque indumento, se no gli possono venire le allergie.

– La carrozzina bisogna prenotarla due mesi prima. Avere comprato il modello dell’anno prima perché non c’era il colore desiderato.

– I mariti superinformati che partecipano al corso pre-parto sfoggiando termini tecnici sono tremendi. Dispiacersi  che non possano anche partorire.

– Aborrire la mistica del parto. Non appena messo piede in ospedale scandire bene: “E-pi-du-ra-le.”

– Bisognerebbe semplificare l’adozione.

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