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Comprare casa

Tre quarti degli italiani hanno una casa di proprietà, l'altro quarto si destreggia tra equo canone e patti in deroga. A qualunque categoria apparteniate, eccovi alcuni concetti da tenere a mente prima di lanciarsi nel tunnel dell'acquisto immobiliare.

18 Marzo 2011 alle 00:00

- Buttare i soldi nell’affitto è immorale, tanto con gli stessi soldi fai un mutuo, ma poi alla fine almeno è roba tua.

- Essere restii ad accendere un mutuo trentennale per diventare proprietario a settant’anni, specificando che non si sa neppure cosa accadrà il mese prossimo, lascia intendere uno stile di vita imprevedibile e vagamente bohémien.

- Deplorare la sfrontatezza di proporre un piccolo loft particolare, ideale per giovane coppia moderna, che poi si scopre essere di venti metri quadrati con l’ingresso dalla cantina.

- “Piano alto, vista imprendibile” è surrealismo grammaticale, perché la vista non può essere imprendibile. Deprecare in generale la prosa degli annunci immobiliari.

- Gli uomini si defilano e mandano avanti le mogli o le fidanzate, poi dopo due mesi di ricerche ossessive, quando ti fanno la grazia di venire a vedere una casa, cominciano a criticare.

- Le quotazioni delle case scendono sempre dal giorno successivo a quello in cui avete comprato il vostro appartamento.

- Le quotazioni delle case, dopo anni di caduta libera, riprendono sempre a salire  non appena pensate seriamente di acquistare un appartamento.

- Detestare quelli che riescono a comprare in una zona di merda pagando niente e a rivendere anni dopo, quando la zona è diventata fighetta, lucrandoci l’inverosimile.

- “Le case di questa zona qui, vent’anni fa te le tiravano dietro. E quelli che le hanno comprate allora adesso sono miliardari.” Detestare quelli che le hanno comprate allora e ancor di più quelli che te lo raccontano.

- Proclamare che in centro non si vorrebbe mai abitare. C’è troppa confusione e poi per parcheggiare c’è da impazzire.

- Sostenere con convinzione che “No, non è lontano dove ho comprato: con la macchina se non c’è traffico, non piove e non c’è la nebbia sono sì e no 50 minuti, un’ora. Tempo per il parcheggio escluso, ovviamente”.

- Essere moralmente contrari all’istituto della nuda proprietà perché induce a concepire pensieri spregevoli.

- Raschiando i muri interrogarsi sul tipo di personalità di una persona che abitava in una casa con le pareti fucsia.

- Dissertare su quanto sia meglio essere termoautonomi. Non fosse che per non essere costretti a spegnere il riscaldamento alle nove di sera, quando le vecchie del palazzo vanno a letto.

- Attendere con ansia la prima riunione di condominio per sputare in faccia all’amministratore.

- Ma i metri quadrati commerciali e i metri quadrati calpestabili sono unità di misura diverse dal metri quadrati normali?

- Preferire comprare da un privato perché le agenzie si prendono la percentuale da chi vende e anche da chi compra. Tuonare contro.

- All’udire la frase “Qui si potrebbe soppalcare” coprirsi di bolle, rovesciare gli occhi e cominciare a parlare una lingua che non si conosce.

- Desiderare conoscere chi ha “finemente ristrutturato” il vostro nuovo appartamento mettendo la moquette nel bagno.

- Nutrire grande invidia per quelli abili che si sono fatti la ristrutturazione da soli. Tale sentimento è più intenso con un trapano in una mano e una pila nell’altra, dopo aver chiesto se sia normale che i cavi dell’impianto elettrico attraversino in diagonale le pareti.

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