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La satira

Dopo tante polemiche, da destra e da sinistra, finalmente una scelta di frasi di provata affidabilità sulla satira da rivendere alla prima occasione.

18 Febbraio 2011 alle 00:00

– Non è né di destra, né di sinistra, per definizione è contro il potere. Convenirne.

– I democristiani di una volta avevano maggior classe nel lasciarsi prendere in giro.

– Se non si arrabbia nessuno non è satira.

– Osservare che a destra si ride di meno. Smentire citando Guareschi. Replicare che costringere Guareschi entro gli schemi della destra è riduttivo.

– Se qualcuno dice che l’unico limite è quello del buon gusto, replicare causticamente che la pornografia è l’erotismo degli altri.

– La comicità surreale è sempre molto apprezzata dagli intellettuali. Quella che prende in giro la politica è datata e superata.

– Irridere gobbe, altezze modeste e trapianti di capelli è socialmente riprovato, a meno che non si tratti di politici.

– Preferire l’ironia alla comicità. E' più chic.

– Ricordare con nostalgia le mirabolanti copertine de Il Male, particolarmente quella con Tognazzi capo delle BR.

– Drive-in scherzava su un certo tipo di femminilità ipertrofica da pin-up, ma non è stato capito e ha fatto scuola. Dire che sono i rischi delle avanguardie.

– Scagliarsi contro la discriminazione che impedisce ai santi di farsi quattro risate insieme ai fanti rivela una sensibilità autenticamente liberale.

– La satira di oggi potrebbe essere la cronaca politica di domani. Convenirne.

– Le satire che il censore capisce è giusto vengano vietate. (Karl Kraus)

– Sostenere che il vero problema non è la censura, ma l’autocensura, attesta profondità di pensiero e attitudine speculativa.

– Ammirare incondizionatamente l’immensa intelligenza di Ennio Flaiano. Non è necessario averlo letto.

– Affermare che gran parte del cinema italiano del dopoguerra è passato dal Marc’Aurelio testimonia una solida cultura. Se qualcuno chiede di fare dei nomi, fa simpatia dire di averlo letto sul “Forse non tutti sanno che”.

– Boldi e De Sica per vent’anni hanno satireggiato un’Italia involgarita e massificata, ma sono stati fraintesi dalla critica, come del resto era capitato a Totò. Preconizzarne l’imminente rivalutazione.

– Rievocare quando a scuola vi hanno spiegato le differenze tra umorismo, ironia, sarcasmo ecc. e il vostro compagno di banco inneggiando sui muri a una nota istituzione femminile credeva di essere un autore satirico.

– Non appena è possibile appellarsi alla tradizione che fa capo a Montesquieu, Voltaire e Swift.

– Ci sono giorni in cui ho l’impressione di essere l’inserto satirico della mia vita.

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