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La scuola e l’università

La scuola pubblica italiana è nell'occhio del ciclone, l'università anche. Fino a che ancora ci sono, approfittatene per dire delle frasi dimenticabili.

15 Ottobre 2010 alle 00:00

– Con il liceo classico hai tutte le porte aperte.

– Con il liceo classico avevi tutte le porte aperte, poi l’istruzione di massa ha cambiato tutto.

– Il latino ti dà un metodo di studio. Non spiegare che cosa voglia dire.

– La laurea è per le menti prive di fantasia. E' molto avanti essere giunti a uno o due esami dalla laurea e non averla mai conseguita.

– La laurea sarà anche dequalificata, ma il pezzo di carta è pur sempre il pezzo di carta.

– Un paese che non investe nella scuola ha abdicato al proprio futuro. Contestualmente parlare della carta igienica mancante nelle toilette.

– Sostenere che se si potesse rinascere non si farebbe più l’università a favore di un’attività artigianale, perché il vostro idraulico è più ricco di Onassis. Scuotendo il capo aggiungere pensierosamente, per quanto, tutto il giorno con le mani nella merda…

– Gli stipendi dei professori italiani sono i più bassi d’Europa. Se qualcuno lo afferma chiedere polemicamente se, però, esista un’altra professione con tre mesi di vacanze pagate.

– Se un professore è bravo è comunque in grado di farti amare la sua materia.

– Quando uno non sa cosa fare nella vita, fa il professore; e pensare che l’insegnamento è una vocazione.

– Gli universitari di oggi non sanno nemmeno l’italiano delle scuole medie, per di più se glielo fai notare ti guardano con sufficienza e sostengono che non è importante. Concludere autoironicamente che quando si fanno discorsi di questo genere è segno che si sta cominciando a invecchiare.

– Il problema è che oggi tutti vogliono fare i manager e non c’è più nessuno che voglia tirare la lima. Annuire.

– Una volta quando non si aveva nessuna vocazione particolare ci si iscriveva a Scienze Politiche, adesso fanno Scienze della Comunicazione. Avanzare ipotesi sulla prossima facoltà materasso.

– Un testo accademico anglosassone ha come primo obiettivo quello di essere comprensibile, un testo accademico italiano ha come primo obiettivo quello di essere pubblicato e se si capisce, pazienza.

– Raccontare come esperienze personali arcinoti aneddoti universitari. Se qualcuno osserva che sono storie che circolano da trent’anni può essere utile avere studi di Scienze Politiche alle spalle e citare Disraeli: “Se la versione è più divertente del fatto, si racconti la versione.”

– E' impensabile dare a tutti una preparazione ad alto livello: l’università di massa è un’utopia ideologica. Ribattere che ci si accontenterebbe anche di una preparazione ad alto livello almeno per qualcuno.

– Se dei genitori dei compagni di scuola dei vostri figli avanzano dubbi sull’utilità delle lingue morte, evitare di impegnarsi nella discussione: la sfiducia nei confronti della cultura è out.

– Rammentare con un misto di nostalgia e indignazione quando il 18 a Diritto Privato veniva gratificato del lancio del libretto dalla finestra. Altri aneddoti universitari: evitare.

– Altro che gli immigrati che ci porterebbero via il lavoro, il vero problema sono gli indiani e i cinesi che si laureano tutti in materie scientifiche con delle votazioni pazzesche. Chiosare che da loro la laurea è ancora un mezzo di avanzamento sociale denota conoscenza delle realtà economiche emergenti.

– Al liceo tutte le professoresse piacenti hanno avuto una storia con dei loro studenti: lo sanno tutti, anche se non si può dire. Del resto, gli studenti sono dei bidoni di ormoni e le docenti dovranno pur avere le loro forme di compensazione, visto gli stipendi ridicoli che prendono.

– Nel caso fosse evidente la mancanza di vocazione per lo studio di uno dei vostri figli, non avreste alcuna difficoltà a consigliargli un lavoro manuale. Da dire solo nel caso abbiate figli dalle brillanti carriere universitarie.

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