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La Mostra del cinema di Venezia

Più antica di Cannes e più prestigiosa di Berlino o solo più sfigata? Tra una polemica e un Leone d'oro, non si può non dire la propria sulla Mostra del Cinema di Venezia.

17 Settembre 2010 alle 00:00

– E' il segnale che l’estate è finita, un po’ come l’odore delle salamelle del Festival Nazionale dell’Unità.

– Scandalizzarsi per l’esclusione dei film italiani dai premi. Dire che a Cannes una cosa del genere non sarebbe mai accaduta e tuonare contro l’autodenigrazione, che è un’abitudine tutta italiana.

– I nostri film non hanno una valenza internazionale. Se qualcuno lo dice, essere spietati e chiedere di spiegare dettagliatamente che cosa cazzarola significhi.

– Sostenere di aspettare febbrilmente che comincino a vendere la tessera della rassegna dei film di Venezia nella propria città. Guardarsi bene dall’acquistarla.

– Vedere più di un film al giorno al cinema è una fatica improba. Averlo fatto a vent’anni, ma non volere ripetere l’esperienza perché poi si confonde tutto: per esempio, è nei Sette samurai che muoiono tutti o è in Jules e Jim?

– La cinematografia mediorientale negli ultimi anni ha prodotto degli autentici gioielli. Cambiare argomento prima che sia necessario spiegare quali.

– Dissentire sempre sull’assegnazione del Leone d’oro e dichiarare di non fidarsi più dei critici. Eventualmente inneggiare alla Corazzata Potëmkin di Fantozzi.

– Tentare di ricordare i Leoni d’oro delle passate edizioni. Inutile.

– Dichiarare di non andare più a vedere i film italiani, scusarsi, dire che è un vostro limite, ne siete consapevoli, ma non ce la fate, è più forte di voi. (Declinabile per tutte le altre cinematografie mondiali)

– Un film francese è sempre “molto francese”.

– I film francesi sono sempre ben scritti, peccato che non succeda mai nulla. Citare Rohmer.

– Ricordare quando negli anni post ‘68 la Mostra non era competitiva. Deprecare le storture dell’ideologizzazione imperante.

– Secondo gli inviati dei telegiornali, la mostra è sempre in tono minore rispetto all’edizione precedente. Ritenere che presto scomparirà nel nulla.

– Marco Müller dovrebbe fare delle scelte più nette: o si veste da Bruce Lee o da pastore anglicano.

– Ma se la Mostra del cinema è organizzata dalla Biennale come fanno a farla tutti gli anni?

– Venezia, a differenza di Cannes, non ha sezioni con nomi così belli come “Un certain regard”. Aggiungere che i Francesi avranno anche la puzza sotto il naso, però ci sanno fare. Eventualmente deviare sul tema vino. (Vedere la puntata del Manuale del 12 marzo 2010)

– Fare le vacanze a Venezia in concomitanza della Mostra del cinema andava molto di moda negli ambienti intellettuali qualche anno fa.

– Dubitare che i critici vedano realmente tutti i film di cui scrivono. Deplorare le aberrazioni dell’industria culturale, ma con leggerezza, per non passare da invasati.

– Se qualcuno dice di preferire il Sundance Film Festival, replicare che da qualche anno si è uniformato.

– Attendere con ansia o – a scelta – con terrore il momento in cui Enrico Ghezzi farà il presidente della giuria.

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