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Il gossip

Cesare Pavese quando si è suicidato ha lasciato scritto "Non fate pettegolezzi." Ma solo perché allora non avevano ancora importato il gossip. Ecco, quindi, una raccolta di perle per fare conversazione sul nulla con grande competenza.

3 Settembre 2010 alle 00:00

– E' divertente e poi è un modo per staccare il cervello.

– Sorriderne è più di classe che condannarlo.

– Vip e paparazzi sono d’accordo. Se uno non vuole essere fotografato, va a cena a Lodi e non se lo fila nessuno.

– Il pettegolezzo era una roba sordida, il gossip è chic. Come il vibratore, che da quando si chiama dildo se ne può parlare anche a tavola.

– Non c’è niente da fare, gli Usa sono più avanti. Noi non abbiamo personaggi del calibro di Paris Hilton. Forse, solo Briatore.

– Perché durante l’anno mi sciroppo Joyce senza fare un plissé e in spiaggia la cosa più impegnativa che riesco a leggere è Chi?

– Citare fantasiose etimologie della parola gossip lascia intuire che sotto la facciata frivola siete profondi e rigorosi.

– Pare che gossip fosse il nome di un uccello col becco a spatola che rovista nella melma. Buttarlo lì con nonchalance fa sempre il suo effetto.

– Gossip era un’espressione degli ambienti politici anglosassoni che viene da “to go sip”, cioè andare al bar, bere qualcosa e prestare orecchio a quel che si dice. Da dire a una cena di liberal per rivendicare con discrezione la propria leadership intellettuale.

– Non ci sono più i Vip di una volta: Caroline di Monaco è stata sulle copertine per vent’anni.

– Quand’ero ragazzo occuparsi di pettegolezzi era un marchio d’arretratezza culturale, oggi lo è non occuparsene. Contestualmente osservare che il fuori-sync nella vita è un disastro.

– Beautiful è la vera matrice ideologica della legittimazione del gossip.

– Se qualcuno delle Iene vi chiede se conoscete il nome del presidente della Repubblica, è molto avanti rispondere che non vi occupate di gossip.

– Ma i calciatori prima che inventassero le veline con chi andavano?

– Scuotere dolentemente il capo e interrogarsi su dove finisca la cronaca politica e dove cominci il gossip.

– Confondere i personaggi di Centovetrine e quelli che frequentano le toilette dell’Hollywood, lascia immaginare che abbiate cose ben più importanti per la testa.

– Rievocare i grandi scandali degli anni ‘60, qualifica come acuti osservatori del costume. Citare impunemente i Balletti rosa e i Balletti verdi, tanto nessuno sa più cosa fossero.

– I grandi pettegoli di oggi fra qualche secolo potrebbero finire nei manuali di storia della letteratura. Rabbrividire.

– Gossiparo è un termine che fa schifo. Se qualcuno lo usa, fare subito la scenata di Nanni Moretti “Le parole sono importanti”.

– Nel mezzo di un cocktail-party dire che, in fondo, Proust era solo un pettegolo di talento. Cambiare argomento prima che si renda necessaria una spiegazione.

– Se si accenna alla presunta omosessualità di George Clooney ironizzare sulla fatuità dello star-system e rammentare che lo si è detto anche di Cary Grant e di Paul Newman. Concludere obbligatoriamente che “Tra adulti consenzienti, in stanza da letto ciascuno è libero di fare come vuole.”

– “Resa madre dal fantasma di Garibaldi durante una seduta di occultismo.” I titoli di Cronaca Vera restano ancora insuperati.

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