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Il lavoro

Il lavoro è il grande argomento di ogni discussione che si rispetti. Tra amici, conoscenti e colleghi non si può non parlare di lavoro. Ecco che cosa dire per fare bella figura.

21 Maggio 2010 alle 00:00

- E' un problema

- Se non ce l’hai è un guaio, se ce l’hai è un guaio e la tua vita è comunque un inferno

- In ufficio sono meglio gli uomini, perché riescono a concentrare tutte le loro energie su una cosa sola

- In ufficio sono meglio le donne, perché sono allenate fin da bambine a tenere sotto controllo più cose

- Un ufficio di soli uomini diventa rapidamente una caserma, un ufficio di sole donne, un pollaio

- Durante un meeting trovare sempre un piccolo difetto a qualunque progetto: fa capire a tutti che il vostro stipendio ha la sua ragion d’essere. Se il difetto non c’è, chiedere delle modifiche fino a che non si manifesta, quindi cassare il progetto

- E' giusto regolarizzare gli extracomunitari, però se dovessi pagare anche i contributi alla mia tata non potrei tenerla

- I filippini come colf sono meglio delle slave

- Io ho un’ucraina fantastica. Mi tiene la casa uno specchio, mi lava, mi stira e mi cucina anche un borsch niente male

- Tolte le tasse, guadagnerei di più se andassi a stirare le camicie. E, peraltro, alla sera non continuerei a pensare ai polsini

- Gli extracomunitari sono una risorsa e non un problema. Sottintendere che altrimenti non si saprebbe a chi far fare i lavori che gli italiani non accettano più

- E' tempo di abbandonare l’illusione del posto fisso. Non possiamo più permettercela

- E' tempo di abbandonare l’illusione del precariato. Non possiamo più permettercela

- L’Italia l’hanno rovinata i sindacati. Rifiutarsi di spiegare in che modo. Eventualmente aggiungere che negli anni ’60 e ’70 sono stati sostenuti dalla CIA

- Se uno ha voglia di lavorare, il lavoro lo trova

- Mai mescolare lavoro e vita privata

- Sul lavoro è una vera carogna, ma nella vita privata è dolcissimo. Proprio come Hitler

- Una stretta di mano troppo molle al colloquio di selezione denota mancanza di nerbo, troppo forte denota un eccesso di aggressività

- Maggiore il numero di piante che ha in ufficio, più importante è il dirigente

- Se si riesce a non prendere mai nessuna decisione, si diventa il presidente

- Se Tizio è arrivato dove è arrivato è perché ha dei numeri. Sconsigliata: arduo mantenersi equidistanti da livore e piaggeria

- Dolersi che le donne che fanno carriera siano in realtà degli uomini. Citare Marisa Bellisario o Emma Marcegaglia anche se non le si è mai incontrate

- Le donne una volta al mese danno i numeri. Ammiccare velatamente e, se una donna è presente, aggiungere: “Esclusi i presenti, naturalmente”

- Chiedersi come facciano certi capi uomini a essere così stronzi tutti i giorni allo stesso modo. Se una donna lo dice dopo aver ascoltato la frase precedente, si qualifica come “una con le palle”. Tanto vale lasciar perdere

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