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Libri

I libri sono argomento immancabile in ogni salotto che si rispetti. L'ultimo libro uscito, il libro preferito, quello letto più volte, quello che avresti voluto leggere… Ecco cosa dovete assolutamente dire parlando di libri in società.

5 Marzo 2010 alle 00:00

- Non sapere più dove metterli

- Di fronte a un grande scaffale sovraccarico rivolgersi al padrone di casa con complicità e chiedere immancabilmente: “Ma li ha letti tutti?”

- La traduzione è sempre un tradimento. Piuttosto preferire non leggere

- Evitare con orgoglio il romanzo del momento. Casomai leggerlo tre anni dopo e trovarlo sopravvalutato

- Se qualcuno cita Il giovane Holden, dire di aver letto "The catcher in the rye" ai tempi del liceo esenta dal conoscerne la trama

- Dimenticare la trama di qualunque romanzo, ma serbare il ricordo che vi era molto piaciuto

- Transitando davanti a una libreria non tralasciare mai di dire: “Meglio che non entri, altrimenti ci lascio giù metà dello stipendio”

- Apprezzare Camilleri, ma solo per i romanzi storici, non per quelli con Montalbano

- Non sopportare i gialli, a parte quelli di Simenon (purché non di Maigret), perché quelli non sono solo gialli

- Interessarsi di come il prossimo organizzi la sua libreria: per autore, per editore, per lingua eccetera (irridere l’ordinamento per collana) e di seguito rammaricarsi di non avere mai il tempo per occuparsi della propria

- Stigmatizzare chi tratta male i libri: esserne feticisti

- Stigmatizzare chi li tiene come reliquie: vanno vissuti. Per una donna, amare sottolineare i passi preferiti denota sensibilità

- Durante una conversazione mondana ironizzare sugli Adelphi che arredano moltissimo con quelle loro belle coste pastelli

- Aborrire i romanzi, leggere solo saggi. Fa capire che siete impegnati e avete un atteggiamento pragmatico nella vita

- Le donne leggono di più

- L’Iliade? No, non l’ho letta, aspetto il film

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