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Com'è verde la mia moda

La maglietta che butti, il jeans che inquina, il politically correct. La scoperta della produzione sostenibile

2 Ottobre 2017 alle 11:40

Com'è verde la mia moda

Il giardino allestito davanti a Palazzo Marino chiuso da paratie, come fosse una grande libreria, per i Green Carpet Fashion Awards, domenica scorsa al Teatro alla Scala (foto LaPresse)

Domenica scorsa la Milano della moda, la Milano che spinge per esserci e un po’ di ospiti stranieri di cui alcuni di gran richiamo come Andrew Garfield e il direttore di Vogue America Anna Wintour, spiritosissima, hanno festeggiato la prima edizione dei premi alla moda sostenibile, i Green Carpet Fashion Awards, al Teatro alla Scala. Ci sono state un po’ di sbavature nella sceneggiatura e un documentario sul made in Italy in stile pubblicitario italico d’antan, tutto spiritosaggini senza spirito,...

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Fabiana Giacomotti

Fabiana Giacomotti

Milanese, ha vissuto un po' qui un po' là, parecchio a Londra. Era partita con l'idea che la letteratura francese sarebbe stata la sua vita, tanto da mantenersi agli studi come annunciatrice tv per non darla vinta al padre che voleva in casa almeno un altro medico e lei era l'ultima speranza. Ancora adesso non ha capito come sia diventata giornalista di economia e poi di costume e moda. Fra gli Anni Ottanta e i primi Novanta ha lavorato per Espansione, il Giornale, ItaliaOggi, quindi è stata inviato speciale per il Mondo, IoDonna, Capital, per il primo decennio Duemila in successione vicedirettore di Amica, direttore di Luna e, in contemporanea, del quotidiano MfFashion. Ama alla follia la carta stampata e collabora a Il Foglio dal 2007. Nel frattempo ha progettato ("direzioni mai più grazie") un paio di altre riviste, collabora con l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, ha scritto libri, guide popolari tradotte all'estero, saggi ponderosi ma anche no (l'ultimo, "La moda è un mestiere da duri. Gli anni Duemila del lusso italiano visti dietro le quinte", Rizzoli, raccoglie una selezione di articoli scritti per l'inserto del Foglio del sabato con un nuovo saggio introduttivo). Ha curato mostre di moda e costume per istituzioni varie e "tutte interessanti" come i Musei Civici di Venezia, la Rai, Palazzo Morando a Milano. Dal 2005 è tornata in università come docente del corso di Scienze della Moda e del Costume alla Sapienza di Roma dove, come poteva farselo mancare, ha progettato una testata online e un sistema informativo dedicato agli studenti. Ha una figlia trentenne, Federica, account pubblicitario, di cui va tremendamente orgogliosa e che si ostina a chiamare "bellapopina", facendola imbufalire.

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