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Bella la moda ma non al cinema

Tutti gli stilisti sognano di presentarsi con un film a Venezia. Sonno beato in sala con “Woodshock”

9 Settembre 2017 alle 08:00

Bella la moda ma non al cinema

Kirsten Dunst, Laura e Kate Mulleavy alla prima di "Woodshock"

Conoscendo molto bene l’accrocchio di parole vuote di cui gli uffici stampa della moda infarciscono i comunicati stampa delle nuove collezioni, quelle ricevute sul film “Woodshock” delle sorelle Kate e Laura Mulleavy, sigla creativa di Rodarte presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, avrebbero dovuto insospettirmi: “Una desolazione ipnotica dell’isolamento, della paranoia e del dolore che esiste nel mondo interiore dai tratti onirici della protagonista”. Nessuno conosce un mondo interiore che sia fatto di tratti reali, Carl Gustav Jung ci...

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Fabiana Giacomotti

Fabiana Giacomotti

Milanese, ha vissuto un po' qui un po' là, parecchio a Londra. Era partita con l'idea che la letteratura francese sarebbe stata la sua vita, tanto da mantenersi agli studi come annunciatrice tv per non darla vinta al padre che voleva in casa almeno un altro medico e lei era l'ultima speranza. Ancora adesso non ha capito come sia diventata giornalista di economia e poi di costume e moda. Fra gli Anni Ottanta e i primi Novanta ha lavorato per Espansione, il Giornale, ItaliaOggi, quindi è stata inviato speciale per il Mondo, IoDonna, Capital, per il primo decennio Duemila in successione vicedirettore di Amica, direttore di Luna e, in contemporanea, del quotidiano MfFashion. Ama alla follia la carta stampata e collabora a Il Foglio dal 2007. Nel frattempo ha progettato ("direzioni mai più grazie") un paio di altre riviste, collabora con l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, ha scritto libri, guide popolari tradotte all'estero, saggi ponderosi ma anche no (l'ultimo, "La moda è un mestiere da duri. Gli anni Duemila del lusso italiano visti dietro le quinte", Rizzoli, raccoglie una selezione di articoli scritti per l'inserto del Foglio del sabato con un nuovo saggio introduttivo). Ha curato mostre di moda e costume per istituzioni varie e "tutte interessanti" come i Musei Civici di Venezia, la Rai, Palazzo Morando a Milano. Dal 2005 è tornata in università come docente del corso di Scienze della Moda e del Costume alla Sapienza di Roma dove, come poteva farselo mancare, ha progettato una testata online e un sistema informativo dedicato agli studenti. Ha una figlia trentenne, Federica, account pubblicitario, di cui va tremendamente orgogliosa e che si ostina a chiamare "bellapopina", facendola imbufalire.

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