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L’urlo degli innocenti

Il caso della trasmissione di Rai 3 che risarcisce mediaticamente le vittime di malagiustizia

Marianna Rizzini

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rizzini@ilfoglio.it

23 Gennaio 2017 alle 09:43

L’urlo degli innocenti

Alberto Matano. Il conduttore di “Sono innocente” si è formato tra l’Ansa-Bloomberg, Sky e il Tg1

Fare colazione, salutare i figli, andare al lavoro. E poi, improvvisamente, un giorno, fare colazione, salutare i figli e doversi chiudere la porta di casa alle spalle e a testa bassa, in fretta, perché sono arrivati i carabinieri e ci si trova da un momento all’altro in stato di arresto, senza sapere perché, e non sapendo che cosa farsene della frase “sono innocente”, perché tanto nessuno ti ascolta. Alzarsi una mattina e trovarsi a vivere un incubo da film americano:...

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Marianna Rizzini

Marianna Rizzini

Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.

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  • carlo schieppati

    23 Gennaio 2017 - 22:10

    Non guardo mai la televisione. Ho guardato le tre puntate di "sono innocente" e per la prima volta non mi sono lamentato di dover pagare il canone. Mi dispiace che non vengano fatti i nomi dei magistrati e non vengano identificate le testate che ci inondano di cronache manettare e giustizialiste (praticamente tutte tranne IL Foglio).Dice la Bignardi: " Abbiamo però scelto un tono non colpevolista verso i magistrati, prima di tutto perchè siamo garantisti...": e un po' perchè quasi tutti i giornalisti sono paraculi, aggiungo io. Intanto Annalisa Chirico (sempre sia lodata!) ci ha ricordato che siamo arrivati, dal 1992 ad oggi, a 700 milioni di risarcimenti per ingiusta detenzione. Si noti che un altro 40 per cento di risarcimenti non viene riconosciuto sia per la macchinosità del procedimento, sia perchè chi è stato coinvolto non lo chiede, tanto è schifato della vicenda kafkiana nella quale è stato coinvolto. Il 36 per cento dei detenuti è in attesa di giudizio: non basta?

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