cerca

La sottomissione soft del Qatar

L'Emirato usa la cultura per esportare l’islam in Europa. Moschee, università, dipinti, libri, tv: arriva un fiume di denaro senza fine

Giulio Meotti

Email:

meotti@ilfoglio.it

28 Novembre 2016 alle 12:26

Da Barcellona a Marsiglia, il Qatar vuole costruire le più grandi moschee d’Europa. Qui la grande preghiera islamica di massa davanti al Duomo di Milano nel 2009 durante la guerra a Gaza

Da Barcellona a Marsiglia, il Qatar vuole costruire le più grandi moschee d’Europa. Qui la grande preghiera islamica di massa davanti al Duomo di Milano nel 2009 durante la guerra a Gaza

L’Economist lo ha definito “l’altro stato wahabita”. E’ il Qatar, piccolo clone dell’Arabia Saudita, ma persino più sinuoso come giano bifronte, riparo per predicatori islamisti che persino i sauditi considerano troppo radicali, ma anche oasi affollata di viziosi locali notturni. Un “puritanesimo soft”, così lo definisce l’Economist, viene da quello che fino a mezzo secolo fa era un paese di pescatori, poverissimo e fuori dai radar, ma che oggi è uno dei più ricchi del mondo (il pil pro capite...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi