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I tre fronti della partita politica italiana: referendum, manovra e Unione europea

L’altro pilastro della politica dell’Eurozona, la Banca centrale europea, è di fronte a un dilemma: che fare del quantitative easing?

21 Ottobre 2016 alle 08:42

I tre fronti della partita politica italiana: referendum, manovra e Unione europea

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi (foto LaPresse)

Titoli. I titoli dei giornali hanno la lancetta dell’orologio indietro, ma sono utili per continuare a mettere insieme i pezzi del mosaico europeo e dei rapporti con la Russia, perché alla fine siamo di fronte a una dura battaglia politica in cui l’Italia gioca una partita delicatissima sul fronte interno (referendum), economico (la manovra di bilancio) e esterno (riassetto e riforma dell’Unione europea). Il Corriere della Sera apre così: “Alla Ue la manovra non basta”; Repubblica registra la temperatura che si abbassa: “Manovra, è gelo tra Renzi e Ue. Manovra, il testo in ritardo alle Camere”. Su quest’ultimo punto, il ritardo dell’invio della manovra al Parlamento, il titolare di List aveva già segnalato il problema qualche giorno fa: il draft del documento economico pubblicato sul sito della Commissione europea alla fine potrebbe non corrispondere a quello che verrà dato alle Camere, perché la manovra è ancora un’opera in fieri. Sono i soliti problemi di comunicazione tra Palazzo Chigi e il Tesoro, il vai e vieni tecnico-politico a cui Renzi dovrebbe prestare grande attenzione, perché la forma in questo caso è più che mai sostanza e Roberto Petrini su Repubblica fa bene a ricordarlo: “La finanziaria senza trasparenza”. Non sono dettagli, sono la sostanza del processo politico, il buon governo (o quello cattivo). La Stampa sul tema europeo e le sanzioni alla Russia fa un titolo sul primo scenario, quello poi rivoluzionato nella notte da Renzi: “Siria, l’Ue pensa a nuove sanzioni per aggirare l’attivismo di Putin”. Il Messaggero fa l’apertura sul braccio di ferro tra Italia e Commissione europea. “L’Europa corregge la manovra”. La lettura di questi titoli completa lo scenario, aggiunge tessere alla composizione, disegna una mappa precisa delle rotte della contemporaneità, racconta quanto sta accadendo, quanto il nostro futuro, quello dell’Italia e dell’Europa, sia più che mai in gioco.

 

Il quantitative easing e la Bce. L’altro pilastro della politica dell’Eurozona, la Banca centrale europea, è di fronte a un dilemma: che fare del quantitative easing? Quando finiranno gli acquisti di titoli di Stato da parte della Bce? Tapering o no tapering? Ieri Mario Draghi ha cercato di rassicurare i mercati. Le Borse hanno risposto bene, ma in realtà nessuno ha idea della parabola di questa storia. E il tema principale da tempo si è spostato su un altro piano: la Bce è impegnata in un continuo botta e risposta con i mercati finanziari, è preoccupata dalle reazioni degli investitori, è entrata in un gioco che interessa molto i traders ma (forse) ne distorce gli obiettivi di politica economica. E’ questa la sua missione o siamo di fronte a una dannosa ossessione? Bella domanda, per ora resta senza risposta.

 

21 ottobre. Battaglia di Trafalgar. Nel 1805 l’ammiraglio della flotta britannica Horatio Nelson sconfigge una flotta Franco-Spagnola al largo della città spagnola di Cadice.

 

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