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Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Non ditelo in giro, ma il governo è a caccia di qualche spicciolo: 7 miliardi

Il cortocircuito esistenziale della vecchia finanziaria che non è mai morta, lo zombie del deficit che avanza per sgranocchiare gli avanzi del mesto banchetto. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

13 Ottobre 2016 alle 11:34

Non ditelo in giro, ma il governo è a caccia di qualche spicciolo: 7 miliardi

Matteo Renzi con Pier Carlo Padoan (foto LaPresse)

San Fiorenzo.

 

Titoli. E’ tempo di manovra e manovre. La manovra economica e le manovre politiche. La prima sottomessa alle seconde, le seconde figlie non riconosciute della prima. Il cortocircuito esistenziale della vecchia finanziaria che non è mai morta, lo zombie del deficit che avanza per sgranocchiare gli avanzi del mesto banchetto. Vabbè, ci sono i titoli dei giornali a dare un tocco di magistrale surrealtà. Non ditelo in giro, ma il governo è a caccia di qualche spicciolo, 7 miliardi. Apertura della Stampa: “Manovra, mancano ancora 7 miliardi”. Riflettete un secondo sulla cifra, sulla situazione, sul linguaggio. Mancano ancora… come se fosse la raccolta delle castagne, con il ministro Padoan che gira per il bosco con la sacca in spalla. Sette miliardi. Ma sul Corriere della Sera è impaginata una speranza, una certezza sull’uguale che non tramonta, sul sottotesto della storia che, in fondo, oplà, salta fuori dal passato come un coniglio dal cilindro tributario: “Iva, evasione e giochi. Le tasse salvano la manovra”. Le tasse. Segnare sul taccuino, a futura memoria, quando dopo il 4 dicembre, posato il polverone referendario, emergerà il problema dei conti (il debito) e della crescita (produzione e reddito). Fa tenerezza, il presidente della Repubblica, che dice (apertura del Corriere), riduce e cuce: “Rispetto prima e dopo il voto”. Sembra facile, caro presidente, con questi wrestler della politica: D’Alema che vede poteri forti dove di forte c’è solo il debito pubblico, Renzi che perde tempo a litigare in Parlamento con Brunetta sul Nobel che non c’è e non ci sarà, la fantomatica destra che fa la parte della mosca sulla criniera del ronzino del partito del rancore, dei Dibba, dei Di Maio, dei cercatori di scie chimiche e sballi contabili. Che strano paese, più caotico di un circo felliniano. E poi si va tutti in pensione, più prima che dopo – grazie alla riforma in corso – c’è un Ape per tutti al bar della politica, basta ordinare un caffè ar vetro e Il Messaggero che impagina l’avvenire improduttivo della nazione: “Pensioni anticipate meno care”. Siamo al discount previdenziale, al Lidl della quiescenza, all’Eurospin dell’assegno da qui all’eternità, ogni giorno è un Tuodì, ogni pomeriggio è la siesta per Todis. Visioni del titolare di List, esagerazioni? Ecco il titolo del Sole 24Ore, in offerta speciale anche quello: “Pensioni, Ape al via da maggio. Sconto del 50% sugli interessi”. Sconto. E due etti di mortadella, tagliata fine. Dettagli del contemporaneo italiano. Ops, mancano 7 miliardi.  La manovra verrà presentata sabato. Buona giornata.

 

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Trump indietro tutta. The Donald dice in volo che vincerà. Al titolare di List gli amici di Washington dicono che la partita è apertissima, che la storia dice Trump, però i sondaggi raccontano un altro romanzo. Quale? Quello del candidato che non ti aspetti, scorretto fino al punto di essere improbabile, che quando era vicino al sorpasso di Hillary è uscito fuori strada. Anche il sondaggio quotidiano del Los Angeles Times – che da lungo tempo dava Trump in testa – da ieri ha cambiato segno:

 

 

E’ una battaglia in cui Trump sta soccombendo. La politica americana è una corsa da Mad Max, tutti i colpi bassi e alti vengono usati e The Donald è il bersaglio ideale. Altri scandali sessuali, veri o falsi poco importa, lo hanno messo alle corde. Lui fa causa al New York Times, promette vendetta, ma se hai contro tutto il sistema – partito compreso – forse ti devi fare qualche domanda anche su te stesso, sulla tua strategia elettorale. Perderà? I numeri dicono che Trump è sulla via della sconfitta. Queste elezioni presidenziali sono anche una prova decisiva per i sondaggi. Dopo l’8 novembre, sul campo di battaglia resterà la storia americana con tutti i suoi problemi e le sue domande irrisolte.

 

C’era una volta… la famiglia, la scuola, il maestro. Foto a centro pagina su Carlino-Nazione-Giorno, titolo: “La rivolta dei compiti a scuola”. I genitori protestano, bastano quelli in classe. E’ il segno dei tempi. Le famiglie stanno diventando un luogo di nullismo, di chat sui social, di tutto è permesso e in ogni caso non si fa niente che interferisca con il week end, il fitness, il brunch, l’happy hour. Poi, un bel giorno, si sveglieranno con il figlio disoccupato, con evidenti problemi di grammatica e sintassi, comprensione del testo, ignoranza delle materie scientifiche, ma perfetto nell’arte del ragliare: un asino.

 

La realtà della scuola. Mentre i genitori 2.0 cercano la via del nulla, del sapere meno e lavorare zero, la realtà si fa largo con un titolo di Repubblica: “Scuola, emergenza sicurezza, miliardi rimasti nel cassetto”. Ecco qualcosa che va oltre la già ammuffita polemica sul referendum, il tran tran di D’Alema e Renzi. Sommario: “In tre anni 100 crolli. Ma per i lavori speso solo 1 euro su ogni 10 stanziati”. I genitori 2.0 continuano a pensare all’educazione light, senza impegno, le crepe si vedono, sono nel paese che non vuole mai imparare la lezione.

 

Il drone in gondola. Titolo del Gazzettino: “San Marco, drone contro il campanile. Poi lo schianto tra i tavolini del caffè”. Provate a immaginare la scena, siete seduti in piazza San Marco, ammirate la bellezza di Venezia e, improvvisamente, dal cielo vi piomba sul cappuccino uno di questi oggetti volanti. Se per guidare un’auto che sta a terra ci vuole la patente, è chiaro che deve esistere una licenza anche per questo. Ognuno avrà il suo dronino, potrà spiare gli altri dall’alto, entrare nella casa del capo ufficio con le finestre aperte, scattare foto, depositare una bomba. Chi fermerà questa follia?

 

Il drone con la bomba fai da te. Su War on the Rocks il divertimento di piazza San Marco, il just for fun volante diventa lo scenario del conflitto asimmetrico. Vai al supermarket, compri il drone, lo armi e scarichi l’esplosivo sul nemico. Tutto sullo scaffale della guerra à la carte.

 

La seconda possibilità. Massimo Gramellini sulla Stampa ha la storia che ripara una giornata rotta in partenza: una donna tenta il suicidio gettandosi da un cavalcavia, viene salvata da un carabiniere e due passanti. Presa per le caviglie, sospesa nel vuoto, un volo interrotto, un crescendo di apparizioni angeliche, la vita. La seconda possibilità.

 

L’intelligenza di DeepMind. Prima pagina del Financial Times. Il programma di intelligenza artificiale di Google, DeepMind, va avanti in maniera esponenziale. E’ la combinazione di un sistema neurale (modellato secondo le leggi della biologia, cioè del cervello umano) con la classica memoria di un computer. La fantascienza avanza a passo di carica.

 

Letture consigliate per chi vuole vedere il futuro. Il meglio dell’anno nella Science Fiction, volume numero trentatrè, splendida antologia curata da Gardner Dozois; l’ultimo romanzo di un maestro della letteratura americana, Don De Lillo, Zero K, una storia di vita, di morte, di criogenesi.

 

 

13 ottobre. Nel 1792 a Washington, viene posata la prima pietra di quella che dal 1818 sarà la Casa Bianca.

 

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