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Exor in Olanda dimostra i limiti del capitalismo italiano

Il valore simbolico di questo trasloco è sotto gli occhi di tutti e dovrebbe far girare qualche neurone a chi governa. Le società globali vanno dove i capitali sono trattati meglio, le pratiche fiscali sono più convenienti, la burocrazia non è una palla al piede.

26 Luglio 2016 alle 09:54

Exor in Olanda dimostra i limiti del capitalismo italiano

Santi Gioacchino e Anna.

 

Titoli. La leggenda dell’Olandese volante racconta di un vascello maledetto che solca i mari senza mai poter tornare in porto con il suo equipaggio di marinai-fantasmi. Storia magnetica, capace di attrarre il genio di Wagner che compose l’opera omonima. Oggi l’Olanda conserva il suo magnetismo: attrae capitali. E non è una buona novella per l’Italia e per il cantiere delle riforme del governo, soprattutto quelle economiche e fiscali. La notizia la prendiamo dal Sole 24Ore: “Exor segue Fca, gli Agnelli spostano la sede in Olanda”. La cassaforte di famiglia prende il volo. Sede legale e fiscale vanno all’estero, ecco la sintesi del fatto: “La famiglia Agnelli lascia l’Italia. Exor e la Giovanni Agnelli e C. Sapaz, cassaforte della famiglia e detentrice del 52,99% della finanziaria, trasferiscono la sede in Olanda. L’unico scrigno societario che resterà nei confini nazionali è la Dicembre che controlla l’accomandita e che fa capo agli eredi di Gianni Agnelli, partendo dal presidente John Elkann. Le due società torinesi seguiranno un percorso analogo a quello seguito da Fca, Cnh Industrial e Ferrari: Exor, però, porta in Olanda sia la sede legale sia quella fiscale (mentre quest'ultima per le altre società è a Londra) e mantiene la quotazione a Piazza Affari”. Restano (per ora) investimenti, stabilimenti, produzione, fatturato, ricavi, tasse pagate in Italia, la produzione industriale agganciata inesorabilmente alla Jeep di Marchionne e a tutto l’indotto dell’automotive, ma il valore simbolico di questo trasloco delle società controllanti è sotto gli occhi di tutti e dovrebbe far girare qualche neurone a chi governa. FCA è una società globale, va dove i capitali sono trattati meglio, le pratiche fiscali sono più convenienti, la burocrazia non è una palla al piede. E’ una legge del mercato che non deve sorprendere, semmai preoccupare la classe dirigente italiana, non solo quella politica. Ogni mossa nell’era Marchionne è stata frutto di una strategia, di scelte accurate (e anche annunciate) sulle quali si sarebbe potuto provare a dare una risposta. Non per favorire un gruppo industriale singolarmente, ma per tutto il sistema. L’uscita di Exor dal confine legale e fiscale del paese è il movimento di un titano, non di un’azienda qualsiasi. Exor ha concentrato le sue attività solo su alcune società e settori, ha creato il settimo gruppo automobilistico del mondo con FCA, ha acquistato un colosso della riassicurazione come PartnerRe, ha venduto più che opportunamente le ingombranti – e non redditizie – partecipazioni editoriali in Italia (Corriere della Sera e La Stampa) e le ha sostituite con un marchio di prestigio globale (il gruppo The Economist), ha quotato in Borsa la Ferrari, consolidato la forza di Cnh industrial e tutto questo è avvenuto con l’apertura di un ombrello fiscale in Olanda. Il risultato è che le azioni di Exor sono cresciute ogni anno (dal 2009) in media del 27,2 per cento. Dall’Olandese volante ai capitali volanti. 

 

Investimenti internazionali, solidità e capacità del sistema del credito sono fattori decisivi della crescita economica. E se mettiamo il caso Exor insieme a quello di Monte dei Paschi, il gong è suonato da un pezzo. E’ vero, il governo Renzi eredita una situazione più che complicata, ma è in carica da due anni e mezzo e questi temi erano sul tavolo di tutti i governi che l’hanno preceduto. Situazione arcinota. Non sono una sorpresa né l’eccessivo carico fiscale e burocratico sulle imprese né la situazione compromessa dei bilanci di alcune banche italiane grandi e piccole. Titolo del Corriere della Sera: “Pronto Atlante 2 per Montepaschi. Unicredit cambia”. Il Fondo Atlante comprerà le sofferenze consentendo un aumento di capitale meno oneroso, resta un problema: a che prezzo verranno acquistati i non performing loans? E’ una domanda a cui si risponde con un balbettìo perché tutti sanno una cosa: non sarà quello di mercato. Il mantra è il seguente: “Non svendiamo i nostri istituti”. Quindi è un’operazione di mercato-non-mercato dove si stanno utilizzando risorse e garanzie pubbliche per salvare gli azionisti, cioè coloro che dovrebbero partecipare al rischio. E anche questo alla fine diventa la cifra complessiva di un paese e della sua classe dirigente. D’altronde, se si invitano (leggere “forzano”) le Casse previdenziali a partecipare al Fondo Atlante 2 con 500 milioni di euro, allora tutto è possibile. Il denaro versato dai professionisti per assicurarsi la pensione viene investito in sofferenze bancarie. E’ il capitalismo all’italiana. A futura memoria. Buona fortuna.

 

 

Sanders e i dolori di Hillary. La Convention democratica si è aperta con la contestazione dei fan di Sanders durante il discorso del senatore. La pubblicazione delle email del gruppo di comando del partito e le manovre per deragliare la corsa di Sanders durante le primarie pesano. Sostenere Hillary? Fischi. Michelle Obama ha fatto un discorso da pop star, Elizabeth Warren ha ricordato a tutti che c’è un avversario comune da battere, Trump. Ma i sondaggi nazionali di Cnn dicono che The Donald ora è in testa alla corsa per la Casa Bianca. Strada in salita, oggi secondo giorno di convention a Philadelphia, sul palco salirà la figura dalla quale si attende un colpo d’ala, una svolta, una parola magica: Bill Clinton.

 

La battaglia negli Stati. E’ quella che conta e la Clinton qui è ancora in vantaggio con Trump che però sembra aver guadagnato terreno in Pennsylvania. Bisogna arrivare a 270 e gli Stati chiave sono questi: Florida (29), Iowa (6), New Hampshire (4), Nevada (6), Pennsylvania (20), Ohio (18), Virginia (13), North Carolina (15).

 

No, la Turchia in Europa no. Lo dice il presidente della Commissione Jean Claude-Juncker e non è difficile credergli. La repressione di Erdogan è incompatibile con i valori dell’Unione.

 

Gentiloni e Pinotti su Turchia e Nato. Il ministro degli Esteri e quello della Difesa riferiranno davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato sugli esiti del vertice Nato di Varsavia e la crisi dopo il colpo di Stato in Turchia.

 

Da 125 miliardi a 4.8 miliardi. E’ il declino del valore di Yahoo nel corso degli anni. Verizon l’ha acquistata in saldo. E’ anche il fallimento di Marissa Mayer, pagata milioni su milioni di dollari per arrivare a questo risultato. Una sua uscita dalla società entro un anno dalla vendita le assicurerebbe una liquidazione pari a 55 milioni di dollari. La Mayer ha detto che resta. Vedremo cosa farà il nuovo azionista.

 

Telecom, come vanno i conti? Oggi il consiglio d’amministrazione si riunisce per discutere i risultati trimestrali.

 

26 luglio. Fidel Castro nel 1953 guida un assalto alla Caserma della Moncada. Fallisce. Ma parte la Rivoluzione Cubana.

 

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