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Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Il vero malato d'Europa è la Francia

Parigi contagiata da un virus pervasivo: il terrorismo islamista, l’adattato ben disintegrato, il calcio europeo, i gol, le risse, i cocci di vetro dei teppisti a Marsiglia e gli incidenti durante gli scioperi, i cortei, il no a tutto e lo spacca tutto. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

15 Giugno 2016 alle 11:33

Il vero malato d'Europa è la Francia

Un momento degli scontri di ieri a Parigi tra manifestanti e polizia (foto LaPresse)

San Bernardo da Mentone

 

Titoli. Il grande malato dell’Europa non è l’Italia, è la Francia. Perché il male non è fatto di soli numeri, ma di una rottura della cultura che come diceva T.S. Eliot “è quella più difficile da riparare”. La Francia è come una bella signora in abito da sera e ombrellino che passeggia sulla pista dell’ippodromo, svagata, mentre all’orizzonte i cavalli arrivano al galoppo. Il 17 novembre del 2012 l’Economist fece una copertina che il titolare di List conserva, eccola:


 

 

La malattia francese era conclamata, chiara, visibile. E anche il contagio, la velocità d’espansione del virus, la sua capacità di mutazione, era altrettanto evidente. Quattro anni dopo sui giornali la Francia torna in un cocktail avanti pop e indietro choc: il terrorismo islamista, l’adattato ben disintegrato, il calcio europeo, i gol, le risse, i cocci di vetro dei teppisti a Marsiglia e gli incidenti a Parigi durante gli scioperi, i cortei, il no a tutto e lo spacca tutto, la violenza celebrata e in fondo attesa dai profeti di sventura, l’ascesa del casseur come archetipo della Francia non più dolce ma amara. Sui quotidiani ricadono i vetri rotti di questo scontro di (in)civiltà, la crisi che nasconde l’opportunità: cadere, rialzarsi. La Francia, questo mito realizzato e poi frantumato nel contemporaneo in “Liberté, Egalité, Hilarité”. La Stampa scatta la fotografia: “Francia nella morsa della violenza”. Catenaccio che non ha bisogno di commento: “Jihadista uccide due agenti, black bloc in azione a Parigi, teppisti del tifo a Euro 2016”. Epicentro della crisi, apertura su Repubblica: “I giorni di fuoco della Francia. Torna l’Is, l’orrore va in diretta”. L’assassinio su Facebook, l’omicidio ispirato e non diretto dal Califfato, l’ideologia, il fanatismo diffuso con il pervasive computing sono un pericolo ben più grande di un commando che dalla Siria arriva a Parigi o a Roma. E’ qualcosa di profondo, sedimentato, un urlo rabbioso, bestiale. Tutto questo non basta a Obama e Clinton per prendere atto della realtà, non chiamare le cose con il loro nome serve a spianare la strada a Trump, mentre la Francia è in guerra, ha davanti un nemico invisibile, si specchia in se stessa e vede il suo volto deforme. Eccolo, nel titolo di taglio del Messaggero: “Parigi, torna l’incubo jihadista due poliziotti sgozzati in casa”. Il taglio alla gola, lo sfregio del corpo, il sangue che cola, l’atto finale. E’ tornato il sonno della ragione. Buona giornata.

 

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Brexit, Osborne prepara il budget per la crisi. Il Cancelliere dello Scacchiere annuncia le misure (severe) in caso di vittoria della Brexit. Apocalittico? Vedremo. Il 23 giugno è dietro l’angolo. Live sul Guardian.

 

Prestito per la pensione. E’ l’apertura di molti quotidiani (Corriere della Sera, Messaggero) anche se l’idea non è affatto nuova. Interessa tanti, ma sa di vecchio, di resa, di sguardo rivolto più indietro che avanti. Il futuro, dunque, è la pensione.

 

Berlusconi è sveglio e lucido. Mentre il fratello Paolo spiega le lacrime di Francesca Pascale.

 

Nato a est. I ministri della difesa della Nato l’altro ieri hanno deciso: manderanno truppe a est, nella Polonia e ai confini con gli stati baltici. Perché? Hanno paura di un’aggressione della Russia. Le truppe saranno francesi, inglesi, tedesche e canadesi. Reazione del rappresentante permanente di Mosca presso la Nato: “La politica della Nato vive in una dimensione surreale. Una minaccia della Russia è un mito”. In effetti, a Washington dovrebbero avere altri problemi.

 

Il siluro tedesco. I rapporti tra India e Italia dopo il caso dei Marò sono ai minimi di sempre. Il governo indiano ha congelato una commessa di 98 siluri che era destinata alla Whitehead Sistemi Subacquei, società del gruppo Leonardo-Finmeccanica. Duecento milioni di dollari sono svaniti per l’Italia, ma gli indiani i siluri per i loro sommergibili devono comprarli. Da chi? Toh, dalla Germania. Defense News scrive che le aziende tedesche non solo sono pronte a fornire i siluri, ma anche che ThyssenKrupp Marine Systems è in trattativa con il governo indiano per la costruzione di sei sottomarini convenzionali e altri sei sommergibili nucleari per un investimento di 10 miliardi di dollari. E l’Italia? Scomparsa dai radar.

 

15 giugno.  Nel 1520 Papa Leone X minaccia di scomunicare Martin Lutero.

 

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