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Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

L’eredità di Obama in Europa è il caos a est

Se il presidente americano fosse rieleggibile, Putin lo voterebbe. In Italia, nell'agenda del Consiglio dei ministri, il decreto per votare alle amministrative anche lunedì 6 giugno. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi.

16 Maggio 2016 alle 11:28

L’eredità di Obama in Europa è il caos a est

Ucraina, un bombardamento a Elenovka (foto LaPresse)

Sant' Ubaldo di Gubbio

 

Titoli. La bomba allo stadio di Manchester è sfumata per assenza di requisiti minimi per diventare notizia (ordigno finto, dimenticato durante un’esercitazione) così i quotidiani italiani - come spesso capita il lunedì - sono un’arrampicata sugli specchi e la lettura occupa lo spazio di pochi minuti. Primo caffè, Corriere della Sera: “Libia a rischio. L’Italia rimanda l’invio dei soldati”. Non ci voleva una conferenza a Vienna per capire quale fosse la linea di Renzi. Cose da leggere sul Corriere? Lorenzo Bini Smaghi perfetto sul tema vero, la demografia e la politica migratoria: “Non è pensabile conseguire una crescita sostenibile con una popolazione costante o in calo, soprattutto quando la produttività ristagna. Altri Paesi sono riusciti ad invertire la tendenza. In Germania, ad esempio, i timori di riduzione della popolazione dello scorso decennio sono stati fugati, grazie ad una combinazione di interventi mirati ad incentivare la natalità e a favorire l'immigrazione di giovani facilmente inseribili nel mercato del lavoro. Anche in questo settore l'Italia è in ritardo. Rischia di essere particolarmente penalizzante una politica di immigrazione di tipo difensivo, mirata prevalentemente a contenere i flussi e attuata in modo indiscriminato, anche nei confronti di chi vuole venire a studiare e magari poi lavorare nel nostro Paese e si vede costretto ad attese estenuanti per un visto che spesso gli viene negato senza motivi. È ancor più dannosa una politica di accoglienza basata principalmente sull' assistenzialismo piuttosto che sulla responsabilizzazione e misure attive per l'inserimento sul mercato del lavoro. A pagare i costi di questo ritardo sono, in fin dei conti, soprattutto i contribuenti italiani”. Tempo di demagoghi, non capiranno. Cosa fanno a Repubblica? Ecco l’apertura: “Voto in due giornate anche al referendum. Letta: “Non ha senso”. Il titolare di List si chiede che senso abbia sentire su ogni provvedimento l’opinione del privato cittadino Letta (Enrico) che tempo fa si è dimesso dal Parlamento. Letta è il capo di una corrente del Pd? Non risulta. Ha promosso un nuovo movimento politico? Non pervenuto. E’ stato un impareggiabile presidente del Consiglio? Non ne abbiamo ricordo. Propose formule di governo autosufficiente? No, governò con Berlusconi. Il Pd vinse le elezioni con lui, Enrico, nel gruppo di comando? No, fu una catastrofe con Bersani al comando. Ah, certo, fu lui a decidere di votare con un solo colpo secco. E’ una regola inscalfibile? No, ma era tanto pop tra chi pensava di arginare il grillismo seguendone le scie chimiche. Letta è contrario alla proposta di Renzi, sai che novità. Ma in Italia c’è sempre bisogno di un dualismo, anche quando uno dei due contendenti non prende i voti del suo condominio. Viene nominato antagonista dai giornali che, com’è noto, le azzeccarono tutte su Silvio Berlusconi e il partito di plastica. Finì con un ventennio. Tanti auguri per il prossimo. Facciamo un giro di titoli alla velocità di un Frecciarossa. La Stampa: “Sottomarini in missione in Libia per difendere l’Italia dai terroristi”. Ci mancava la guerra con i sommergibili. In effetti i tagliagole di Isis si possono mandare a casa a colpi di siluro. Lasciamo perdere, andiamo oltre. Carlino-Nazione-Giorno: “2016, fuga dalle urne”. Vabbè, siamo alla frutta congelata con un calembour su “1997, fuga da New York”, film di John Carpenter, 1981. Libero fa la sua guida del lunedì: “Ecco tutti i bond bancari, guardate se siete a rischio”. Il Giornale è in campo a Manchester: “Terrorismo, siamo nel pallone”. Urge un caffè ar vetro e Il Messaggero, sempre sul pezzo quando c’è da guardare la bottega ministeriale romana: “Statali, aumenti per i salari bassi”. Non pensiamoci troppo, la vita è breve come un lampo. Titolo del Gazzettino: “Gara sui monti, atleta ucciso da un fulmine”. Un’occhiata sinergica, per chiudere, al titolo del Secolo XIX: “Ue, all’Italia uno sconto da 14 miliardi”. E’ uguale all’apertura della Stampa. Genova fa come Torino. Regioni, città, territori e lettori diversi. Si fa in fretta, a perdere l’identità. Buona giornata.

 

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Che settimana farà? Le cose che contano sono queste: per l’Italia, oggi a Palazzo Chigi alle 17 si terrà un Consiglio dei ministri dove verrà presentato un decreto per votare alle amministrative anche lunedì 6 giugno, dovrebbe essere aggiunta una data anche ai ballottaggi che saranno il 19 e 20 giugno; nel mondo corre come un treno una settimana di avvicinamento alla data chiave del referendum inglese: la Federal Reserve e la Banca centrale europea pubblicheranno le minute delle loro ultime riunioni, sono importanti per capire che cosa dicono i consiglieri sulla ripresa, i tassi e l’inflazione, in particolare per Francoforte alla prese con una spirale deflattiva; in Giappone giovedì escono i dati sulla produzione industriale e a Sendai, il 20 maggio, si riuniscono i ministri delle Finanze delle e i governatori delle banche centrali, preludio del G7 che si terrà sempre in Giappone il 26 e 27 maggio; raffica di dati dal Regno Unito, con inflazione, mercato del lavoro e commercio al dettaglio nella lente degli analisti che vedono il break-up dell’Unione come fusione nucleare per la City. Siamo a cinque settimane dalla Brexit, la pressione sul Regno Unito si sta intensificando.

 

Russia-Stati Uniti. L’eredità di Obama in Europa è il caos a est. L’Ucraina è uno stato fallito, la Crimea è tornata ai Russi, le nazioni baltiche credono di essere di nuovo alla Guerra Fredda, la Nato piazza sistemi missilistici Aegis in Romania e l’ultima della serie “fallimenti strategici” è che la forza di reazione rapida della Nato non è pronta per essere schierata a Est. Se Obama fosse rieleggibile, Putin lo voterebbe. 

 

Goldman Sachs a tutto gas. Cosa è Goldman Sachs? Risposta immediata: una banca d’affari. Vero, ma fa anche altro e su quest’altro bisognerebbe riflettere: compra e vende gas in quantità impressionanti. Goldman è diventata il settimo trader di gas nel Nord America. Il capo della divisione di Goldman che si occupa di gas è Owen West, ex marine che ha servito in Iraq, scalatore del monte Everest e romanziere.

 

Libri. Oggi sarà annunciato il vincitore del Man Booker Prize.

 

16 maggio. Nel 1792 viene inaugurato il Gran Teatro la Fenice di Venezia.

 

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