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Banche, Consob, obbligazioni: il falò di vanità e fatuità del dibattito italiano

Non che altrove vada alla grande, ma perbacco qui siamo allo scantinato di Casa Pound elevato a forum costituzionale, gli uffici di Banca Etruria scambiati per la sala trading di Salomon Brothers, mentre il presidente della Consob intima “via i bond dagli sportelli”, ignorando il semplice fatto che le obbligazioni (subordinate o no) non se le accatta più nessuno.

10 Maggio 2016 alle 11:44

Banche, Consob, obbligazioni: il falò di vanità e fatuità del dibattito italiano

Foto LaPresse

San Giobbe

 

Titoli. Ci vuole davvero la pazienza di Giobbe per leggere (e reggere) il falò di vanità e fatuità del dibattito italiano. Non che altrove vada alla grande, ma perbacco qui siamo allo scantinato di Casa Pound elevato a forum costituzionale, gli uffici di Banca Etruria scambiati per la sala trading di Salomon Brothers, mentre il presidente della Consob intima con l’indice ben alzato “via i bond dagli sportelli”, ignorando il semplice fatto che le obbligazioni (subordinate o no) non se le accatta più nessuno, basta vedere i dati di Abi e Bankitalia. Per il resto, il mondo va avanti e accadono cose notevoli. Primo caffè, Corriere della Sera: “Così Etruria truffò i clienti”. Catenaccio: “I pm: l’ordine di dare bond a rischio anche ai piccoli. Vegas difende la Consob”. Ottimo, ma Vegas, appunto, dice anche un’altra cosa che fa a pugni con quelle che nel questurese che abbonda sulle pagine dei giornali vengono chiamate “evidenze investigative”. Cosa dice il presidente della Consob? Via Agi, ieri: “I prospetti e i supplementi informativi che accompagnavano le emissioni delle obbligazioni subordinate di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara "erano stati redatti nel rispetto delle regole di trasparenza previste dalle norme sul prospetto informativo. In particolare, dice Vegas, "hanno dato massima evidenza a tutti i fattori di rischio connessi alla complessità degli strumenti e alla situazione in cui versavano le banche. Essi specificavano che l'investitore avrebbe potuto perdere l'intero capitale investito in caso di liquidazione o di procedure concorsuali". Bene, chiamate l’agenzia Pinkerton adesso e scoprite chi ha ragione. Andiamo avanti. Che fa Repubblica? Apre su Maria Elena Boschi e Casa Pound alias minoranza dem, poi c’è Saviano che si racconta per l’ennesima volta (saltare), di taglio c’è la grande scoperta che l’Austria va a destra, di fogliettone c’è il primo pezzo di una serie di articoli di Repubblica che ci ridirà del sopra, del sotto e del sottosopra dell’estate (“Da Ibiza alle Cinque Terre, l’estate del numero chiuso”) per cui l’esito finale dello sguardo sulla prima pagina è che bisogna leggere la nobile spalla di Repubblica dove s’adagia una lenzuolata soffice di Ezio Mauro (“Golpe, l’ultima tentazione del potere”) che ci delizia con un viaggio nella dimensione di Richelieu, Machiavelli, Malaparte, una carovana di teorici dello stato, della forza, del diritto e del suo rovescio. Una passeggiata storica che si catapulta nel presente: “Verrebbe da concludere che nella parte di mondo in cui viviamo la democrazia ha vinto e nessuno pensa più ai colpi di Stato. Ma se guardiamo oggi all’Europa di mezzo, vediamo che la nuova destra considera proprio i valori liberali dello Stato di diritto i principali avversari, non i valori giacobini. E ovunque, in Occidente, la democrazia esausta rischia di ricordare quelle conchiglie di spiaggia perfette nella loro forma esterna, mentre all’interno l’organismo sta morendo”. Non fa più il duro mestiere del direttore, ma per fortuna scrive e leggerlo è un piacere. Altro? Facciamo un giro di titoli. La Stampa: “Brexit, l’allarme di Cameron: pace a rischio”. Il premier britannico esagera? Forse, ma l’apertura scelta da Maurizio Molinari è azzeccata: questo è il tema centrale, il referendum per restare o andare via dall’Unione. Leave or remain? Vedremo. Libero: “Jobs Act, 100 mila posti falsi”. Dove c’è burocrazia, c’è sempre chi ne approfitta. In questo caso, dichiarazioni fasulle di parte di imprese a caccia di sgravi fiscali. Il Giornale: “In banca un ufficio per truffare clienti”. Etruriagate. Il Fatto Quotidiano: “Imbavagliano pure Davigo”. Domanda: i magistrati possono fare campagna politica? Ai lettori di List la facile risposta. L’Unità continua con la prosa criptica: “Missione possibile”. Sarebbe quella del referendum. Cose belle dal Sud? La Gazzetta del Mezzogiorno: “Bari, la guerra degli abusivi”. Questione di ambulanti, Italy Italy. Fatti dal Nord-Est? Il Gazzettino ha una storia da leggere: “Antonio, l’eremita del XXI secolo, da trent’anni vive fuori dal mondo”. In un casale, senza corrente elettrica, gas, riscaldamento. Tocchi di classe dal mondo politico? Ci sono, perbacco, spalla del mattino, autore del pregiato testo il sindaco di Napoli, De Magistris, che mette in mostra la sua prosa aulica: “De Magistris choc: Renzi ti devi c… sotto”. Che stile innato, l’immagine dell’eleganza del parlar forbito. Per riprendersi dallo choc culturale serve un caffè ar vetro, arriva anche il Messaggero con cronache capitali molto istruttive: “Odevaine chiederà il patteggiamento per evitare stangate”. Money? MF presenta questo titolo: “Blitz di Telecom su Metroweb”. Il nuovo ad Cattaneo spiazza tutti e fa un’offerta da 820 milioni con risposta incorporata entro sette giorni. Il Sole 24Ore: “Vegas: più tutele ai risparmiatori. In arrivo prospetti semplificati”. Buona giornata.

 

Unioni civili. Oggi va in aula la legge sulle unioni civili.

 

Brexit. La campagna referendaria è interessantissima, chiunque vinca, è un grande test. Il Cancelliere dello Scacchiere George Osborne avvisa i naviganti: sono a rischio 285 mila posti di lavoro nella finanza legati all’Unione Europea. Terrorismo? No, la verità.

 

Germania. Rallenta la produzione, ma è boom immobiliare. La produzione tedesca va giù per il secondo mese consecutivo a -1.3 per cento. La domanda si sta raffreddando? No, i dati degli ordinativi di marzo indicano una crescita per i prossimi mesi, in particolare l’export. Nel frattempo, i tassi a zero di Mario Draghi in Germania stanno cambiando lo scenario del mercato immobiliare. Bloomberg oggi ricorda che il prezzo delle case nelle grandi città tedesche è aumentato del 30 per cento. I tedeschi amano vivere in affitto e conservare il cash per altre spese o destinarle al risparmio, solo il 53 per cento delle famiglie ha la casa, mentre in Italia l’82 per cento delle famiglie ha la sua casa di proprietà. Ma la politica della Bce sta cambiando queste abitudini: i mutui in Germania in un anno sono aumentati del 22 per cento.

 

Cosa succede in Arabia Saudita? Stanno cambiando i posti chiave del governo, il regno prova a entrare nella contemporaneità con una nuova strategia. Da tenere d’occhio.

 

Panama Papers. Cercare nel database tra i 320 mila nomi di istituzioni, aziende e persone? Facile.

 

10  maggio. Nel 1503 Cristoforo Colombo scopre le Isole Cayman e le battezza Las Tortugas.

 

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