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Dalle manette facili alle pensioni: in Italia il diritto è instabile

Vantiamo una magistratura inquirente che fa scattare le manette alla velocità di Flash Gordon e cambi di norme sulla previdenza ogni paio d’anni. Una cosa è certa: l’incertezza.

5 Maggio 2016 alle 11:37

Dalle manette facili alle pensioni: in Italia il diritto è instabile
San Gottardo.

 

Titoli. Manette facili, pensioni flessibili. A giudicare dalla titolazione dei giornali, l’Italia è un Paese con grande fantasia, di certo un luogo dove il diritto è instabile. Vantiamo una magistratura inquirente che fa scattare le manette alla velocità di Flash Gordon e cambi di norme sulla previdenza ogni paio d’anni. Una cosa è certa: l’incertezza. Primo caffè, Corriere della Sera: “Pensioni flessibili nel 2017”. E’ l’annuncio del presidente del Consiglio, non si tradurrà in posti di lavoro sostitutivi (altri sono i fattori di efficienza e mercato che determinano la domanda oggi) ma migliora la vita di molte persone. Lavorare stanca, scriveva Cesare Pavese. Le pensioni hanno sempre un interesse enorme in un Paese in quiescenza, ma il vero nocciolo incandescente del dibattito politico riguarda l’irriformabilità della giustizia, il moralismo che invade i codici, la legge schiacciata dall’etica superiore scritta in non si sa quale stanza filosofica. La levata di scudi delle correnti del Csm contro l’iniziativa di Giuseppe Fanfani, consigliere laico dell’assemblea, indica quanto la richiesta di chiarimenti sull’operato dei pm a Lodi nel caso Uggetti sia giusta. Non è una questione di colpevolezza, ma di proporzione nei provvedimenti adottati e, francamente, di linguaggio e teoria del diritto applicati al codice penale. Fanfani ha osato mettere in discussione il totem di una magistratura che pensa di avere gli attributi degli scribi dell’Antico Egitto. Il problema è che non si ha il coraggio di condurre la giusta battaglia per il riequilibrio dei poteri e alla fine il Corriere giustamente fa questo titolo: “La battaglia al Csm sull’arresto di Lodi. Il Pd chiede verifiche, ma poi ci ripensa”. Salvate il soldato Fanfani dal conformismo politico. Altro da leggere? Vediamo Repubblica: “Giudici e Pd, alta tensione sugli arresti”. Ok, cronaca. Commenti? C’è Francesco Merlo, il suo pezzo sui magistrati di Lodi ha un passaggio interessante: “Piovono i rafforzativi in questa ordinanza dove viene evocata due volte «la protervia», che è il compiacimento nel male, «l'assoluta spregiudicatezza», che forse è diversa da quella relativa, e i due arrestati sono «imperterriti» … Ma neppure i troppi aggettivi negativi riescono, come vorrebbero, a far giganteggiare l'esercizio della giustizia. Al contrario qui lo nanificano”. Ecco, la nanificazione del diritto passa per lo sgangherato tentativo di far giganteggiare il linguaggio. Altro? Giro rapidissimo di titoli. La Stampa ha un titolo di taglio che è una verità sulla campagna presidenziale americana: “La ricetta di Trump strega la classe media”. Libero controlla il flusso di cassa: “Renzi dà il bonus anche agli immigrati”. C’è Salvini che presenta libri autobiografici e gioca a fare il leader? Il Giornale lo avvisa con Alessandro Sallusti: “Matteo occhio ai precedenti”. Non sono andati benissimo, in effetti. Il Fatto Quotidiano s’è fermato a Lodi: “Il sindaco Pd confessa e il Pd processa i magistrati”. Tranquilli, non processano un bel niente, nel Pd. Il Manifesto gioca con il titolo su Fanfani: “Fanfarone”. Cose romane? Prendiamo un caffè ar vetro e Il Messaggero. In prima pagina leggiamo di pensioni, la foto è sulla moda che sbarca a Cuba, un titolo sull’Egitto e Regeni, un altro sull’America di Trump, il caso Lodi, l’antimafia truffaldina. Titoli di cronaca? No. E’ gajardo e internazionale, Il Messaggero, quotidiano di Roma. Money? Su MF c’è un titolo sulla guerra per un cadavere: “Veneto Banca alla guerra tra i soci”. E sul Sole 24Ore c’è il ministro dell’Economia che tenta di salvare il caveau dalla speculazione: “Padoan: tre anni in meno per il recupero crediti”. Buona giornata.

 

 

Renato Soru condannato a tre anni. Europarlamentare e segretario del Pd in Sardegna, Soru è stato condannato a tre anni di reclusione per evasione fiscale. Il suo commento dopo la sentenza: “E' un momento molto grave della mia vita".

 

Elkan, Marchionne e Renzi. Stamattina a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio riceve Elkann e Marchionne per la presentazione della nuova Giulia.

 

 

Il premier fa bene a dare attenzione a FCA perché la produzione industriale italiana è appesa all’auto. Solo un dato sulle vendite in America, per capirci: aprile è stato un mese record per il marchio Jeep, che ha registrato un aumento del 17 per cento negli Stati Uniti. Record mensile assoluto per la Jeep Renegade, ultima nata della gamma Jeep, ha registrato un incremento del 131 per cento e il miglior mese di vendita dal lancio a marzo 2015. La Renegade è prodotta a Melfi. E’ industria italiana che va nel mondo.

 

 

Londra sceglie il sindaco. Si vota, chi vincerà?

 

Benvenuti, Cobots. Chi sono? I robot che lavorano in simbiosi con gli umani. La rivoluzione è in fabbrica, operai e robot di ultima generazione lavorano fianco a fianco. Il costo medio di queste macchine è di circa 24 mila euro, e possono cambiare radicalmente il modo di produzione soprattutto nelle piccole aziende che rappresentano il 70 per cento della produzione mondiale. In ogni caso, per capirne di più, chiedete un incontro con Baxter.

 

 

5 maggio. Nel 1821 Napoleone Bonaparte muore in esilio nell’isola di Sant’Elena. Il più grande stratega militare (e politico) di tutti i tempi.

 

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