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Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Cosa rischia un sindaco ai tempi del giustizialismo italiano

Il caso Lodi domina la scena nostrana. All'estero il ritiro di Cruz spiana la strada a Trump, primo candidato americano contro la globalizzazione e il libero mercato. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

4 Maggio 2016 alle 11:30

Cosa rischia un sindaco ai tempi del giustizialismo italiano

Simone Uggetti, sindaco di Lodi

San Floriano

 

Titoli. Quando c’è la magistratura in azione, il ciclostile del giornalista collettivo parte in modalità automatica. Il fenomeno va avanti da oltre vent’anni, le tirature dei giornali non ne hanno tratto alcun beneficio, i quotidiani si sono impoveriti nel linguaggio (imperversa il questurese) e nei bilanci, ma appena dalle procure esce un verbale, appena s’ode lontano un tintinnar di manette ecco strombazzare la fanfara del tutti dentro. Ci vorrebbe Alberto Sordi per dipingere questo quadretto italiano. A tutto questo contribuisce la politica che sbraca e si divide, cede sulla presunzione di innocenza, lascia che la giustizia sia una fiera di leoni, non riafferma principi di equilibrio tra i poteri e la supremazia del legislatore in materia. Sono errori gravi. Civiltà del diritto è non lasciare appesi alla gogna della clessidra gli indagati e gli imputati. Fare giustizia significa processo giusto e tempi certi. Allungare la prescrizione? Secondo il magistrato Carlo Nordio siamo di fronte a una follia. Il titolare di List sottoscrive. L’arresto del sindaco di Lodi? Vedremo, sia colpito chi sbaglia. Ma leggete con attenzione cosa sostiene l’accusa, sono più che discutibili, perfino a Repubblica si sono accorti che qualcosa non torna, che siamo di fronte a teorie inquietanti e manette a tutti i costi.  E toh! siamo in campagna elettorale. Perbacco, la Lega di Salvini applaude agli arresti. Ma ci fu un problema con i diamanti padani? Tutto dimenticato. Tutto perdonato. Ma c’è un altro aspetto del dibattito intorno alla giustizia, riguarda il ruolo dei sindaci, il loro rischio quotidiano: ottomila comuni, oltre 400 mila dipendenti, una selva di norme. Finisci indagato anche se respiri. Però la voce del popolo oggi dice che bisogna ghigliottinarli, i sindaci, soprattutto quelli del Pd. E l’esecuzione si va tutti a vederla in piazza, si legge, si ascolta, si commenta sui social. Che bella, la decapitazione. Peccato che l’Italia dal 1992 a oggi abbia pagato 630 milioni di euro di risarcimenti per indennizzare 25 mila vittime di ingiusta detenzione. Peccato che ogni anno in Italia vengano arrestate 7 mila persone che poi si rivelano innocenti. E poi c’è il Pd, questo strano partito, che si fa impallinare dai moralisti e reagisce senza citare numeri e fatti che sono la smentita del grillismo, degli sfasciacarrozze. Il Pd è il più grande partito italiano, ha oltre 380 mila iscritti, è di gran lunga il più democratico nella selezione del personale politico e il più trasparente nei bilanci, in Europa è il partito della sinistra più importante per numero di voti e parlamentari. Oltre 1.200 sindaci in Italia sono stati eletti in liste di centrosinistra, molti sono del Pd. Oltre 5.700 sindaci in Italia sono stati eletti in liste civiche, molti sono del Pd. Tutti criminali? La questione morale è quella di un paese che non riesce a difendere la sua classe dirigente, gli italiani di buona volontà, dall’assalto alla diligenza dei populisti che cavalcano il drago del giustizialismo. Tanti auguri. Primo caffè, Corriere della Sera: “La giustizia agita ancora il Pd”. Catenaccio: “Arrestato il sindaco di Lodi, Guerini lo difende. Il governo: processi, tempi certi”. Altro? Il caso Regeni continua a sorprendere: “E l’Egitto cercò di spiare il pc di Regeni”. Cosa fanno a Repubblica? “Lodi, in carcere sindaco Pd. E’ l’assedio dei magistrati”. Cose originali da leggere? L’articolo di spalla, molto interessante: “Rette record e posti vuoti, grande fuga dagli asili”. Incipit: “Gli asili nido italiani sono in crisi. Posti vuoti, rette altissime, Comuni in affanno e per la prima volta negli ambitissimi nidi del Centro-Nord le liste d’attesa non ci sono più. I bambini cioè restano a casa. Iscrizioni in calo del 4%: non era mai accaduto dal 1971". Quando si capirà che gli sgravi fiscali vanno dati alle famiglie, gli italiani saranno spariti. E non è una battuta, ma la realtà dei dati Istat. Andiamo avanti. Facciamo un rapido giro di titoli fotocopia. La Stampa: “Sindaco in manette a un mese dal voto. Scatta l’allarme Pd”. Libero: “Un arresto al giorno leva Renzi di torno”. Il Fatto Quotidiano: “In galera un altro futuro senatore: il sindaco di Lodi”. Carlino-Nazione-Giorno in filodiffusione: “Sindaco in cella, il Pd trema”. Notizie che raccontano un altro paese, quello reale che crea, produce, esporta nel mondo? Su MF: “Technogym debutta col botto”. E il Sole 24Ore: “Solair prima acquisizione Microsoft in Italia”. E’ la prima acquisizione fatta in Italia, una startup, integra sistemi, fa internet delle cose. La realtà nascosta. Buona giornata.
 

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Matteo risponde. Question time alle ore 15 con il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Diretta Rai o qui.

 

Cameron risponde. Sessione del primo ministro del Regno Unito oggi alla Camera dei Comuni. Diretta ore 12.

 

The Donald vincerà? La vittoria in Indiana e il ritiro di Cruz hanno spianato la strada alla nomination di Trump. Sanders vince ma non ha i numeri per insidiare Hillary Clinton. “Per la prima volta nella storia delle elezioni presidenziali americane abbiamo un candidato alle presidenziali contrario alla globalizzazione e al libero mercato” così stamattina il Financial Times definisce Trump. Non è proprio il ritratto perfetto, ma è vero che siamo di fronte a un protezionista e isolazionista. Non è il primo, non sarà l’ultimo della storia americana. Ora tutti si chiedono: vincerà? Forse no, ma di certo è più competitivo di quanto si immagini.

 

I, Robot. Sono tra noi, la loro espansione è enorme. Se volete sapere tutto, c’è questa serie molto bella da leggere sul Financial Times.

 

4 maggio. Nel 1814 Napoleone Bonaparte inizia il suo esilio all’isola d’Elba.

 

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