cerca

Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Cristo non si è fermato al Brennero

Renzi risponde all'Austria: "Violate tutte le regole". Oggi Gentiloni atteso in Senato per parlare di Libia e di Siria. A Bani Walid uccisi 12 egiziani in scontri con trafficanti di esseri umani. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

28 Aprile 2016 alle 11:48

Cristo non si è fermato al Brennero

Manifestanti al Brennero contro la chiusura della frontiera (foto LaPresse)

San Luigi Maria Grignion de Montfort

 

Titoli. Cristo non si è fermato al Brennero (e neppure a Eboli) ma i giornali sì. Il muro dell’Austria esercita un certo fascino, Renzi poi risponde (dovrebbe agire, sarebbe più divertente), gli austriaci si presentano per quello che sono (ottuse macchiette della storia) e così la prima pagina è presto fatta. C’è anche chi sceglie di titolare su altro (e fa bene, visto che la notizia è già sul fornello da 48 ore) e così in edicola c’è un po’ di varietà, anche se la tendenza ciclostile è troppo forte. Primo caffè, Corriere della Sera: “Migranti, la sfida del Brennero”. Catenaccio: “Vienna progetta una barriera alta 4 metri. Renzi: violate tutte le regole”. Nota sul taccuino di List: basta una scala. Andiamo avanti. C’è altro? Sì, Sergio Bocconi racconta – con le parole di Bazoli pronunciate in assemblea e quelle scritte in una mail ai dipendenti – i 34 anni da banchiere di Giovanni Bazoli. Lettura interessante, dentro c’è tutta la storia del capitalismo italiano, «Dalla “foresta pietrificata”, con la maggioranza delle banche a proprietà pubblica e assoggettate alla politica» si è passati «a un sistema privato, rimasto prevalentemente di proprietà italiana, che si colloca a pieno titolo nel sistema finanziario internazionale». Bankitalia «ha svolto un ruolo positivo. La sua guida, forse apparsa a tratti “paternalistica”, è stata ispirata da saggezza e prudenza». E poi c’è la politica, naturalmente, vissuta non come nemica, ma neppure come troppo amica e avvolgente, perché in fondo una banca nata dalla liquidazione del Banco di Roberto Calvi aveva per forza una strada difficile da percorrere «avendo da salvaguardare sia l’indipendenza della banca, più volte minacciata da varie forze esterne, sia la sua autonomia da qualsiasi ingerenza politica. Una autonomia che ha garantito alla banca il rispetto di natura e prerogative, e ha restituito al Paese la funzionalità e la moralità della distinzione dei ruoli istituzionali, pubblici e privati». Nota sul taccuino del titolare di List: problema, per ora non ci sono eredi di quella cultura. Si faranno, speriamo. Cosa fa Repubblica? Sceglie di aprire sulla prescrizione lunga, piazza a destra la foto del Brennero, spruzza un Saviano anti-Renzi come editoriale sul caso Campania e il Pd, dove “il Sud sta morendo”, anzi, perbacco, “è già morto”. A sepoltura avvenuta, facciamo un giro di titoli. La Stampa: “Brennero, lo schiaffo di Vienna”. Il Giornale: “L’Austria si chiude e spedisce l’Italia in Africa”. Libero cambia tutto: “Il sistema (marcio) delle coop”. Il Fatto Quotidiano è come di consueto in tribunale: “Prescrizione, la legge truffa”. Il Manifesto ci fa una battuta: “L’opera di Vienna”. L’Unità continua la serie di titoli dadaisti: “Neurovisione”. Il Mattino non può che occuparsi di camorra: “Casalesi, l’inchiesta spacca il Pd”. Alt, serve un caffè ar vetro, leggiamo Il Messaggero: “Muro di Vienna, altolà di Renzi”. Cose romane? Titoletto di taglio basso: “Choc al bar, in fin di vita per una minerale”. Liquido corrosivo. Solo il caffè ar vetro, grazie. Cose concrete che vadano oltre le chiacchiere di Palazzo? Sul Sole 24Ore: “Più tagli al cuneo e sgravi al Sud: le richieste delle Camere sul Def”. Domanda finale: a cosa sta pensando Berlusconi? La risposta è su MF: “Dai cinesi 1,2 mld per il Milan”. Che Diavolo. Buona giornata.

 

***

 

Libia 1. Gentiloni time. Il ministro degli Esteri oggi alle 16 in Senato risponde a interrogazioni sulla crisi in Libia e in Siria. Sono due scenari che ci riguardano, ma per l’Italia il focus è la Libia. Cosa sta succedendo? Succede che la Libia non è un deserto dove trovi scorpioni e tuareg. E’ un paese ricco che fa gola a tutti. Così Bengasi cerca di vendere il suo petrolio e le Nazioni Unite mettono nella lista dei soggetti sotto sanzione anche la petroliera battente bandiera indiana che l’altro ieri ha cercato di trasportare il petrolio a Malta. Nel frattempo la Banca centrale della Libia continua a lavorare e pagare gli stipendi alle varie fazioni: un carico di nuove banconote è stato consegnato l’altro ieri, stampate a Londra, faceva parte di un ordine di 116 miliardi risalente a tre anni fa.

 

Libia 2. Uccisi 12 egiziani. Le cose con l’Egitto vanno come devono andare quando c’è guerra: si spara e si muore. Notizia via Agi: “Almeno 12 cittadini egiziani sono rimasti uccisi in scontri con trafficanti di esseri umani nella città di Bani Walid in Libia. Lo riferisce il ministero degli Esteri egiziano in un comunicato secondo il quale "subito dopo aver appreso delle uccisioni, l'ambasciata del Cairo in Libia, che opera dalla capitale egiziana per motivi di sicurezza, ha contattato le autorità di Bani Walid e del Consiglio di presidenza di Tripoli". L'ambasciata egiziana ha contattato anche l'Autorità forense libica per l'identificazione delle vittime. Il portavoce del ministero degli Esteri egiziano Ahmed Abu Zeid, da parte sua, ha confermato i rischi legati all'infiltrazione illegale in territorio libico. Secondo quanto riferito dal "Libya Herald", gli scontri avvenuti il 26 aprile scorso tra i cittadini egiziani e i trafficanti sarebbero dovuti ad una disputa sul pagamento delle tariffe per il passaggio dei migranti dalla città di Bani Walid. L'inviato dell'Onu per la Libia, Martin Kobler, ha condannato gli omicidi ieri e invitato le autorità locali "ad assicurare l'apertura di un'inchiesta sugli incidenti".

 

E in Siria? Si prepara l’offensiva di Aleppo. I russi ci sono e bombardano. Le guardie rivoluzionarie iraniane sono pronte a lanciare l’offensiva. L’esercito siriano sta rafforzando le divisioni meccanizzate. Nelle prossime settimane vedremo Isis perdere il controllo della sua capitale. Putin si prepara a portare il risultato sui tavoli della diplomazia. Obama che farà?

 

Imprese italiane nel mondo 1. Astaldi. Notizie positive dagli italiani che badano al sodo: Astaldi il 21 aprile scorso ha inaugurato in Turchia il Ponte sulla Baia di Izmit, il 4° ponte sospeso più lungo al mondo, che è parte del tracciato dell’Autostrada Gebze-Orhangazi-Izmir. E’ stata aperta al pubblico una prima tratta di 40 chilometri dell’autostrada, lungo il tracciato che da Gebze arriva ad Orhangazi.

 

Imprese italiane nel mondo 2. Impregilo. Impregilo si è aggiudicata un contratto per la costruzione di una ferrovia leggera sotterranea a Perth in Australia. Valore: 800 milioni di euro.

 

Spagna al voto con la deflazione sulle spalle. Non sono riusciti a fare un governo, le elezioni saranno il 26 giugno e nel frattempo la deflazione sta mordendo l’economia. Un quadro pessimo per Madrid. Le proiezioni di voto indicano un altro risultato incerto con un governo in salita.

 

28 aprile. Nel 1789 gli ufficiali e i marinai del Bounty si ribellano contro il capitano William Bligh. Un’epica storia di mare immortalata da un film del 1962 con Marlon Brando come protagonista.

 

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi