Una manifestazione per Giulio Regeni davanti l'Ambasciata di Egitto (foto LaPresse)

Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Il governo egiziano dice di aver ucciso i rapitori di Regeni

Mario Sechi
La nuova versione dell'Egitto: cinque morti, “una banda specializzata nel sequestro di stranieri”, ritrovati i documenti. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi.

Venerdì Santo

 

Titoli. I giornali di carta scioperano, l’informazione continua. List passa dalla rassegna offline a quella online. Sul taccuino ci sono molte note sul Belgio, uno Stato fallito. Il governo belga è ancora in carica e questo dipinge perfettamente la situazione surreale. Non ci credete? Seguite il titolare di List.

 

L’ordine d’arresto (del 2014) per l’artificiere. Primo caffè, Corriere della Sera. Non è in edicola il quotidiano su carta, ma nell’applicazione digital del Corriere c’è lo scoop del giorno di Fiorenza Sarzanini: “Attentati di Bruxelles, quell’ordine d’arresto (datato 2014) per l’artificiere”. Sì è proprio così. Occhio alla cronaca: “Due anni fa, esattamente il 18 marzo 2014, la magistratura belga firmò un mandato di arresto contro Najim Laachraoui, uno degli uomini che si è fatto esplodere all’aeroporto di Zaventem”. Il bravo ragazzo reclutava combattenti per la Siria e – come evidenzia il Corriere – “nelle contestazioni si parla esplicitamente di un gruppo terroristico”. Chiaro per chiunque, tranne che per le teste lucide di Bruxelles. Belgio, stato fallito.

 

La black lista americana. I fratelli Bakraoui, inoltre, erano nella black list degli Stati Uniti. A Bruxelles si muovevano indisturbati. Ancora, Belgio, stato fallito.

 

Interrogato per un’ora. Si stanno materializzando tutti i dubbi che List aveva subito messo nero su bianco a proposito della gestione del terrorista Salah Abdeslam da parte del Belgio. Nelle 48 ore intercorse tra il suo arresto e l’attentato Abdeslam è stato interrogato solo per un’ora. Incredibile. Belgio, stato fallito.

 

I controlli in piazza della Borsa. Per continuare la serie, su Fanpage un video istruttivo: in piazza della Borsa a Bruxelles, quella dove centinaia di persone manifestano il lutto, gli ingressi della metropolitana dovrebbero essere sigillati e sotto protezione. Ma siamo a Bruxelles, tutto è possibile, e infatti un ingresso è forzato e il giornalista entra con la videocamera e si fa il suo giretto di perlustrazione, “camminare sui binari ed arrivare a una stazione aperta”. Meraviglioso. Belgio, stato fallito.

 

 

Il prossimo bersaglio. Su Foreign Affairs un articolo che illumina il target: l’Europa. Il Belgio (stato fallito) è la portaerei dei combattenti stranieri rientrati dalla Siria. Sono in corso piani per nuovi attacchi, questo pensano gli investigatori. Occhio a questo servizio della Cnn. Possono colpire ovunque. Ma tranquilli, siamo in buone mani. Belgio, stato fallito.

 

Livello allerta da 4 a 3. Era stato elevato a 4 (il massimo) dopo gli attentati, il Belgio da ieri l’ha riportato a livello 3. Perché? Hanno arrestato tutti i terroristi? Non si sa, evidentemente ieri le autorità hanno deciso che si sentono più al sicuro. Belgio, stato fallito.

 

Genesi di una cellula del terrore. Come in tre anni è nato e cresciuto il network terroristico che ha colpito a Parigi e Bruxelles. Storia della brigata Tareq bin Ziyad. Sarebbero 170 i guerriglieri di questa unità rientrati in Europa. Belgio, stato fallito. E attenzione agli sviluppi in Francia.

 

Parigi, l’altro fronte aperto. Un arresto in Francia. Un uomo stava progettando un attentato. E il piano era in “fase avanzata”.

 

Liveblog. La situazione in real time nelle capitali europee sul Guardian.

 

La bimba che piange e la politica delle emozioni. Altro? C’è una bambina che piange, in prima pagina sul Foglio. E’ la foto della bimba, il volto insanguinato seduta vicina alla madre senza vita. Aeroporto di Bruxelles, Europa, casa. Claudio Cerasa racconta la politica delle emozioni a una dimensione. La foto di quella bimba, il filmato, sono la verità scomoda, inaccettabile, non rassicurante.

 

Gabrielli e la verità. A proposito di verità, sul Messaggero.it (un caffè ar vetro ci sta, anche se siamo in versione digitale) c’è il prefetto Franco Gabrielli che avvisa i naviganti (compresi quelli della nave di Palazzo Chigi): “«Terrorismo, anche a Roma la minaccia è incombente». Le parole del prefetto Franco Gabrielli arrivano alla vigilia di un evento che porterà migliaia di persone domani nella zona del Colosseo con la Via Crucis e papa Francesco e pochi giorni dopo l'attacco di Bruxelles. Spiega il prefetto: «Quando parlo di minaccia terroristica incombente mi riferisco alla situazione in cui ci troviamo al pari delle altre nazioni europee, non c'è alcun riferimento all'imminenza di attentati, della quale non ci sono segnali, rispetto alle notizie di cui siamo in possesso. Dopo gli attentati di Bruxelles i timori di essere dentro una minaccia sono reali, segnali specifici non ce ne sono ma anche noi siamo un obiettivo di questo terrorismo islamista»”. 

 

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Misteri d’Egitto. Il governo egiziano comunica di aver ucciso i rapitori di Giulio Regeni. Cinque morti, “una banda specializzata nel sequestro di stranieri”, ritrovati i documenti. Questa storia puzza di zolfo. Diabolica.

 

Renzi a Lampedusa. Il presidente del Consiglio oggi alle 15 sarà a Lampedusa. Riunione operativa sull’immigrazione.

 

Palazzo Chigi, Consiglio dei ministri. Si riunisce alle 10,  Ecco l’ordine del giorno.

 

Francia: cala il deficit, sale il debito. Via Agi: “Il deficit pubblico in Francia scende al 3,5 per cento nel 2015 dal 4 per cento del 2014, e si attesta a un livello più basso dell'atteso 3,8 per cento. Lo rileva l'Insee. Sale invece al 95,7 per cento del pil il debito pubblico a 2.097 miliardi di euro, contro il 95,3 per cento del 2014”.

 

Qui l’ascesa del debito in Francia:

 

 

E qui il quadro complessivo del deficit e dei conti:

 

 

Tangobama. Intanto, Obama balla il tango in Argentina. Allegria.

 

Primarie americane. Domani si vota in Alaska, Hawaii e stato di Washington. Caucus democratici. Sanders spera ancora, ma i numeri di Hillary Clinton si stanno avvicinando al traguardo dell’imbattibilità.

 

Toyota sfida Tesla. Il mercato dell’auto elettrica e ipertecnologica promette faville. Prius Prime, interni da astronave.

 

 

25 marzo. Nel 1975 Faysal dell’Arabia Saudita viene ucciso dal nipote Faysal bin Musaid affetto da turbe mentali.

 

 

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