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Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

D'Alema cannoneggia su Renzi e l'Obama smemorato sulla Libia

Ormai è guerra aperta tra le due anime dem. Dall'estero, il presidente degli Stati Uniti dimentica che nel paese nordafricano Hillary Clinton le ha sbagliate quasi tutte. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

11 Marzo 2016 alle 11:31

D'Alema cannoneggia su Renzi e l'Obama smemorato sulla Libia

Massimo D'Alema (foto LaPresss)

Sofronio di Gerusalemme

 

Titoli. Con grande sforzo di fantasia le aperture dei giornali sono tutte su Draghi. Il fatto politico più importante però è impaginato dal Corriere della Sera e non sarà privo di contraccolpi politici: Massimo D’Alema si è messo al pezzo e sta cannoneggiando Renzi. E’ l’eterna resa dei conti della sinistra italiana.
 

D’Alema: alle armi! Primo caffè, Corriere della Sera: “«Dal malessere a sinistra del Pd può nascere una nuova forza”. Intervista tostissima (ben condotta da Aldo Cazzullo) di Massimo D’Alema. Senza giri di parole, D’Alema si mette alla testa dell’opposizione interna a Renzi alla sua maniera, roteando la spada. Ecco alcuni colpi. Giachetti: “Giachetti si è fotografato su Internet mentre traina un risciò su cui è seduto Renzi. Ma questa non può essere l’immagine del sindaco di Roma, neanche per scherzo. Il quadro è estremamente preoccupante”. Il Pd di Renzi: “Il Pd è finito in mano a un gruppetto di persone arroganti e autoreferenziali. Dei fondatori non sanno che farsene. Ai capi del Pd non è passato per l’anticamera del cervello di consultarci una volta, in un momento così difficile. Io cosa dovrei fare? Cospargermi il capo di cenere e presentarmi al Nazareno in ginocchio a chiedere udienza a Guerini?”. Il caso Bassolino: “Bassolino denuncia un mercimonio. Produce video che lo provano. E il presidente del partito, con il vicesegretario, rispondono che il ricorso è respinto perché in ritardo? Ma qui siamo oltre l’arroganza. Siamo alla stupidità”. Nitroglicerina.

 

Reazioni a D’Alema? Quella di Davide Parrini, segretario del Pd in Toscana, turbo-renziano. Via Agi: “Sconcertante. Manda in sostanza quattro messaggi: non voterà Giachetti a Roma; non voterà sì al referendum costituzionale; detesta Renzi che non lo ha nominato commissario europeo; sta tessendo la sua tela per provare a danneggiarlo il più possibile. Del resto nel boicottaggio dell'avversario interno D'Alema è sempre stato imbattibile: gli riuscì con Occhetto nel 1992-94, con Prodi nel 1997-98, con Veltroni nel 2008-09. Non gli riuscirà questa volta. Ma che tristezza però. Spero riacquisti presto un po' di senso di responsabilità". Bene. E poi, caro Parrini, qual è la soluzione? Il segretario del Pd è Renzi, non un marziano capitato là per caso. Sì, è vero, la sinistra interna è quel che è, ma poi va trovata una sintesi politica. Che fai, lo cacci?

 

Obama smemorato e gli alleati scrocconi. Cose originali su Repubblica? Qualcosa che ci riguarda da vicino, la Libia e soprattutto la originale versione dei fatti del presidente degli Stati Uniti: “Obama, schiaffo agli alleati: opportunisti e scrocconi”. Forse è il caso che rilegga con più attenzione l’ampia, documentata, formidabile inchiesta del New York Times intitolata “The Libya Gamble”. Scoprirà che il Dipartimento di Stato, guidato da Hillary Clinton, non ne ha azzeccata una. Ci sono le colpe degli altri. E anche le proprie, grandi.

 

Il bollo auto di Renzi (ci pensò anche Silvio). Curiosità? La brava Elisa Calessi su Libero becca un Renzi in fase “faccio come Berlusconi”: “La mossa elettorale di Renzi: via il bollo auto”.

 

Mario, Giorgio, Michele, Luca, Matteo e gli americani. Sul Giornale c’è “Minzo” (Augusto Minzolini) da leggere perché svela sentimenti più che trame e i sentimenti sono il motore della politica, innescano conseguenze. Così apprendiamo che Giorgio Napolitano andrà a trovare Michele Valensise che si è dimesso dall’incarico di segretario generale della Farnesina e intorno a questo episodio in realtà c’è uno scenario più grande e di assoluto rilievo: “Valensise va via - confida l'ex ministro della Difesa, Mario Mauro - dopo essere stato per mesi il bersaglio di Palazzo Chigi. Motivo? La disputa su chi deve gestire il settore delle grandi aziende internazionali che vogliono investire in Italia. Sarebbe compito della Farnesina, ma il sottosegretario Lotti vuole avere voce in capitolo. Ed è successo di tutto. L' ultima provocazione che ha convinto Valensise a mollare, è stata la scelta del nuovo ambasciatore a Bruxelles al di fuori delle feluche». Inutile aggiungere che le simpatie del presidente emerito vadano più a Valensise che a Palazzo Chigi. Del resto Napolitano ha più di una riserva sulla politica estera del governo. Ad esempio, non capisce perché Renzi abbia prima promesso a Washington di partecipare all'intervento in Libia per reclamare la guida della coalizione. E, poi, abbia assunto una posizione, a suo parere, equivoca sull' argomento, magari con la benedizione dell'attuale inquilino del Quirinale, suscitando disappunto Oltreoceano”.

 

E Draghi? Due letture, MF e il Sole 24Ore. Sul primo c’è un titolo d’apertura che apre dubbi e registra la prudenza dei mercati: “SuperDraghi non basta, borse giù”. Sul secondo Alessandro Merli mette il punto sulla strategia di Draghi, ma ricorda che i governi devono fare riforme. Che succederà? Wait and see. Buona giornata.

 

Produzione industriale. A gennaio si è ripresa. L'indice congiunturale calcolato dall'Istat aumenta dell'1,9 per cento rispetto a dicembre.

 

Horror Capitale. Caffè ar vetro e Il Messaggero sono la macchina per entrare nell’autostrada dell’orrore Capitale, la città oscura che tutto divora. Titolo: “Uccise travestito da donna. L’orrore del delitto di Roma”. Nient’altro da aggiungere. Era dai tempi del delitto del “Canaro”, il lavoretto di taglio fino fatto dal tosacani della Magliana, che non si entrava nel paradisiaco universo dello splatter.

 

Sophie e i tagliatori di teste. La Stampa ha qualcosa da leggere? Ma certo, è tornato tra noi Massimo Gramellini che infiocchetta un pezzo su Sophie Marceau che “ha rinunciato alla massima onorificenza francese, la Legion d’Onore, perché nei mesi scorsi il presidente Hollande l’aveva consegnata di nascosto anche al principe ereditario dell’Arabia Saudita”. Conclusione di Gramellini: “Evidentemente la ragazzina del «Tempo delle mele» è diventata una donna tosta. Chapeau, Marceau”. In effetti sono trascorsi trentasei anni dal film.

 

Macchina vs Uomo. AlphaGo sta vincendo la sua partita contro il campione mondiale di Go, un gioco strategico orientale. La macchina inventata da Google usa le reti neurali, pensa le mosse e lo fa con grande raffinatezza. E’ una pietra miliare della ricerca nell’Intelligenza Artificiale. Prossimamente, su List, approfondiremo questa tema di enorme importanza e fascino.

 

11 marzo. Nel 1818 Mary Shelley pubblica Frankenstein.

 

Illustrazione dell’edizione di Frankenstein pubblicata da Colburn and Bentley nel 1831.

 

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