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Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Va bene la guerra di Renzi in Ue ma l'Istat dice che la politica economica italiana non funziona

Gli ultimi dati sul pil, riferiti all'ultimo trimestre del 2015, sono molto al di sotto delle attese, con un timido più 0,1 per cento. Occhio alla riunione dell'Ecofin di oggi. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

12 Febbraio 2016 alle 11:19

Va bene la guerra di Renzi in Ue ma l'Istat dice che la politica economica italiana non funziona

Sant' Eulalia di Barcellona, vergine e martire.

 

Titoli. “La Borsa ha sempre ragione”. La giornata del titolare di List comincia con questa frase di un gestore di lungo corso che non ha dubbi sulla lettura che il mercato fa del futuro e, alla fine, il dato sulla crescita italiana nell’ultimo trimestre del 2015 (più 0,1 per cento) conferma tutto e fa invecchiare le prime pagine dei giornali dove pure si trovano molti spunti interessanti. Primo caffè, Corriere della Sera: “Borse, il caso Deutsche Bank”. L’istituto tedesco è sotto pressione e i dossier contesi tra Roma e Berlino si moltiplicano. Leggere Danilo Taino: “Le regole incerte sul credito Roma-Berlino, duello sui Btp”. Nota sul taccuino: felice scelta del Corriere di dedicare il primo sfoglio del giornale alla scoperta sulle onde gravitazionali. Bel lavoro. Andiamo avanti, cosa fa Repubblica? “Il grande caos delle borse. Ue, Juncker gela Renzi”. Politica italiana? Poco o niente. Light Repubblica. Cose intriganti da leggere? Il titolo di taglio basso a destra: “I colori della Ferrari tornano alla leggenda”. Bianco e rosso, stile Lauda. Proviamo a trarre nuovi spunti da La Stampa. Il titolo d’apertura è quello di un tonitruante presidente del Consiglio: “Deficit, sfida di Renzi all’Europa”. Vedremo i frutti. Altro? Massimo Gramellini fa un pezzo (“InsuperAbile”) per rendere omaggio a Ezio Bosso e fa bene. E’ un gigante (Bosso). Facciamo un giro di titoli, rapido. Due titoli contro Renzi arrivano da Il Giornale (“Banche, c’è il salva amici di Renzi”) e da Libero (“La bancarotta di Renzi”). Ah, c’è anche il Fatto quotidiano che ne fa uno per interposta persona e saliamo a tre titoli: “Lotti si fa una banca, quella del Giglio Magico”. Carlino-Nazione-Giorno veleggiano sull’ironia e piazzano a centro pagina un fotomontaggio del Cardinal Bagnasco seduto sullo scranno della presidenza del Senato: “Presidente Bagnasco”. Cose romane? Mario Ajello sul Messaggero fa un pezzo sacrosanto: “Da qualche giorno filtrano nomi di mezzibusti, di ex celebrità vere o supposte, di politicanti da sottobosco a cui sfugge - a loro e ai loro padrini - che la sfida di Roma deve essere all’altezza della Capitale e non può che essere giocata in chiave moderna e all’insegna di un profondo rinnovamento”. Il titolare di List ha la sua idea sul tema: sospendete tutto, mandateci la trojka. Cosa succede nel mondo reale? Crac. MF ha questo titolo d’apertura: “Tutti a caccia dei beni rifugio”. Date un’occhiata all’oro. Il Sole 24Ore scatta l’istantanea: “Crollano Borse e petrolio, sale lo spread”. Buona giornata.

 

Produzione italiana. Per sapere, per capire. Istat ha pubblicato il dato sul pil dell’ultimo trimestre 2015: più 0,1 per cento. Male, largamente al di sotto delle attese. Prima stima complessiva del pil per il 2015: più 0,7. Al netto di tutto, la politica economica così non funziona.

 

Qualcuno vuole pensionare Renzi? Forse no, ma sul Foglio c’è un pezzo di Claudio Cerasa da leggere e conservare, a futura memoria. Perché di ombre se ne agitano parecchie e una frase stamattina è rimasta appesa sul taccuino di List: “La Borsa ha sempre ragione”.

 

Renzi e Padoan si parlano? Politico fa maliziosamente notare che sul ministro del Tesoro unico per l’Europa i due hanno una visione leggermente diversa.

 

Ecofin. Si riunisce oggi a Bruxelles. In agenda, tra i temi vari, la lotta all’elusione fiscale (Apple e soci) e una questione che ci interessa parecchio, l’Unione bancaria.

 

12 febbraio. Nel 1924 esce il primo numero dell’Unità, quotidiano fondato da Antonio Gramsci.

 

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