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Cosa c'è da sapere sull'incontro tra Renzi e Merkel

Sul tavolo non ci saranno né i panzer né le cerbottane della rottamazione. E’ un vertice da stai sereno, poi qualcosa accadrà, ma dopo. E in ogni caso, i dossier uno per uno vengono al pettine. Ieri fu la bad bank che non c’è? Oggi è la non bad bank che c’è a lasciare di stucco e far colare a picco i listini.

29 Gennaio 2016 alle 10:56

Cosa c'è da sapere sull'incontro tra Renzi e Merkel
Sant'Aquilino

 

Titoli. Borsa nera, Svezia senza cuore, trucco e parrucco fiscale. Che giornata. E oggi si incontrano Merkel e Renzi. Vedrete che sorrisi. Sul tavolo non ci saranno né i panzer né le cerbottane della rottamazione. E’ un vertice da stai sereno, poi qualcosa accadrà, ma dopo. E in ogni caso, i dossier uno per uno vengono al pettine. Ieri fu la bad bank che non c’è? Oggi è la non bad bank che c’è a lasciare di stucco e far colare a picco i listini. Si va in Europa, trallallerò trallallà e poi se ne esce con un brodino fatto con il dado vegetale. Dicono: è stata la danese Margrethe Vestager, commissario Ue alla concorrenza, a smontare la proposta italiana. Benissimo, ma se è andata così ci sono almeno tre note a margine sul taccuino: 1. Avevamo una proposta che non reggeva l’urto con la commissione; 2. Tra Abi e governo le idee non erano (e non sono) chiare: chi paga?; 3. Ancora una volta, tanto rumore (a Roma) per ottenere poco o nulla (a Bruxelles). A futura memoria. Primo caffè, Corriere della Sera: “Effetto banche, la Borsa perde il 3,49% Pesano i dubbi sull’accordo di Bruxelles”. Tecnicamente non è l’apertura del Corriere (dedicata all’immigrazione), ma è il titolo più pesante, quello che impatta direttamente sulle sorti del governo (sì, le sorti) e le tasche di chi ha investito in borsa. Enzo Moavero Milanesi, come sempre, fa un pezzo perfetto sul piano diplomatico, avanza proposte, ma a List interessano le premesse: “È inusuale che uno Stato, l'Italia, abbia contemporaneamente così tante discussioni in Europa e su argomenti così differenti. In Europa, il governo italiano è impegnato in complesse discussioni. È inusuale che uno Stato debba averne contemporaneamente così tante e su argomenti così differenti e di forte impatto sull' economia, sull' attività delle aziende e sulla vita quotidiana dei cittadini. Le divergenze persistono da tempo, causando inedite tensioni, in particolare con la Germania e con la Commissione europea. Malgrado i segnali volti a smussare i dissapori, restano molti interrogativi, appesantiti dal quadro - pieno di dubbi - tracciato dalla Commissione nella sua Relazione sulla sostenibilità di bilancio appena pubblicata. Inoltre, quanto anticipato un anno fa su queste pagine, è oramai diventato un'opzione: un'Unione Europea a più livelli, con una diversa integrazione fra i Paesi, nella quale la collocazione dell'Italia non è affatto certa”. E gli esiti? Dopo il vertice di Berlino vedremo. Passiamo alla lettura di Repubblica. Che fanno? Apertura sulle banche in borsa, foto su Stoccolma, spalla con Recalcati (nuovo guru in progress), taglio basso sulle tasse e i titani di internet (un Rampini d’ordinanza), taglio centrale sul rimpasto. Tutto molto ordinato. E prevedibile. Ma l’anima? Dov’è la zampata? In prima pagina non c’è un solo commento di politica interna e gli unici due pezzi d’opinione sono allo stato gassoso, di Lucio Caracciolo e, appunto, il Recalcati. Qui a List si legge avidamente Repubblica, attendiamo numeri migliori.  La Stampa ha scelte originali? Un’intervista al ministro degli Esteri: “Gentiloni: “Europa a due velocità”. Il quale avanza un’idea che però è di fatto già realizzata. Il perno è la Germania, gli alleati sono i paesi del Nord, l’Italia – come scrive anche Moavero sul Corriere – è in mezzo e non ha ancora una sua posizione. E’ l’idea di Kerneuropa, il titolare di List ha scritto un articolo sul Foglio nel luglio scorso e fu teorizzata da Wolfgang Schauble e Karl Lamers all’inizio degli anni Novanta. Niente di nuovo. Solo che ora si sta realizzando. Facciamo un giro di titoli. Il Giornale mette tutto il carico sulle spalle del presidente del Consiglio: “Le banche crollano ancora. Fallisce il piano Renzi”. Libero è alla frontiera: “L’Europa caccia i clandestini”. Carlino-Nazione-Giorno fanno il titolo stereofonico su un caso tributario: “Fisco, multe più difficili”. Andranno esattamente come prima. Il Messaggero precede il caffè ar vetro e squilla un’apertura così: “Più tutele per le partite Iva”. Anvedi… la notizia è bruciata, l’aveva già data il Corriere della Sera. Altro? Money. Su MF c’è l’esito di una seduta di borsa da castello delle streghe: “Annullato l’effetto Draghi, banche ko”. Sul Sole 24Ore si fa il punto sulle garanzie date dalla Germania al suo sistema del credito: “Se Berlino «garantisce» più di Roma”. Problemi di Roma, non di Berlino. Per contare in Europa bisogna saper contare. Oggi dopo il vertice Merkel-Renzi vedremo cosa contiamo. Buona giornata.

 

E’ sempre Italia-Germania. Merkel-Renzi. Il titolare di List ha messo nero su bianco l’agenda diplomatica di Palazzo Chigi sul Foglio. A Politico pensano che Renzi farà a Merkel un’offerta che non potrà rifiutare.

 

Prezzi alla produzione giù. Per sapere, per capire, Istat: prezzi produzione dicembre -0,7% mese -3,3% anno. Fa tutto, o quasi, il calo del prezzo del petrolio.

 

Brexit: Cameron vicino all’accordo con l’Europa. Oggi il premier inglese a Bruxelles vedrà a pranzo Jean-Claude Juncker (Commissione) e poi Martin Schultz (Parlamento), domenica ospiterà a pranzo a Downing Street, il presidente del Consiglio Donald Tusk. E’ vicino un accordo tra Ue e Regno Unito sull’immigrazione.

 

Il Giappone va con i tassi in negativo. La banca del Giappone porta per la prima volta i tassi in negativo, è la mossa del governatore Haruhiko Kuroda sulla liquidità depositata dalle banche presso l’istituto centrale. Le borse asiatiche hanno apprezzato la mossa e sono andate tutte in territorio positivo. Oggi è andata, domani è un altro giorno.

 

James Murdoch torna presidente a Sky. E lo scandalo delle intercettazioni di News of the World? Se torna in sella Rebekah Brooks, torna anche James, cribbio. Tutto finito, tutto perdonato.

 

29 gennaio. Nel 1933 il presidente tedesco Paul von Hindenburg nomina Adolf Hitler cancelliere della Germania.

 

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