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Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Le Borse asiatiche in rosso e il ritorno del Grexit

Hong Kong arretra del 2,48 per cento, malissimo Shanghai al 6,42per cento, Seul chiude a meno 1,2 per cento e Tokyo va in rosso a meno 2,75 per cento. E in Grecia Tsipras non ha ancora fatto nemmeno una riforma. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

26 Gennaio 2016 alle 10:38

Le Borse asiatiche in rosso e il ritorno del Grexit

Alexis Tsipras (foto LaPresse)

Santi Timoteo e Tito, vescovi.

 

Titoli. Schengen è morto, viva Schengen. Tornano le frontiere, in realtà non se ne sono mai andate, erano solo saltate per un po’. Chiuse. Aperte. Chiuse. E ora? Tranquilli, Alfano ha detto che “Schengen è salvo”. Manca solo un’ospitata da Vespa. Primo caffè, Corriere della Sera: “Schengen in bilico per due anni”, ecco la verità: il trattato è un morto che cammina. In via Solferino è giornata di grandi cambiamenti, è un nuovo inizio digitale con la direzione di Fontana. In bocca al lupo. Che fa Repubblica? “Schengen spacca l’Europa”. Ok, notizie? E’ tornato Ezio Mauro. Firma la nobile spalla di Repubblica, parla del fondamentale libro di Zagrebelsky. Una cosa tutta tra loro. Ma Ezio c’è. Con questa certezza, facciamo un giro di titoli. Il Giornale scopre che “Chiudono le frontiere”. Così si realizza il sogno di Salvini, vedrete che bel sogno. Carlino-Nazione-Giorno vanno in filodiffusione: “Confini, il fallimento Ue”. Logico. La Stampa ha un titolo che punta sulla refrigerazione: “Congelare Schengen per due anni”. Libero esce dal caveau e fa il check-in: “La supertassa sui voli va tutta in marchette”. Il Messaggero prende atto della grande verità distribuita con il caffè ar vetro: “Frontiere chiuse per due anni”. Ah, c’era anche “il terrore a Termini”. Era una sagoma che girava con un’arma giocattolo. Perfino gli allarmi terroristici in Italia finiscono in barzelletta. E la Borsa? MF informa: “La borsa reclama la bad bank”. Sì, vabbè, prima bisogna mettere d’accordo parecchia gente e si è perso un sacco di tempo inseguendo i sogni dei banchieri di scaricare tutto il peso dei loro guai finanziari sulle spalle altrui. Scrive Marco Onado sul Sole 24Ore: “Se ne parla ormai da troppo tempo, mentre interventi di questo tipo richiedono una rapidità napoleonica. Altrimenti, i rumour si susseguono, i sospetti si consolidano e alla fine vale il principio di Voltaire sulle maldicenze: il en restera toujours quelque chose. Strafulminati dall’illuminismo. Buona giornata.

 

Febbre asiatica. Ecco le chiusure delle borse d’Oriente: Hong Kong arretra del 2,48 per cento, malissimo Shanghai al 6,42per cento, Seul chiude a meno 1,2 per cento e Tokyo va in rosso a meno 2,75 per cento. Si attende la riunione della Federal Reserve di domani, ma non è più una questione di sola politica monetaria, c’è di mezzo l’economia reale, la produzione.

 

E se la Federal Reserve avesse sbagliato? Crescono le critiche dopo l’aumento dei tassi. Nevica, clima gelido intorno a Janet Yellen.

 

Turchia, Mogherini e Renzi. Nessuno ne ha parlato, ma ieri ad Ankara la rappresentante europea per la politica estera, Federica Mogherini, ha rassicurato il presidente turco Erdogan sul finanziamento da tre miliardi per il controllo delle frontiere con la Siria. Bene, questo punto fa parte di un braccio di ferro tra Renzi e l’Unione europea e la Germania. L’Italia non vuole che i soldi per la Turchia escano dai bilanci degli stati ma dai bilanci comunitari. Non è una piccola differenza. Non solo, l’accordo con la Turchia dopo la sospensione di Schengen è in bilico. Il premier italiano il 29 gennaio ha un vertice con Angela Merkel a Berlino e in agenda c’è anche questo. Cosa ne pensa Renzi della sortita della Mogherini?

 

E’ tornato il Grexit. Non solo la Grecia è finita sotto accusa per il controllo delle frontiere, ma continua il sirtaki finanziario con l’Unione Europea sulle riforme economiche. Atene deve incassare una rata da 4 miliardi, ma i partner europei (quelli che i conti li controllano, al nord) sono perplessi. Tsipras non ha ancora fatto la riforma delle pensioni, la riforma fiscale e quella del lavoro. Insomma, manca tutto. Nell’agosto scorso l’Ue ha siglato con la Grecia un accordo da 86 miliardi di euro, ma il programma di riforme promesse da Tsipras è fermo.

 

26 gennaio. Nel 1802 viene istituita a Washington la Biblioteca del Congresso.

 

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