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A che punto è la notte dei mercati? Prigioniera della paura

L’atterraggio morbido della Borsa immaginato dalla Federal Reserve il giorno dell’aumento dei tassi non c’è stato. Il dollaro s’apprezza, il petrolio va giù, la Cina rallenta, l’Europa trema e i listini diventano più volatili di un fringuello. E’ la fine di un ciclo di crollo e mini ripresa cominciato nel 2008, e sarà interessante vedere gli effetti delle asimmetrie tra le politiche americane e quelle europee.

21 Gennaio 2016 alle 11:24

A che punto è la notte dei mercati? Prigioniera della paura

Sant’Agnese.

 

Titoli. Shakespeare. Macbeth: “A qual punto è la notte?”. Lady Macbeth: “È quasi in lite / Col matin; non è chiaro, e il buio muore”. A che punto è la notte dei mercati? Prigioniera della paura. L’atterraggio morbido della Borsa immaginato dalla Federal Reserve il giorno dell’aumento dei tassi non c’è stato. Il dollaro s’apprezza, il petrolio va giù, la Cina rallenta, l’Europa trema e i listini diventano più volatili di un fringuello. E’ la fine di un ciclo di crollo e mini ripresa cominciato nel 2008, e sarà interessante vedere gli effetti delle asimmetrie tra le politiche americane e quelle europee (leggere alla voce Fed e Bce). Fine. Inizio. Stop and go.  Vediamo i titoli della giornata. Primo caffè, Corriere della Sera: “Tempesta sulle Borse, Milano affonda”. Catenaccio: “Il commissario Ue Vestager: «Trattiamo sulla bad bank». L’Italia: fermeremo la speculazione”. In attesa che la fermino, la speculazione va avanti. E’ un film già visto nel 2008 e in Italia in particolare nel 2011. La cosiddetta “speculazione” arriva quando i numeri non tornano, quando le anomalie superano il livello di guardia, quando chi deve risolvere il problema ciondola e rinvia, quando la classe dirigente si mostra incerta, incauta e poco cosciente di come funzionano le sale trading, quando l’Abi dichiara una cosa e poi nel caveau ne scopri un’altra, quando il governo dice “solido” ma nei bilanci devi leggere “fragile”. Fermiamoci qui. Altro? Daniele Manca sul Corriere parte dall’esuberanza irrazionale (testo fondamentale di Robert Shiller sulla psicologia e il funzionamento dei mercati) e pone la domanda: “Solo irrazionale depressione?”. Manca trova anche la risposta: “I mercati non fanno altro che interpretare le divergenze con l'Europa come l'emergere di un antico vizio italiano: scaricare su Bruxelles la difficoltà a risolvere problemi interni”. Andiamo avanti. Cosa fa Repubblica?  Questo: “Borse, il contagio è globale”. Sì, globale, perbacco, però quella di Milano è la peggiore e la situazione italiana è da vertice tra Governatore di Bankitalia, presidente del Consiglio e ministro dell’Economia. Globale sì, ma talmente locale… Titolo di taglio azzeccato: “Riforme, via libera in Senato, ma verdiniani decisivi”. Cose de curtura posate soavemente sulla nobile spalla di Repubblica? Perbacco, il Fondatore su Ettore Scola. Eugenio Scalfari rende omaggio al regista. Facciamo un giro di titoli. Bisogna abolire la parola “globale” dalla titolazione. Ecco la Stampa, giornale di Torino: “Il panico globale affonda le Borse”. Globale. Qui a List si dubita che a Shangai sappiano cosa sia il Monte dei Paschi di Siena. In ogni caso, è sempre colpa della Germania e Libero non ci fa troppi giri di parole: “La Merkel ci affonda le banche”. Il Giornale ha l’identikit ma non lo diffonde nel titolo: “Ecco chi sta affossando la Borsa”. Chi? Non si capisce, nel catenaccio compaiono “i fondi Usa” che “chiedono più chiarezza”. Attendiamo risposte. Carlino-Nazione-Giorno sono ancora in fase cospiratoria e titolano in filodiffusione: “Banche, attacco sospetto”. Tenero, il presidente dell’Abi, Patuelli: “Crolli inspiegabili, ora indaghi la magistratura”. Guardare alla voce sofferenze? Farsi la domanda chi paga? Arriva il caffè ar vetro, è il momento del Messaggero: “Banche, vertice d’emergenza”. Notizie? L’oroscopo di Branko: “Gemelli, in arrivo opportunità inattese”. Nuove da Francoforte? MF dà voce alla creatura di Mario Draghi: “Bce: le banche italiane sono a posto”. E allora perché agitarsi? Il Sole 24Ore sta sui fatti: “Affondano le Borse, Milano -4,83%”. Lettura finita e… che bello, sono crollate di nuovo le borse asiatiche. Buona giornata.

 

Renzi e l’emergenza banche. Il direttore del Sole 24Ore, Roberto Napoletano, intervista il presidente del Consiglio. Che dice Renzi? Ribadisce la sua linea politica sull’Europa, rassicura sullo stato di salute delle banche, fa un discorso sulla fiducia e promette un confronto molto duro con Angela Merkel. Vedremo.

 

L’agenda del premier per Berlino. Cosa farà Renzi il 29 gennaio quando incontrerà la cancelliera? Grande distanza tra Roma e Berlino sull’unione bancaria e la bad bank. Ecco lo scenario e l’agenda. Documenti esclusivi dal titolare di List sul Foglio.

 

Il giro di ambasciatori di Renzi. Non di solo Calenda (Carlo) vive la diplomazia renziana. La giostra è in corso, le feluche si spostano, carriere si bruciano (vedi alla voce Stefano Sannino, ambasciatore), altre fioriscono. Basta ricordare che con Renzi tutto è un attimo: oggi sei su, domani sei giù. Dunque il non-ambasciatore Carlo Calenda andrà a fare l’ambasciatore alla rappresentanza permanente presso l’Unione europea, Claudio Bisogniero, oggi ambasciatore a Washington, diventerà rappresentante permanente presso la Nato (che conosce bene) al posto di Mariangela Zappia che torna a Roma come consigliere diplomatico del governo. Chi andrà a Washington? Armando Varricchio, consigliere diplomatico di Renzi. Diplomazia cingolata. Forse.

 

Libia Felix. In attesa che si concretizzi l’ormai leggendario ruolo guida dell’Italia nella pacificazione e stablizzazione libica, prendiamo nota sul taccuino, via Agi: “Nuovo attacco di miliziani affiliati all'Isis alla zona dei terminal petroliferi libici di Ras Lanuf. Secondo fonti locali, i jihadisti hanno preso assalto le installazioni di Amal Field e appiccato il fuoco ad almeno due serbatoi di stoccaggio del greggio vicino al porto. Le foto che circolano sui social network mostrano enormi colonne di fumo nero che si innalzano verso il cielo. Secondo la stampa locale, i serbatoi di stoccaggio incendiati fanno caoi alla Harouge Oil Operations. Ras Lanuf è uno dei più importanti terminal petroliferi libici e i miliziani jihadisti hanno sferrato una serie di attacchi contro le strutture in loco nelle ultime settimane”.

 

Vaticano e Goldman Sachs uniti dall’Europa. Il Diavolo e l’Acqua Santa viaggiano insieme contro il Brexit. La Santa Sede spera che il Regno Unito resti agganciato all’Unione europea. L’arcivescovo Paul Gallagher, l’uomo del Vaticano per la politica estera, in un’intervista su ITV ha detto che “è meglio dentro che fuori”. E la sortita arriva nel momento in cui la più importante firma della finanza globale, Goldman Sachs, sta finanziando la campagna referendaria inglese per restare in Europa. Via Euractiv.

 

21 gennaio. Nel 1921 a Livorno viene fondato il Partito comunista italiano.

 

La prima pagina di Ordine Nuovo del 22 gennaio 1921.

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