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La caduta del petrolio e quella dei Cinque stelle

Il crollo del prezzo del greggio è affare dal quale siamo tagliati completamente fuori, lo subiamo (nel bene e nel male), compriamo idrocarburi senza avere una “politica del tubo”; a Quarto si rivela l’assenza del partito nella sua forma (dis)organizzata e emerge il macchiettistico movimento pentastellato, perfettamente (dis)integrato nell’ipocrisia mercanteggiante del suk politico meridionale.

13 Gennaio 2016 alle 10:15

La caduta del petrolio e quella dei Cinque stelle

Sant’Ilario, vescovo e dottore della Chiesa

 

Titoli. Morire da turisti ai tempi dell’Isis, la caduta del petrolio e quella delle stelle (5) a Quarto. Le prime pagine hanno questo frullato extralarge di argomenti e il risultato è un festival di assenze. Non c’è l’Europa e non ci sono gli Stati Uniti a combattere l’Isis (solo Putin e l’Iran fanno una politica di potenza, old style e funziona);  il crollo del prezzo del greggio è affare dal quale siamo tagliati completamente fuori, lo subiamo (nel bene e nel male), compriamo idrocarburi senza avere una “politica del tubo”; a Quarto si rivela l’assenza del partito nella sua forma (dis)organizzata e emerge il macchiettistico movimento pentastellato, perfettamente (dis)integrato nell’ipocrisia mercanteggiante del suk politico meridionale.

 

Primo caffè, Corriere della Sera: “A Istanbul strage di turisti tedeschi”. Catenaccio: “Il premier: «Kamikaze dell’Isis». Merkel affronta una nuova prova: la nostra libertà vincerà”. Il 2016 della cancelliera tedesca è segnato dalla spada mediorientale: lo sfregio islamista della notte di Colonia, i morti tedeschi sulle strade di Istanbul. La Turchia, splendore e orrore, crocevia di terrorismo, patria del doppio gioco, covo di spie, albergo per killer, mercato di morte su commissione. E’ la storia che non molla la presa sulla sua antica sceneggiatura, la riscrive, ma tenendo bene in mente il plot dal quale si disperdono storie individuali, vite spezzate. A centro pagina, ecco lo spettacolino dei 5Stelle, uno sgangherato burlesque: “Le trattative dei 5 Stelle. Cento ore sul caso Quarto”. Cento ore, è la storia del direttorio grillino raccontata da Emanuele Buzzi, un quadro memorabile su come funziona la democrazia nel prolungamento politico della Casaleggio e associati: “E’ venerdì da un paio di giorni infuria sui media la vicenda di Quarto, ma all’inizio la soluzione al problema viene rimandata: c’è un summit a Milano alla Casaleggio associati in programma per lunedì 11. Il direttorio non è compatto: ci sono diverse posizioni sulla vicenda. I pragmatici, capeggiati da Luigi Di Maio, spingono per una soluzione politica rapida del caso: «Se ci sono dubbi meglio eliminare il problema alla radice. Non vogliamo che si creino idee distorte su di noi», è la filosofia. D’altro avviso i garantisti, tra cui spicca Roberto Fico: «A Quarto dicono che si sono comportati correttamente, meglio rimanere compatti e difendere Rosa Capuozzo». Il blog inizialmente sposa questa linea, ma la pressione cresce. Gli attacchi si fanno più pressanti e anche la necessità (interna) di una presa di posizione si fa sentire. Si decide di anticipare il meeting milanese a sabato”. Meraviglioso. E il gruppo parlamentare bypassato? E la base ignara? E la mitica democrazia online? E tutto quel baloccarsi sulla trasparenza? Balle. Andiamo avanti. Sfogliamo Repubblica, a 24 ore dai suoi 40 anni e a un passo dalla cerimonia dello scettro, il passaggio di consegne tra Ezio Mauro e Mario Calabresi. Apertura: “Istanbul, la strage dei turisti”. Cose notevoli da leggere? Se volete cogliere lo stato gassoso della politica estera europea, scorrete le risposte di Federica Mogherini a Andrea Bonanni. Da leggere invece Tony Blair che racconta David Bowie. Sublime il Ceccarelli che chiosa sul trio pentastellato che va in tv a spiegare la linea grillina su Quarto: “L’autogol del trio in tv”. Chiusura del pezzo: “Tra le prove cui i grillini sottopongono i candidati c'è un esame tv chiamato «la graticola». Ma la graticola vera è molto peggio”. Andiamo avanti, facciamo un giro di titoli. La Stampa apre su Istanbul, al centro pagina ha la foto di Wang Jianlin, l’uomo più ricco della Cina (per ora, in Cina i più ricchi vanno, vengono e qualche volta non tornano più) che si è comprato la casa di produzione hollywoodiana Legendary, quella che ha prodotto Batman e Godzilla. Gran clamore sul giornale di Torino. La notizia è vecchia, List l’ha pubblicata il 5 gennaio. Altro? Carlino-Nazione-Giorno aprono sulla strage di Istanbul, ma il titolo interessante è sulla foto, cronaca nera, la storia di un delitto: “Firenze, a un passo dal killer”. E’ il caso dell’assassinio di Ashley Olsen, trentacinque anni, bella, fidanzata e americana. Chi sarà l’assassino? Non c’è un maggiordomo in questo giallo, attendiamo il finale a sorpresa. Libero è in fase quattroruote: “Guidare senza patente per Renzi non è reato”. Il Giornale è sul pezzo turco: “Le nostre vacanze nel sangue”. Cose romane? Caffè ar vetro e er Messaggero con due notizie perfette per gli amici di sor Ginetto. Titolo di spalla: “Premi a pioggia verso i tagli, salari congelati”. Tronca ha deciso di troncare la parte variabile della paga dei dipendenti del Comune di Roma. Gajardo, er commissario, ha preso le tronchesine. Vediamo se si immobilizza tutta la Capitale, mancano poche ore alla prova del budino di Tronca. Titolo a centro pagina e foto: “Esonerato Garcia, la Roma a Spalletti”. Scene da tripudio al bar, caffè per tutti e radio romane impazzite. Daje, ora torna maggica. Altro? Completiamo la lettura iper-pop, ecco l’oroscopo di Branko: “Pesci, un nuovo piano vi renderà vincenti”. Niente, il titolare di List è acquario. Money? E’ una questione di barili. MF: “Il petrolio? Può cadere a 20 $”. Il Sole 24Ore: “Petrolio sotto i 30 dollari. Mini-recupero per le Borse”. Toccato il fondo, comprate. Buona giornata.

 

Cina & economia di mercato. L’Unione europea deve decidere se dare o no alla Cina lo status di economia di mercato. La questione va risolta durante la presidenza olandese. La discussione entra nella sua fase finale. L’economia cinese per ora è considerata “in transizione”. Gli Stati Uniti sono contrari, l’Europa, by the way, è divisa. La questione mette in gioco quote di pil rilevanti e (forse) milioni di posti di lavoro. Retroscena su Politico. Avviso ai naviganti del parlamento italiano. Quando sarà presa una decisione e poi arriveranno le conseguenze, non fate finta di cascare dalle nuvole.

 

Libia felix. Ieri c’è stata una riunione urgente a Palazzo Chigi sulla sicurezza: tema, la Libia. Notizia filtrata: l’Italia valuta l’uso della forza contro Isis. Operazione con gli alleati, rumors su un contingente di terra di seimila uomini. Mah, altro non si sa e tutto è rigorosamente senza conferme ufficiali. Una sola certezza, l’interesse nazionale c’è: Eni in Libia è il più importante produttore di idrocarburi con 300 mila barili al giorno.

 

Cabina di regia per Bagnoli. Oggi riunione e conferenza stampa. Il vertice si svolgerà presso la sede della Prefettura a Napoli. Si comincia alle 16.20: “Verranno ascoltati i soggetti coinvolti nella bonifica e nella riconversione dell’area ex Italsider: istituzioni, imprenditori, sindacati, associazioni territoriali e comitati dei cittadini”. Solita processione italiana. Ascoltati tutti, qualcuno poi dovrà prendere qualche decisione. Giusta e impopolare.

 

13 gennaio. Nel 1610 Galileo Galilei scopre una delle lune di Giove, Ganimede.

 

 

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