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Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Lo smog si è impossessato dei giornali italiani

La rotativa impagina il nulla, un dibattito allo stato gassoso e polverizzato, senza alcun progresso (fermiamo le auto, grande idea, e poi che facciamo, cari geni, torniamo alla pietra focaia?) né reale soluzione a portata di mano subito.

29 Dicembre 2015 alle 09:36

Lo smog si è impossessato dei giornali italiani
San Tommaso Beckett, vescovo e martire, trafitto dalle spade del re nella sua chiesa di Canterbury.

 

Titoli. Qualcosa di invisibile si è impossessato dei giornali. Non è l’invasione di un agente alieno, ma dello smog. La rotativa impagina il nulla, un dibattito allo stato gassoso e polverizzato, senza alcun progresso (fermiamo le auto, grande idea, e poi che facciamo, cari geni, torniamo alla pietra focaia?) né reale soluzione a portata di mano subito, una storia che in edicola non fa neppure numeri decenti perché le città sono vuote, l’italiano medio, alto e basso si sta trascinando la fine dell’anno come un sacco pieno di carbone, con un sorriso soddisfatto, e il suo unico orizzonte in questo momento è preparare il cenone di Capodanno. Punto. Primo caffè, Corriere della Sera: “Smog, l’appello dei sindaci”. Chiedono soldi e nuove norme. E’ la solita liturgia italiana della pronta cassa e del buco postdatato. Andiamo avanti. C’è altro sul Corriere? Sì l’allegra epurazione quotidiana nel Movimento 5Stelle. Vent’anni per passare dalla liquefazione (e gassificazione) dei partiti della Prima Repubblica, alla gassificazione di quelli della Seconda e allo sviluppo online del modello orwelliano di Grillo e Casaleggio, un frullato di paranoia cospiratoria e trance music. Titolo di taglio: “M5S, una nuova espulsione. Verdetto via web su Fucksia”. E’ la trentasettesima uscita dal gruppo, non sarà l’ultima. Il titolo più interessante del Corriere in realtà è sotto il taglio, l’articolo è di Federico Fubini: “Dure critiche all’Italia dai tre economisti Ue”. Leggiamo insieme le righe iniziali: “Studio anti-Italia dei funzionari europei, tre economisti che fanno parte del team che a Bruxelles sta esaminando la legge di Stabilità: «L’Italia è condannata dalla poca produttività»”. Molto bene, anzi male. Solo una nota a margine sul mio taccuino: perché chiamarlo “studio anti-italia”? Se è costruito su solide basi (e lo è), è un documento di analisi come tanti. Il dettaglio dove si nasconde il diavolo è questo: “Dino Pinelli: è il capo del «desk Italia» della direzione generale Affari economici di Bruxelles, l'ufficio da cui parte la valutazione sulla manovra in deficit del governo. Anche Székely e Varga si trovano in posizioni delicate, il primo direttore di ricerca e il secondo economista alla direzione generale di Bruxelles che sta passando al vaglio la Legge di stabilità dell'Italia”. Cosa fanno a Repubblica? C’è l’anti-Fubini in prima pagina, direttamente dal salmonato del Financial Times plana sul candido impaginato in progress di Repubblica Ferdinando Giugliano, accolto come una star. Grande attesa. Flash. Ola. Bene, abbiamo finalmente all’opera il nostro novellatore di economics marinato sul Tamigi. Egli con una prosa da labirintite acuta fa il cerchio, la botte e pure l’aceto in un pezzo sui salvataggi bancari che non aggiunge niente di nuovo alla cosiddetta analisi. E’ come il chewing-gum dell’infanzia: lo scarti e leggi la scritta “ritenta, sarai più fortunato”. Alla prossima. Dove sono i trend della cultura, le linee guida del comportamento politicamente corretto, il Nuovo Mondo che s’apre davanti ai nostri occhi? Perbacco, sopra la testata di Repubblica ci sono due esempi scintillanti della contemporaneità da “mai più senza”. Primo titolo: “Il presepe femminista di Madrid. I Re Magi sono fatti dalle donne”. Rintracciate Melchiorre, Baldassarre, Gaspare e comunicate loro l’accaduto. Secondo titolo: “Emma Dante: la mia Cenerentola fiaba di sfruttamento e tecnologia”. Giambattista Basile, Charles Perrault e i fratelli Grimm sono ferrivecchi, dai. Altri giornali da delibare nella mia lettura del mattino? Giro di titoli. La Stampa mette saggiamente lo smog nel camino e apre con qualcosa di meno vaporoso: “Part time agli over 60 per assumere”. E’ così? Catenaccio: “Il provvedimento nella legge di Stabilità. Torneremo ai livelli di occupazione pre-crisi. Ma dal 2016 alle donne serviranno ventidue mesi di anzianità in più per andare a riposo”. Ah, ecco. Cosa ci sia da vantarsi nel ritorno ai livelli pre-crisi resta un mistero della retorica politica. Sono livelli senza crescita (e si ritorna a quel che scriveva Fubini sul Corriere a proposito dello studio sull’economia italiana). Andiamo avanti. Libero esce dal caveau dopo giorni di scavo: “La Roma del Giubileo: no ai presepi, sì ai gay”. E’ il suk di piazza Navona. Il Giornale passa alle conclusioni storiche sul gas di scarico: “Ecco la verità sullo smog”. Alt, serve un caffè ar vetro per celebrare leggere e rileggere l’esilarante titolo del Messaggero: “Smog, sconti su bus e metro”. Il resto lo prende il borseggiatore. Il titolo in Dolby Surround di Carlino-Nazione-Giorno si diffonde sulla faccenda dei nostri rapporti con l’Europa: “Banche, stop Ue all’Italia”. Esatto. E con i nostri 207 miliardi di sofferenze bancarie da sistemare al più presto, vedremo i fuochi artificiali nel 2016. Soldi? Su Mf ci sono due titoli da piedi per terra e mano al portafoglio. Uno: “Il Monte vende un miliardo di sofferenze a Deutsche Bank”. Due: “Bnp Paribas, l’avviamento di Bnl vale 900 mln in meno”. Alla voce manifattura vedere il Sole 24Ore: “L’America avverte la Ue: non date alla Cina lo status di economia di mercato”. Il titolo più fragrante, caldo e divertente del giorno l’ha sfornato Italia Oggi: “I leghisti lombardi litigano con quelli campani sulle balle rifiuti da trattare”. Lo smaltimento politico-ballistico. Buona giornata.

 

Il Renzi di fine anno. Ha parlato tutto l’anno, ininterrottamente, chiude con la conferenza stampa di fine anno. Ci sarà qualcosa di nuovo? Appuntamento alle 11.30 nella nuova Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati.

 

Un paese in proroga. Durante l’ultimo consiglio dei ministri del 23 dicembre scorso c’è stata una pioggia di proroghe dei termini. Dice molto sullo stato della legislazione italiana, anzi di tutto.

 

Come sarà l’economia nel 2016? Le previsioni degli economisti raccolte dal Council on Foreign Relations.

 

Erdogan in Arabia Saudita. Il presidente della Turchia in visita a re Salman. Sono alleati e hanno un dilemma: cosa fare con gli “amici” dello Stato Islamico che sta perdendo la guerra.

 

L’uranio di Teheran va in Russia. Il Guardian riporta la notizia della spedizione radioattiva. Faceva parte degli accordi con gli Stati Uniti.

 

Spagna, Podemos? Pausa di Natale e ripresa dei colloqui per la (de)formazione del governo in Spagna. Iglesias ha detto no a Rajoy. E sembra proprio non essere intenzionato a fare alleanze se non si risolve il nodo dell’indipendenza della Catalogna. Bene, e adesso? Le nuove elezioni sono più vicine? La risposta in Spagna ormai è solo un forse.

 

29 dicembre. Nel 1890 la cavalleria Americana compie il massacro dei Sioux a Wonded Knee, nel Sud Dakota. Sulla riva del torrente centinaia di uomini, donne e bambini furono circondati da due squadroni di cavalleria e messi sotto tiro delle mitragliatrici. Le stime parlano di almeno duecento morti.

 

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