cerca

Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Ci volevano i boots on the ground per mettere in fuga l'Isis. Il caso Ramadi

Le forze irachene avanzano sulla città a poche decine di chilometri da Baghdad. Un successo che fino a pochi mesi fa sembrava impossibile. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

28 Dicembre 2015 alle 09:02

Ci volevano i boots on the ground per mettere in fuga l'Isis. Il caso Ramadi

L'esercito iracheno a Ramadi (foto LaPresse)

Festa dei santi Innocenti martiri, i bambini che a Betlemme furono uccisi da Erode.

 

Titoli. Un tempo c’era il fumo di Londra. Ora c’è la pioggia della City e lo smog d’Italia. Passato il Natale, consumata qualche ora di buonismo e perfino di saggezza, torna il Belpaese con tutte le sue idiozie a getto continuo. La politica ha scoperto l’ambiente come arena per aprire la gara di spacconate, baggianate, bischerate di fine anno. La competizione non ha rivali in tutto l’Occidente. Oggi tocca allo smog, domani al cenone di Capodanno (sarà bio o ogm?, a chilometro zero o con il pedaggio?) ma la cosa importante è continuare a chiacchierare del vuoto. Tutto fumo, smog. Primo caffè, Corriere della Sera: “Blocchi e misure. Lo smog diventa un caso politico”. E poi? E poi la vera notizia è a centro pagina: “La resa dell’Isis a Ramadi. Torna la bandiera irachena”. La gang criminale dell’Isis sconfitta e battuta è una delle migliori notizie con cui chiudere l’anno. Chi è che diceva che impegnarsi in Siria e in Iraq non serviva a niente? Bombardamenti e missioni di terra stanno facendo battere in ritirata le bandiere nere. Dove vengono attaccati, perdono. E’ un memento per quelli che la libertà la pensano solo a casa loro, tra due guanciali e molte chiacchiere. Anche questo è smog. Quello che offusca la mente. Cosa fanno a Repubblica? Si sta per chiudere la lunga e ricca era di Ezio Mauro, fuoco alle polveri (non sottili): “Smog, stop a Milano. Pisapia contro tutti”. Altro? Un titolo sopra la nobile testata apre lo scenario sul futuro e il presente dello stato delle anime: “Il robot che fa compagnia ai nonni. Ci ha portato a vedere il tramonto”. La Stampa di Torino ha un titolo in prima pagina su Torino, questa è già una notizia. Vicenda terribile: “Tragedia in sala parto. Morte madre e bimba”. Qui c’è tutto il dramma: “Sono morte insieme nella sala parto del Sant’Anna di Torino: la mamma di 39 anni, Angela Nesta, al nono mese di gravidanza, e la bimba che stava per nascere, Elisa, spirata nelle fasi finali del travaglio. Nei giorni scorsi la donna era andata due volte in ospedale con forti dolori, ma era stata mandata a casa”. Eccolo, l’abisso che fa apparire tutto il resto una cosa inutile e meschina. Facciamo un giro di titoli. Libero è rimasto dentro il caveau anche la vigilia di Natale e a Santo Stefano: “Così Renzi ha favorito le speculazioni su Etruria”. Il Giornale passa direttamente alla fase di riscossione: “Renzi deve pagare il conto”. Il Messaggero ritorna tra i fumi festivi e ha un titolo da thriller involontario: “Il governo: smog, regia unica”. Il titolo in filodiffusione di Carlino-Nazione-Giorno è il distillato del motto “è sempre colpa degli altri”: “Patuelli, Merkel uccide l’Ue”. Ah, il presidente dell’Abi ha messo l’elmetto e tirato fuori il tricolore, perbacco. In effetti, è colpa dei tedeschi se nell’ultimo rapporto di Bankitalia sulla stabilità finanziaria emergono nelle banche italiane crediti deteriorati per 361 miliardi, di cui 207 di sofferenze. Che volpi, i tedeschi, i manager delle banche italiane sono tutti usciti dalla facoltà di economia di Tubinga. E’ certamente colpa della cancelliera Merkel se a fine settembre le banche italiane avevano in pancia titoli pubblici per la modica cifra di 374 miliardi. E non ci sono dubbi che è per colpa di Berlino che le banche non emettono più certa spazzatura obbligazionaria, senza il bail-in ne saremmo pieni. Con l’arrivo della misura sui salvataggi nessuno emette più questi titoli “sicurissimi”, al titanio: “Nel secondo e terzo trimestre del 2015 le emissioni nette di obbligazioni non garantite delle banche italiane sono state negative per quasi 6 miliardi”. Numeri, quelli che raccontano la verità. Buona giornata.
 

La sconfitta di Isis a Ramadi. E’ la migliore notizia del giorno. Le bandiere nere si sono ritirate e le truppe irachene hanno conseguito una vittoria che pochi mesi fa appariva impossibile. Il messaggio di Al Baghdadi assume tutta un’altra luce: è il tentativo di serrare i ranghi del suo esercito che sta perdendo la guerra. La previsione è che dopo Ramadi, cadano anche altre città sunnite.

 

Olimpiadi d’oro per il Giappone. Secondo un report della Banca del Giappone, le Olimpiadi del 2020 avranno un effetto positivo per l’economia: 30 trilioni di yuan, 249 miliardi di dollari. Insomma, Roma 2024 può guardare cosa stanno facendo a Tokyo, anche sul piano degli investimenti ambientali con auto e stazioni a idrogeno (a proposito di smog e chiacchiere, i fatti). Un progetto con Toyota.

 

Stipendi dell’Unione Europea. Ukip ha pubblicato un dossier su stipendi, pensioni e premi di politici e burocrati dell’Unione europea. Ci sono anche un po’ di nomi italiani, a cominciare da Federica Mogherini.

 

Il Cipe di Natale. E’ passato quasi inosservato, eppure il 23 dicembre il Cipe ha distribuito soldi a pioggia. Renzi li chiama “lingottini”. Ci sono cose utili, altre decisamente no. Giudicate voi.

 

Sette summit da seguire nel 2016. La lista del Council on Foreign Relations: da quello sul controllo delle armi nucleari a Washington, al prossimo sul clima a Marrakech.

 

28 dicembre. Nel 1973 Aleksandr Solženicyn pubblica a Parigi il suo libro più importante, Arcipelago Gulag. In Italia viene pubblicato da Mondadori nel maggio del 1974. Il testo nel nostro paese esce nell’indifferenza e ostilità dell’intellighenzia italiana. Disse Alain Finkielkraut: “La lettura di Arcipelago Gulag ci insegnò quanto l’enormità del crimine fosse connessa all’ideologia, e questa rivelazione guarì molti di noi dall’arroganza intellettuale”. Accadde in Francia, non in Italia. List ha recuperato dalla memoria un articolo di Giampiero Mughini sul Sole 24Ore che racconta il libro, la sua importanza e la sua scomodità per gli intellettuali italiani dell’epoca.

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi