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Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

La commissione d'inchiesta sulle banche: saloon Italia

Inizia il classico tentativo dei partiti di passarsi il cerino acceso in mano. Intanto l'auto traina l'incremento degli ordinativi dell'industria. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

23 Dicembre 2015 alle 11:36

La commissione d'inchiesta sulle banche: saloon Italia

Sergio Marchionne (foto LaPresse)

San Giovanni da Kety, sacerdote, insegnò nell’Università di Cracovia.

 

Titoli. Battaglia epistolare! Il confronto tra il governo italiano e l’Unione europea si fa a colpi di lettere sull’origine del salva-banche. L’Ue il 19 novembre dice no all’intervento integrale di salvataggio da parte del Fondo di tutela dei depositi. Tutti rimborsati? No, la Commissione mette i limiti, evoca l’aiuto di stato (trasformazione di fondi privati delle banche in fondi pubblici), in fondo non si fida e sa  della situazione complessiva del nostro sistema al titanio. L’operazione si fa, il decreto arriva, ma niente salvagente per azionisti e obbligazionisti subordinati. Il governo è sotto pressione e fa trapelare la volontà di pubblicare il carteggio riservato. La cosa è rilevante non per l’atto ma per il fatto: si va al muro contro muro con la Commissione Ue. Qui a List l’impressione è che per superare uno scoglio si stia perdendo la rotta. I mercati osservano (e parlano, dietro le quinte, per ora) con crescente apprensione la nostra condotta, il quantitative easing della Banca centrale europea ha contribuito a far uscire l’Italia dalla recessione, il petrolio a 36 dollari è un risparmio notevole per le casse dello stato e per il portafoglio degli italiani e il governo fa la grande battaglia in Europa per i bilanci scassati di Banca Etruria? Primo caffè, Corriere della Sera: “La lettera europea sulle banche”. E ora? Ci si affida, come spiega il Corriere, alla “manifesta incongruità nella allocazione di portafoglio”. E dovrebbe decidere su questo il dottor Raffaele Cantone, da una vita nei mercati finanziari, come sappiamo. Sorvoliamo. Cosa fanno a Repubblica? Annotano la mossa che aprirà il saloon che mancava a questa legislatura: la commissione d’inchiesta sulle banche. Ecco il titolo: “Banche, mossa Pd. Serve l’inchiesta del Parlamento”. E’ il classico tentativo dei partiti di passarsi il cerino acceso in mano. Preparate il cartello “non sparate sul pianista”. Saloon Italia. Cose da leggere e ritagliare, a futura memoria? Sul fronte dell’innovazione, l’alleanza tra Ford e Google per l’auto senza pilota. Per curare l’anima, la nobile spalla di Repubblica offre un dialogo di Milan Kundera con il suo traduttore, è una cavalcata nel mondo del romanzo, un ritorno alle radici, alle origini, all’inizio di tutto. Da leggere senza snobismo letterario, perché in Kundera c’è molto realismo, più di quanto si immagini. Facciamo un giro di titoli, per tenerci allenati prima della pausa tipografico-natalizia. Il Messaggero (secondo caffè, rigorosamente ar vetro) mette in testa la notizia: “Banche, lettera Ue all’Italia”. Il catenaccio, ben costruito, è una perfetta fotografia della giornata: “Il commissario Hill a Padoan: non si può usare il fondo interbancario per i salvataggi. Mattarella convoca Cantone e Vegas: collaborare. Mossa Pd: commissione d’inchiesta”. Sintesi di List: ci sono grossi guai in vista. Cose romane? Perbacco, la Rai, romanissima: “Così cambia la Rai, arriva un ad forte, poteri al governo”. Tanti auguri. Da leggere in filodiffusione Carlino-Nazione-Giorno perché hanno trovato una risposta alla domanda che ieri Andrea Cangini aveva messo sul tavolo: dov’è finito Berlusconi? Perché non è andato al saluto di fine anno riservato alle alte cariche al Quirinale? E Berlusconi dice la sua in un’intervista: “Berlusconi: sono in campo”. Catenaccio: “Senza di me vince Grillo. Forza Italia divisa? Cambio tutti i vertici”. E su Milano: “Sala è uno dei nostri, a sinistra non lo voteranno mai”. Quello è il problema: Sala non è di sinistra, ma non si candida con la destra. Andiamo avanti. La Stampa piazza in prima pagina l’impresa di Space X e fa un’ottima scelta: “L’ultima magia nello spazio: il razzo torna in retromarcia”. E’ una grande impresa di Elon Musk che rivoluzionerà l’esplorazione spaziale abbattendo i costi di lancio delle missioni. Libero continua la sua missione nel caveau e becca Franceschini: “Un altro ministro nello scandalo banche”. E’ azionista di Carife, una delle banche affondate e salvate dal decreto: “Il titolare dei Beni culturali, azionista di quella CariFe che aveva visto tra i suoi amministratori papà e nonno, si è speso per il piano di salvataggio dell’istituto. Che però non è andato in porto”. Il Giornale ha un pezzo molto interessante di Camilla Conti sul caso Etruria: “All’inizio del 2015 Banca Etruria avrebbe potuto parlare ebraico. Perché miracolosamente, prima che il Tesoro la commissariasse (l’11 febbraio), per comprarsi la banca aretina si erano fatti avanti gli israeliani di Bank Hapoalim. Una manovra (poi non andata a buon fine) per «disfarsi» di un problema per Renzi?”. Money? Il Sole 24Ore fa il punto sulla legge di stabilità: “La manovra è legge: meno tasse, più deficit”. E’ una scommessa, speriamo che non rallenti la ripresa. Buona giornata.

 

Per sapere, per capire. Ordinativi dell’industria. Istat pubblica un dato positivo: “A ottobre il fatturato dell'industria, al netto della stagionalità, registra un incremento del 2,0 per cento rispetto a settembre, con variazioni positive sia sul mercato interno (+1,4 per cento) sia su quello estero (+3,1 per cento)”. Attenzione però: “Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo diminuisce dell'1,6 per cento rispetto ai tre mesi precedenti (-2,0 per cento per il fatturato interno e -0,9 per cento per quello estero)”. Chi traina? L’auto, la crescita dell’industria (e del pil) è attaccata alle ruote della Jeep di Marchionne: “Per il fatturato l'incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+22,0 per cento), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-22,8 per cento)”. Come vedete, è un dato a doppio taglio. I numeri vanno letti fino in fondo.

 

Spagna, vuoi vedere che… il Partito popolare si mette d’accordo con i socialisti? Presto per dirlo, ma Rivera (Ciudadanos) lo sostiene, Rajoy apre oggi le consultazioni e propone a Sanchez (Psoe) la riforma della Costituzione e la presidenza dell’assemblea legislativa. Podemos? Vedremo.

 

Turchia felix: bomba all’aeroporto. Fatti che passano come “normalità” di un paese che non lo è ma a cui abbiamo affidato il controllo dei nostri confini nell’ultimo vertice Ue. Via Agi: “Una donna è stata uccisa e un'altra è rimasta ferita in un'esplosione - la cui origine è ancora ignota - avvenuta sulla pista del secondo aeroporto di Istanbul, Sabiha Gokcen, nella parte asiatica della città”.

 

Jihad all’italiana. Una ricercatrice universitaria a Palermo viene fermata dalla Digos perché fa propaganda per il jihad su Facebook. Il giudice per le indagini preliminari la scarcera e la rispedisce a casa con il solo obbligo di dimora e la libertà di usare internet come le pare.

 

23 dicembre. Nel 1947 nei laboratori di Bell entra in funzione il primo transistor. Rivoluzione.

 

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