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Il Giubileo dei soldati e la Scala dei cecchini

Tra la vittoria di Marine Le Pen alle elezioni regionali francesi e i test della Bce sulle banche c'è l'apertura della porta santa. Il Giubileo fa però notizia per i soldati: “Via al Giubileo con 2500 soldati”. La Scala? Fa notizia per i tiratori scelti: “E alla Scala cecchini sui tetti”. Mi raccomando l’ansiolitico.

8 Dicembre 2015 alle 11:43

Il Giubileo dei soldati e la Scala dei cecchini

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

 

Titoli. Ah, i bei tempi in cui si beveva champagne al Deux Magots e tutto tornava: le bollicine, i libri a La Hune (la libreria di Saint Germain aveva chiuso nel giugno scorso, doveva proprio essere un segno dell’incombente irreparabile), il pranzo alla Brasserie Lipp. Poi è arrivata “la marea nera” (titolo di Le Soir) e tutto è cambiato. Il tono della titolazione e i commenti sulle elezioni in Francia oscillano tra il “signora mia, la prego” e il rutilante entusiasmo del “troppo forte, mo’ vinciamo”. In ogni caso, oggi è Giubileo. Primo caffè, Corriere della Sera: “La paura non fermerà il Giubileo”. Questa l’abbiamo già sentita, parla il cardinale Parolin, segretario di Stato Vaticano, il quale chiede “più dialogo tra le fedi” (anche questa l’abbiamo già sentita). Provato scientificamente (e religiosamente) che viviamo nell’epoca della riproducibilità senza conseguenze delle dichiarazioni banali e scontate, passiamo ad altro. Non prima di aver dato notizia del Sala Giuseppe da Milano che secondo il Corriere accetta la candidatura ma non vuole primarie-rodeo. Interessante, come se la politica fosse una pratica burocratica, una faccenda per Dame di San Vincenzo. Voltiamo pagina, anzi cambiamo giornale. Eccola, Repubblica, negli ultimi fulgidi giorni della direzione di Ezio Mauro. Un titolo qua, un sommarietto là, una didascalia adagiata qua, il Fondatore eterno sotto la testata, la politica su tutto e prima di tutto: “Trionfo Le Pen: “Via i socialisti dalla Francia”. Conseguenze inattese: “Disfatta per il Ps, l’appello di Valls: votiamo per la destra moderata”. Eccolo, il rompicapo, il rovescio, il sottosopra, la grande confusion. Tono apocalittico di Valli: “L’ultima chiamata per la democrazia”. Alt, c’è Renzi che esonda: “Renzi: l’Europa cambi passo o i populismi trionferanno”. Ecco il colpevole, ora tutto è chiarissimo. La giornata assume tutto un altro aspetto e dopo aver messo sul banco degli imputati Merkelandia, il contribuente italiano, quello che paga le tasse a Roma non a Berlino, ora potrà anche accettare con calma olimpica il  rimborso delle perdite agli obbligazionisti subordinati (ignoranti e incauti) delle banchette locali intrecciate con la politica. Hanno drenato al sistema già 3,6 miliardi di euro, si aggiunge il resto e facciamo 4 miliardi e tanto la colpa è della Germania. Facciamo un giro di titoli. La Stampa sembra alla battaglia delle Termopili: “Francia, il ciclone Le Pen ora spaventa l’Europa. Il premier: fermiamola”. Dove il premier sarebbe Renzi. Si occupa anche degli affari di Parigi, notevole. Il Giubileo? Fa notizia per i soldati: “Via al Giubileo con 2500 soldati”. La Scala? Fa notizia per i tiratori scelti: “E alla Scala cecchini sui tetti”. Mi raccomando l’ansiolitico. Il Giornale sfodera un titolo che sembra out of control ma in realtà è una lettura molto interessante del “cambio verso” alla francese: “La rivoluzione dei giovani”. Catenaccio: “La destra della Le Pen primo partito tra i ragazzi sotto i 25 anni. Quelli che rifiutano il buonismo”. Mon Dieu, non votano a sinistra. Tranquilli, in Italia c’è l’antidoto: 500 euro ai diciottenni. Soldi? Sinonimo di banche, Libero ha qualche consiglio: “Ecco le banche sicure”. Devono essere entrati nel caveau, no sono i test della Bce. Catenaccio: “Dopo il caso degli obbligazionisti gabbati e in vista del debutto del bail-in, pubblichiamo la classifica degli istituti in base ai test della Bce. Sotto osservazione due Popolari del Nordest, la Cassa di Risparmio di Cesena e sei Bcc”. Sembra che ci sia ancora parecchio carbone ardente sotto il tappeto. Carlino-Nazione-Giorno si occupano della fantastica legislazione italica e della sua magistratura: “Terrorista libero per legge”.  Anche qui, occorre il catenaccio per orientarsi: “Condannato a 10 anni, poi espulso. Ma sempre in circolazione grazie a un ricorso. Ora è finito in cella perché da mesi importava jihadisti in Italia”. Attendiamo un altro ricorso. Ultima fermata sul Giubileo con il Messaggero: “Sfida Giubileo, Roma si blinda”. Vabbè, ma cosa dice il mercato? Un’occhiata al Sole 24Ore: “Il petrolio sotto i 38 dollari frena il mini-rally in Borsa”. Per scoprire il centro del caos petro-terroristico (petrolio a picco, Isis e compagnia di giro) bisogna porsi una domanda e osservare la mappa: chi gioca all’omino nel pozzo? L’Arabia Saudita. Davide Tabarelli sul Sole fa il punto e il contrappunto sulla politica dei Saud e l’oro nero. Il resto, è letteratura. Buona giornata.

 

Boris Johnson. E’ il sindaco di Londra, ha scritto un delizioso libro su Winston Churchill e ha idee chiare sul da farsi in Siria. Ogni tanto, bisogna fare patti con il diavolo. Un suo articolo sul Telegraph.

 

Sottomarino russo. Non è quello che cercavano gli svedesi tra i ghiacci, ma Il sottomarino “Rostov sul Don” della flotta russa del Mar Nero che ora è al largo delle coste siriane. La notizia è dell’agenzia Interfax.

 

Rieccolo: Tsipras. Che fine ha fatto? E’ tra quelli che “è tutta colpa di Berlino” e infatti incassa e non fa le riforme attese. Alexis viste le difficoltà si è (ri)messo a praticare lo sport che gli riesce meglio: accusare gli altri per i suoi errori. Dunque il Fondo Monetario chiede “riforme impossibili” alla Grecia e deve decidere da che parte stare. L’Europa deve sganciare un miliardo a Atene nei prossimi giorni. List coltiva un sospetto: che siano soldi buttati.

 

Abenomics. Che combinano in Giappone? Si temeva la recessione e invece no, non ci sarà. Shinzo Abe tira un sospiro di sollievo, per ora. Deve varare una serie di nuovi provvedimenti fiscali. Lo farà.

 

8 dicembre. Nel 1976 gli Eagles pubblicano uno degli album più venduti della storia: Hotel California.

 

 

 

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