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Draghi, la Borsa e/o la vita

Il presidente della Bce ha deluso le Borse ma in fondo la doccia fredda è un bene. Nei mercati la pinna degli squali aveva (ri)cominciato a emergere e girare, segnale di una fame di denaro a costo zero che non può essere versato all’infinito.

4 Dicembre 2015 alle 10:33

Draghi, la Borsa e/o la vita

Mario Draghi (foto LaPresse)

San Giovanni Damasceno, sacerdote e dottore della Chiesa.

 

Titoli. Terroristi fai da te in America, Draghi non entusiasma i mercati in Europa. Il menù ieri era questo e i quotidiani hanno alternato le pietanze a seconda dell’appetito. Prevedibile, ma la politica interna è sottozero e anche le presentazioni dei libri di Vespa alla fine sono come la Rivoluzione d’Ottobre e esauriscono la loro spinta propulsiva. Primo caffè, Corriere della Sera: “Strage, si indaga per terrorismo”. Catenaccio, eloquente: “Una coppia di killer musulmani legati all’estremismo. In casa avevano 12 bombe e 5 mila proiettili”. Bell’arsenale. Made in America. Altro sul Corrierone? Un buon Panebianco che auspica un ritorno dell’America sulla scena mediorientale. Visti i risultati di questa presidenza, anche no. E in ogni caso, meglio dopo Obama. Nel fogliettone, un titoletto su Elon Musk che – oh, che stupore – preferisce l’energia nucleare al carbone e al petrolio. Musk non è un kretino kollettivo: sa benissimo che l’unica fonte energetica a emissioni zero si chiama nucleare. Sollevo con religioso movimento liturgico Repubblica, sono gli ultimi giorni della direzione di Ezio Mauro, ore preziose in compagnia di titoli, catenacci, sommari, foto trattati con cura. Il packaging è sempre piacevole. E i pezzi? Vediamo, giornata da Draghi: “La Bce taglia i tassi. Faremo di più. Mercati delusi”. Vero, le borse si sono smosciate ma c’è un piccolo dettaglio: perché catapultare un fiume di denaro sul mercato se poi l’economia reale ne assorbe e restituisce poco in termini di crescita? Alimentare una bolla finanziaria, preparare la sboom senza avere il boom della produzione alla fine diventa un suicidio. Non è solo una questione di falchi tedeschi (Weidmann s’è dato da fare per frenare, insieme ai paesi baltici e non), Draghi batterà ancora un colpo di bazooka, ma il suo discorso ieri è stato chiaro: senza riforme più incisive la vecchia cara Europa è cotta a puntino su due lati e buon appetito. Cose chic? La nobile spalla di Repubblica indivana un pezzo di Jared Diamond sul cambiamento climatico. Sembra il mai troppo compianto colonnello Bernacca: “Istruzioni per l’uso del clima impazzito”. Aprire l’ombrello se piove? Cirri e nembi a parte, c’è qualcosa che ci riguarda da vicino? La Stampa ha un titolo di taglio sulla Libia: “Droni, navi e uomini: i piani per la Libia”. Sul punto e il contrappunto libico, da leggere il reportage di Daniele Raineri sul Foglio.

 

Andiamo oltre, facciamo un giro di titoli. Dalla triremi Carlino-Nazione-Giorno avvisano i local distratti: “Ora Draghi salva le Regioni”. Sì, la Bce comprerà anche i bond degli enti locali, buona fortuna. Il Giornale è in fase furetto fiscale: “Renzi prepara una nuova tassa”. Mannaggia, hanno raddoppiato la Tobin Tax. Nobile intento però: finanziare il pensionamento anticipato delle donne. Anche Libero fa i conti? No, è nel pieno del momento Chuck Norris e non molla la presa sul tema islamista: “Toh, i terroristi erano islamici”. A San Bernardino, cinismo del destino. L’argomento c’è, robusto, perfino il Messaggero, di solito attentissimo a tutto quel che si muove tra bosco e sottobosco ministeriale, apre sul fast food terroristico californiano: “Volevano la strage come a Parigi”. Agli svitati le armi non mancano mai. Made in America. Buona giornata.

 

Draghi, la Borsa e/o la vita. Ok, Draghi ha deluso le Borse ma in fondo la doccia fredda è un bene. Nei mercati la pinna degli squali aveva (ri)cominciato a emergere e girare, segnale di una fame di denaro a costo zero che non può essere versato all’infinito. Alessandro Plateroti sul Sole 24Ore piazza la palla giusta in buca: “La celebre frase «whatever it takes» pronunciata da Draghi nel luglio del 2012 a difesa dell’euro e dell’Europa, ha certamente entusiasmato i mercati e risollevato i prezzi di azioni e bond, ma alla luce di quanto accaduto ieri è stata anche male interpretata. Fare tutto il possibile, per una banca centrale, non significa regalare soldi all’infinito a banche e operatori per foraggiare la corsa delle azioni e dei bond, fare carry trade tra Asia, Usa ed Europa o investimenti speculativi ad alto rischio”. Condizionare la Bce con la speculazione? Funziona solo fino a un certo punto, poi arriva un momento in cui si preme il tasto stop sul folleggiare finanziario e Gordon Gekko esclama: “Con tutti i matti che ho intorno dovrei vendere gabbie!”.

 

Che succede in Italia? Chiedere al Censis. E’ uscito il quarantanovesimo rapporto sulla società italiana. Intro da tenere a mente nei prossimi mesi: “Nell’«Italia dello zero virgola», in cui le variazioni congiunturali degli indicatori economici sono ancora minime, continua a gonfiarsi la bolla del risparmio cautelativo e non si riaccende la propensione al rischio. Ma c’è una piattaforma di ripartenza del Paese: una geografia dei vincenti che gioca sul driver dell’ibridazione di settori e competenze tradizionali. Che così si trasformano: è il nuovo Italian style”. Tutto sul rapporto Censis qui.

 

La Germania va. La Bundesbank ha rivisto al rialzo le stime di crescita: La Bundesbank ha rialzato le sue previsioni di crescita economica della Germania per il 2017:  sarà +1,7% mentre la stima iniziale era di +1,5%

 

La Spagna corre. La produzione industriale in ottobre in Spagna è cresciuta del 4% su base annua.

 

La Francia rallenta. La Banca centrale francese ha rivisto al ribasso le stime di crescita per il 2016 e 2017: Pil a +1,4% e nel 2017 a +1,6%, contro le precedenti stime rispettivamente dell'1,8% e dell'1,9%

 

4 dicembre. La Pan Am, una delle più grandi e gloriose compagnie aeree del mondo, fallisce. Nata il 19 ottobre 1927, chiuse i battenti il 4 dicembre 1991. Fu un’icona dell’America, tanto da ispirare una recente serie tv.

 

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