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Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Il "sì" di Berlino alla missione in Siria e la battaglia di Ramadi

Il Parlamento tedesco approva l'invio di 1.200 soldati, una fregata e Tornado contro il califfo. E intanto in Iraq ci si prepara all'offensiva contro la roccaforte dell'Isis. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

1 Dicembre 2015 alle 10:17

Il "sì" di Berlino alla missione in Siria e la battaglia di Ramadi

Uomini dell'esercito iracheno vicino Ramadi

San Naum, profeta.

 

Titoli. Sono preoccupati per l’ambiente (ma in viaggio sul jet executive), mentre le milizie dello Stato islamico stabiliscono il loro esecutivo in Libia. La cronaca non è storia, ma sarà buona fonte quando ci sarà da raccontare questi anni e i leader che li hanno interpretati. Stelle poche, buchi neri tanti. Primo caffè, Corriere della Sera: “I miliardi promessi dai capi di Stato per salvare la Terra”. Con la “t” maiuscola. Essendo promesse, possiamo anche attendere. Come sono gli ultimi giorni di Ezio Mauro alla direzione di Repubblica? Sublimi, leggeri, spensierati. Impaginato delle grandi occasioni e titolo che accende la fantasia del lettore in progress: “Terra, è l’ultima chance”. Sembra il titolo di un film tratto da un racconto di Asimov, preparate le navicelle spaziali per la fuga su un altro pianeta. Che c’è sulla nobile spalla di Repubblica? Ah, un pensante dialogo tra Baricco e Pamuk: “I romanzi impossibili che vorremmo scrivere”. E’ proprio la giornata delle promesse (mancate). Titoletto sul taglio basso, una rivelazione che cambia tutta la giornata: “Il cervello non ha sesso”. Andiamo oltre. La Stampa del Calabresi in uscita (verso Repubblica) fa un’apertura che dovrebbe avere a che fare con la nostra politica estera: “Obama: in Libia più raid per frenare l’avanzata dell’Isis”. E il problema è tutto in quel verbo, “frenare” usato al posto di “sconfiggere”. La faccenda è ben esposta sul trio Carlino-Nazione-Giorno: “L’Isis vuole il petrolio libico”. Facciamo un giro di titoli. Libero e Giornale sono in fase Santo Natale e presepe. Libero: “Dopo il presepe cacciano il vescovo”. Il Giornale: “Il patto del presepe”. Qualcosa che ci parli del futuro, segni di una nazione che va? Sul Sole 24Ore c’è un’ottima inchiesta: “Dalle staminali alla nuova plastica, viaggio nella terra degli inventori”. Viva l’Italia. E buona giornata.

 

Berlino in guerra contro Isis. Il governo tedesco ha approvato la missione contro Isis in Siria. Berlino invierà 1.200 soldati, una fregata, caccia Tornado e tanker per il rifornimento in volo.

 

La battaglia di Ramadi. Mentre i giornali italiani si dedicano al clima, in queste ore si sta consumando un fatto che a noi sembra lontano e invece è più vicino di quanto immaginiamo. Sta cominciando in Iraq una battaglia decisiva, l’esercito iracheno sta per lanciare un’offensiva su Ramadi, la città a 110 chilometri da Baghdad che nelle settimane scorse è finita nelle mani dei terroristi di Isis.

 

Corbyn sconfitto dal Labour. Mentre è in corso l’operazione militare in Iraq, a Londra domani il Parlamento inglese vota il piano di Cameron sui bombardamenti in Siria. List segnala ai tifosi italiani dell’ultimo papa straniero (lista lunga) che Jeremy Corbyn ha perso la sfida dentro il partito laburista: il pacifista che combatte contro i sommergibili Trident di Sua Maestà ha dato ai suoi parlamentari la libertà di voto. La realtà è che il partito era spaccato e lui era in minoranza. Rischiava la disfatta. Subito dopo il voto del Parlamento, i jet del Regno Unito si uniranno a quelli francesi e russi.

 

Petrolio e Sauditi. I prezzi del barile sono in rialzo, le prospettive dei giganti del petrolio sempre difficilissime. Il 4 dicembre ci sarà un vertice dell’Opec molto atteso. Ci sono enormi pressioni sull’Arabia Saudita affinché termini la sua politica di produzione alta e prezzi bassi. Da più di un anno il prezzo è colato a picco e le compagnie petrolifere sono impegnate in una politica di tagli, risparmi e diversificazione.

 

1 dicembre. Nel 1970 il Parlamento italiano approva la legge sul divorzio.

 

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