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Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

La vicenda De Luca significa altri guai per Renzi

Il governatore della Campania è indagato. Un'altra grana per il premier che deve già vedersela con le Amministrative decisive a Roma e Milano. Dall'estero, la Cina guarda a Cuba. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

11 Novembre 2015 alle 10:18

La vicenda De Luca significa altri guai per Renzi

Il governatore della Campania Vincenzo De Luca (foto LaPresse)

San Martino, nato in Pannonia, Ungheria, fu soldato, fece vita monastica, fu sacerdote e vescovo di Tours.

 

Titoli. Superi Expo, svolti a destra, saluti De Luca indagato, non farti distrarre, trovi il Papa e i Vescovi a destra e il ceo di Apple a destra. Cosa scegli? Niente, ma il percorso impaginato per i lettori stamattina è questo. Primo caffè, Corriere della Sera: “Parla Tim Cook: «Sulla privacy possibili disastri»”. E’ un’intervista al ceo di Apple, la banalità del discorso cucinato dal Cook alla Bocconi era perfino imbarazzante, quel che colpisce invece dell’intervista è il fatto che Apple in realtà raccoglie i dati – non li vende a terze parti – e in ogni caso servono a profilare l’utente. Tutto rientra nella logica del sistema chiuso di Apple. Andiamo avanti. Dove c’è Expo, c’è Renzi: “Dopo Expo, spinta per l’intesa”. Il governo pronto a finanziare un centro di ricerca, Regione, Comune e Università varie vogliono – giustamente – dire anche la loro. Soldi? 1,5 miliardi in dieci anni: 150 milioni all’anno. Non è una cifra astronomica, ma è di certo un passo importante per l’Italia che spende poco più dell’uno per cento del pil nella ricerca, contro il quasi 3 per cento della Germania. E poi a Milano si vota e qualcosa bisogna pur inventarsi per condurre una campagna elettorale che per ora non ha candidati né a destra né a sinistra. Perdere Milano, dopo Expo, sarebbe un disastro per Renzi. Libero fa due più due, in politica non fa mai quattro, ma il risultato è questo: “Renzi si compra Milano”. Sommario dentro la vignetta di Benny: “Il premier in campagna elettorale spara: 1,5 miliardi per fare dell’area Expo la Silicon Valley italiana. Ma a guidare il progetto chiama un istituto genovese nel mirino della Corte dei Conti per la povertà dei risultati raggiunti”. Il Giornale ha un suo pensiero sul tema Expo, ma in chiave giudiziaria: “Trattativa Pd-magistrati”. Voliamo a sud, che fanno a Repubblica? Si dedica ai fatti della Campania: “Indagato De Luca, favori al giudice per restare in carica”. Il Messaggero scegli di aprire sullo stesso fatto, ma ha un titolo monco: “De Luca indagato per la sentenza”. Quale sentenza? si chiede il lettore mentre cattura un caffè ar vetro dar cassamortaro. E così abbiamo un altro problema locale che diventa nazionale e entra in rotta di collisione con il turno elettorale amministrativo del 2016. Altri guai per Renzi, visto che De Luca non è un marziano, ma un presidente del Pd che in Campania ha vinto primarie e elezioni. Cosa accadrà? Dipende dalla magistratura. Fa e disfa governi, giunte regionali, comunali, provinciali, crea eroi mentre altri trascina nella polvere. Le inchieste si annunciano, i verdetti sono una nota a margine. Evviva. Ah, il Papa e la nuova Chiesa: “Basta potere e ricchezza”. Interessante, quindi un gigante come Wojtyla (è sulla longue durée che si fa una valutazione) era il monarca di una Chiesa come quella descritta da Bergoglio. Oh, certo, non è un processo, ma la conseguenza del discorso papale a Firenze è quella. Interessante, per la teoria delle conseguenze inattese. Paolo Rodari la mette giù così: “Ruinismo addio”. Non Wojtyla, ma Ruini, così non si modifica l’iperbolica rotta del discorso papale. Nella dimensione dei titoli a reti unificate Carlino-Nazione-Giorno catapultano in edicola questo tema: “Un milione di neo assunti”. Effetto Jobs Act, senza dubbio. Si poteva fare meglio? Sempre, ma anche peggio. Altre cose concrete? Sul Sole 24Ore: “Al via il bonus fiscale per marchi e brevetti”. Buona giornata, inventori.

 

Renzi a Malta. Il presidente del Consiglio oggi e domani sarà al vertice sull’immigrazione a La Valletta.

 

Trump e Fiorina. Chi conosce meglio Putin? Il quarto dibattito televisivo tra i candidati alle primarie repubblicane non ha aggiunto molto alla politica, ma era pieno di gag (in)volontarie. Trump ha attaccato Fiorina: "Perché deve sempre interrompere tutti?”. Siparietto sull’Isis e l’intervento della Russia. Trump: "Se Putin vuole intervenire, che lo faccia. Io lo conosco molto bene perché abbiamo partecipato entrambi a 60 Minutes". Fiorina: "Anche io ho incontrato Putin ma non nella green room di un show bensì in un meeting privato”. Gli undici momenti migliori del dibattito li trovate su Politico.

 

Cuba? Dopo l’Urss, la Cina.  Obama ha fatto tanto per aprire a Cuba e i risultati si vedono. Via Agi: “Una flotta di navi militari cinesi è giunta nell'isola di Cuba per "consolidare" i rapporti tra le due Forze armate. "E' la prima volta che navi militari cinesi arrivano a Cuba", afferma il comandante Wang Jianxun. L'arrivo della flotta cinese al porto dell'Avana è stato salutato da colpi d'artiglieria a salve”.

 

Twitter in Russia conservi i dati in Russia. Mosca ha chiesto al social dei 140 caratteri di conservare i dati su server residenti in Russia.

 

11 novembre. Si chiude nel 1918 la Prima guerra mondiale alle ore 11. L’armistizio viene siglato dalla Germania in un vagone ferroviario a Compiègne, Francia.

 

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