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La vocazione di Tito Boeri a sostituirsi al legislatore

“Povertà, piano Inps sul reddito minimo. Ma Renzi dice no”. E bene ha fatto il presidente del Consiglio. Qualcuno citofoni al presidente dell'istituto che cura la previdenza sociale e gli dica: “Non devi governare, devi gestire bene l’Inps che è già un vaste programme”.

6 Novembre 2015 alle 09:29

La vocazione di Tito Boeri a sostituirsi al legislatore

Il presidente dell'Inps Tito Boeri (foto LaPresse)

San Felice. Martire.

 

Titoli. La produzione industriale c’è, i dati della commissione Ue sulla crescita sono positivi, ma sui giornali (se escludiamo il Sole 24Ore) di questo non v’è traccia nelle prime pagine. Fa notizia altro e la cosa spiega molto delle energie che mancano al paese per fare uno scatto decisivo: il suo racconto è alterato, a senso unico, a una dimensione, figlio del giornalismo collettivo, della rotativa del tanto peggio tanto meglio. Vendono più giornali? No, di meno. Tanti auguri. Primo caffè, Corriere della Sera: “Paura dell’Isis, voli bloccati su Sharm”. Tutti i giorni a Sharm, i lettori del Corriere. Altro? No, possiamo planare in fretta su Repubblica: “Povertà, piano Inps sul reddito minimo. Ma Renzi dice no”. E bene ha fatto il presidente del Consiglio. Pare che l’Inps abbia la vocazione a sostituirsi al legislatore, citofonare Tito Boeri: “Non devi governare, devi gestire bene l’Inps che è già un vaste programme”. Titoli da seguire: quello su Telecom, per Repubblica “Patuano rischia il posto”, segno che è partita la rumba su chi comanda dopo le scalate dei francesi. La Stampa ha il titolo involontariamente più surreale, in edicola fa una certa impressione da fuori posto e dove sono capitato: “Il Papa: ora sulle case si cambia”. Abbiamo visto tutto, il Bergoglio immobiliarista ci mancava. Catenaccio: “Francesco è amareggiato ma vuole fare subito le riforme su affitti e patrimonio vaticano”. Notevole, l’amministrazione di condominio e i grandi temi religiosi, un frullato misto. Fermi tutti, è partito il processo di Mafia Capitale. Penne schierate. Si fa a gara a chi la dipinge con più colore. Sulla Stampa Mattia Feltri la vede come “la Grande Bellezza” (facile), Giovanni Bianconi è sulla scena di un fantasy “Mondo di mezzo, scontro finale”, Attilio Bolzoni è rimasto in Sicilia (“Non siamo boss”). Titolone sul Messaggero: “Mafia Capitale, pentiti e minacce”. Un processone? Se lo chiedono per Alemanno, deve essere per forza una cosa ridicola. Bene, ora la giornata ha un senso compiuto. Avviso sul Giornale: “Tagliano le pensioni”. Non è vero, quella è un’ideona (si fa per dire) del presidente dell’Inps, il governo ha detto niet. Che fanno a Libero? Il titolo corretto: “Il piano per tagliarci le pensioni”. Money? Il Sole 24Ore, sempre prudente, critico e realista sulla crescita, ha un titolo che rompe il ghiaccio: “L’industria riparte (+2,3%) Squinzi: usciti dalla crisi”. Sono i dati del Centro studi di Confindustria, sono positivi, la crescita non è uniforme, ci sono anche rischi di balzi indietro e ieri “la Commissione Ue ha rivisto ieri al rialzo le stime sul Pil dell’Italia. Nel 2015 Bruxelles prevede una crescita dello 0,9% rispetto allo 0,6% di sei mesi fa. Per il 2016 la nuova stima Ue è dell’1,5% (1,4%)”. Questo è il dato di realtà. Il resto? Fiction e romanzone criminale. Buona giornata.

 

Appunti per il Dottore Sabelli. Giuseppe Sottile su Mafia, mafiologi e l’assoluzione di Calogero Mannino. Imperdibile, sul Foglio.

 

Appunti per copiare un leader. Angela Merkel ha vinto la sua battaglia contro gli oppositori interni ed esterni sul piano per i rifugiati. C’era perfino chi voleva alzare barriere ai confini. In Germania i muri non portano bene. Merkel wins.

 

Cina e Stati Uniti. Ci sono un po’ di problemi nel Pacifico. Il segretario della Difesa americana, Ashton Carter, è salito su un portaerei per mostrare i muscoli.

 

6 novembre. Nel 1860 Abramo Lincoln viene eletto sedicesimo  Presidente degli Stati Uniti. Primo repubblicano, campione della libertà

Fotogramma tratto dal film Lincoln, un capolavoro.

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