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Il Pd deve sfiduciare Marino

“Io, gli scontrini e il Papa. Roma sta con me, ora voglio convincere il Pd”. Matteo Renzi è in viaggio in Sudamerica e sarà per questo che leggere Marino è roba da carnevale carioca e se il Partito democratico non lo sfiducia Roma sarà un ufficio distaccato del pianeta rosso e Flaiano dovrà scrivere dall’aldilà un nuovo capitolo di Un Marziano a Roma.

23 Ottobre 2015 alle 10:44

Il Pd deve sfiduciare Marino

Ignazio Marino (foto LaPresse)

San Giovanni da Capestrano. Fu giurista e difensore di San Bernardino.

 

Titoli. Strade, appalti, mazzette, retate, ticket, papi, cardinali, vendette, complotti, balle. Prime pagine psichedeliche stamattina. Gli arresti all’Anas sono l’indietro tutta automatico sul racconto dell’Italia, così anche la manovra a zero tasse del premier finisce per essere liquidata come una finanziaria della Prima (e Seconda) Repubblica. E’ questo il ritratto del paese? O c’è altro dietro la scena? Primo caffè, Corriere della Sera: “Anas, la rete delle tangenti”. Catenaccio: “Ex sottosegretario pd tra i 10 arrestati. Nelle intercettazioni citato un ministro”. Non può mancare l’intervista al magistrato, la spalla del Corriere ospita nientemeno che Sua Eccellenza il procuratore capo del Tribunale di Roma, Giuseppe Pignatone: “Gli episodi accertati confermano una grande pervasività della corruzione e della cattiva gestione del denaro pubblico, a volte offrendo un quadro perfino deprimente”. Ci voleva, per partire bene con la giornata. Altro? C’è un titoletto di taglio basso su Marino, un francobollo da incollare sulla cartolina con un “ciao caro”: “Marino, polizza prima di lasciare”. Che sagoma, Ignazio, talmente sicuro del fatto suo che stipula l’assicurazione per danni erariali fino a 5 milioni. Andiamo avanti, diamo una sbirciata a Repubblica: “La grande retata dell’Anas”. Al tintinnìo delle manette, scatta il titolone. A centro pagina il tema che dimostra la resistenza della classe non dirigente ma di certo digerente: “Manovra scontro governo-regioni”. Renzi taglia, Chiamparino si dimette dalla presidenza della Conferenza Stato-Regioni: “Ci hanno tolto un miliardo”. In effetti, potevano levargli di più, visti i bilanci, gli sprechi, le follie contabili delle Regioni. Altro che le province, sono le regioni da abolire, fino al 1973 non c’erano e stavamo tutti benissimo. Anche al Comune di Sanremo stanno tutti benissimo, così apprendiamo da La Stampa:  “A Sanremo i furbetti del cartellino. Indagati 3 dipendenti comunali su 4”. Sommarietto istruttivo: “Colazioni, gite in canoa, e la figlia del custode col badge. Sotto inchiesta 196 impiegati e dirigenti, 35 ai domiciliari”. Anche i Comuni, figuriamoci, battono cassa e protestano contro la manovra di Renzi. Avanti tutta. E occhio ai ticket, scrive il Messaggero: “Sanità, ticket a rischio aumento”. Altre notizie dalla Capitale? C’è Marino, ma lui su List ha conquistato un suo spazio fisso, pazientate solo qualche riga. Notizie? Perbacco, l’oroscopo di Branko: “Scorpione, di slancio verso una fase nuova?”. Di che segno è Marino? Meglio fare un altro giro di titoli. Il Giornale è nei panni del commissario Basettoni: “Raccomandazione alle Questure: nascondete i crimini dei profughi”. Libero è in fase ospedaliera: “Così aumentano tasse e ticket”. MF è allo sportello: “Poste in Borsa a 6.75 euro”. Il Sole 24Ore ha il termometro dei mercati: “Effetto Bce su borse e tassi”. E poi, uno sprazzo di realtà sull’economia del Paese: “Ora l’Italia attrae i grandi investitori”. Ecco, se fosse tutto come viene raccontato dai peggioristi in servizio permanente effettivo, nessuno dal Kuwait e dagli Stati Uniti verrebbe a comprare le azioni delle Poste. Aggiornate la matrice del ciclostile. Buona giornata.

 

Marino assicurato. Marino, dicevamo, ha chiesto la polizza d’assicurazione qualche giorno fa, il 7 ottobre. Ha uno sguardo lungo, pensa di restare a lungo. E lo dice candidamente, con sprezzo del ridicolo, in un’intervista a Repubblica: “Io, gli scontrini e il Papa. Roma sta con me, ora voglio convincere il Pd”. Mal di testa? Prendete l’aspirina, mettetevi comodi, respirate profondamente, c’è altro: “Non era mia moglie a quella cena. In Curia ho nemici per le unioni civili. La città mi chiede di restare sindaco. Se fanno le primarie mi candido ancora”. Matteo Renzi è in viaggio in Sudamerica e sarà per questo che leggere Marino è roba da carnevale carioca, ma un dato è ormai chiaro: il Pd deve sfiduciare Marino. Non lo fa? Allora è ufficiale che Roma è un ufficio distaccato del pianeta rosso e Flaiano dovrà scrivere dall’aldilà un nuovo capitolo di Un Marziano a Roma.

 

Il complottone in Vaticano. E’ tutto un fiorire di corvi e Satana in ogni pertugio del Vaticano. Le pagine dei giornali abbondano di retroscenisti a caccia di spiriti maligni. Ma il plot cospiratorio è talmente fondato che Repubblica lo scaccia dalla prima pagina, ma il Corriere ha in pagina il Penitenziere Maggiore, il cardinal Piacenza che mette le cose a posto: “Sinodo unito. Gli attacchi ininfluenti”. Il Sinodo è così unito che Il Messaggero fa questo titolo da Stephen King: “Sinodo, si chiude tra i veleni. Papa mediatore”. Se è unito perché c’è un mediatore? Misteri della fede. Leggere cosa scrive Franca Giansoldati sul giornale romano: “I numeri non lasceranno spazio a troppe speculazioni sul fatto che la spaccatura esiste eccome. Ieri, dopo l’annuncio del Papa di accorpare tre pontifici consigli (laici, famiglia, vita) per creare un unico dicastero, è stato persino rispolverato il Manuale Cencelli”. Meraviglioso. Altre bolle papiste? Il Quotidiano nazionale si difende dall’assalto della fotocopiatrice anti-cospirazionista. Scrive il direttore Andrea Cangini: “…che rapporto c’è tra l’outing omosessuale del cardinal Charamsa alla vigilia del Sinodo, la lettera anti-Francesco che sarebbe stata firmata da 13 cardinali a inizio ottobre e la notizia sullo stato di salute del Papa pubblicata mercoledì dal nostro giornale? Con tutta evidenza nessuna, ma per qualcuno fa tutto parte di uno stesso piano volto a “delegittimare papa Francesco”. Ci sarebbe da ridere, se la questione non fosse seria”. Non c’è da ridere, ma da leggere Giuliano Ferrara sul Foglio: “La grande balla del complotto contro il Papa”. Passaggio chiave: “Ovvio che un giornalista un po’ più individualista di quello Collettivo avrebbe dovuto domandarsi: ma se è un complotto di avvoltoi, perché il leak parla di una macchiolina ininfluente invece che di un male grave, di un pericolo imminente e potenzialmente invalidante? Ma pensarla così vuol dire rinunciare alla denuncia della controrivoluzione in cammino e ai frutti che si spera di ricavare dal giusto orrore che la gente prova per i colpi bassi e altre mene subdole”. Tanti saluti ai Dan Brown alla vaccinara.

 

Renzi in Sudamerica. Matteo Renzi è in visita di Stato in Sudamerica. Programma lungo, delegazione di imprese italiane al seguito. Oggi, domani e domenica sarà a Santiago del Cile: incontro con la presidente Michelle Bachelet, accordi commerciali e visita incorporata a Macchu Picchu. Lunedì si vola in Perù, a Lima, dove lo attende il primo ministro Pedro Cateriano. Martedì è il Colombia day, si va a Bogotà per stringere la mano (e accordi commerciali) con il presidente Juan Manuel Santos. Mercoledì gran tour di Cuba e summit con il presidente Raoul Castro.

 

Industria, agosto freddo. Via Agi: “Su base mensile, segnala l'Istat, gli ordinativi scendono del 5,5%, con cali del 7,4% per quelli interni e del 2,8% per quelli esteri. Nel confronto con il mese di agosto 2014, l'indice grezzo degli ordinativi segna invece un aumento del 2,1%. L'incremento più rilevante si registra nei mezzi di trasporto (+14,3%), mentre la flessione maggiore si osserva nelle industrie tessili (-6,5%). Per quanto riguarda il fatturato, al netto della stagionalità, ad agosto registra una diminuzione dell'1,6% rispetto a luglio, con variazioni negative sia sul mercato interno (-2,2%) sia su quello estero (-0,5%). Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo registra una flessione dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti con variazioni identiche per il fatturato interno ed estero”. C’è ancora molto da lavorare sul piano interno. E, ancora una volta, l’industria è trainata dal settore dell’automobile e del trasporto: + 14,3% Corre solo la Jeep di Marchionne.

 

23 ottobre. Nel 2002 a Mosca comincia la crisi del Teatro Dubrovka. Terroristi ceceni prendono in ostaggio 800 persone. La crisi durerà tre giorni. Conclusione drammatica: le forze speciali russe immettono nel sistema di ventilazione del teatro una sostanza chimica (il fentanyl) che paralizza e uccide. Moriranno 129 ostaggi e 39 terroristi.

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