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Alfano mura le unioni civili, ma tanto c'è Forza Italia

Il compagno Alfa che alza le barricate, guida la ribellione, sacrifica tutto se stesso in nome di un’idea e non di una poltrona? Che fa cadere il governo? Uhm, no, perché pare che Forza Italia quella legge la voti. Così dice Maria Vittoria Brambilla: “La normativa tutela i piccoli FI è pronta al sì»

13 Ottobre 2015 alle 10:24

Alfano mura le unioni civili, ma tanto c'è Forza Italia

Angelino Alfano (foto LaPresse)

San Teófilo, vescovo di Antiochia, tenne, sesto dopo il beato Apostolo Pietro, il pontificato della Chiesa.

 

Titoli. La politica italiana è sempre una gran sorpresa. Scoprire che Angelino Alfano è il capo di un partito, per esempio, è fonte di meraviglia. Vedere che quel partito fa le barricate sulla legge per regolare le unioni civili è commovente. Leggere le ragioni del Pd per l’urgenza del provvedimento è una rivelazione interiore. Vedere tutto questo, rassicura, come bere il primo caffè e apprendere che l’Alfano apre l’edizione del Corriere della Sera: “Unioni civili, muro di Alfano”. Addirittura? Un muro? Alfano? Il compagno Alfa che alza le barricate, guida la ribellione, sacrifica tutto se stesso in nome di un’idea e non di una poltrona? Che fa cadere il governo? Uhm, no, perché pare che Forza Italia quella legge la voti. Così dice Maria Vittoria Brambilla: “La normativa tutela i piccoli FI è pronta al sì». Cose grosse, stamattina sul Corrierone. Altro? Tutti “Da Lino”, se magna. Lo scontrino di Marino ha innescato “i fattoidi” (quelli del Fatto Quotidiano) a trovare quelli di Renzi. Da Lino, ristorante nei pressi del Duomo di Firenze, cene, pranzi, amici, famiglia del Matteo sindaco. Vero? Boh. Il ristoratore ha ritrattato. Ma ormai il Fatto aveva stampato e dunque inchiesta sia: “Verifica della Corte dei conti sulle cene di Renzi sindaco”. E’ una vecchia regola matematica: invertendo l’ordine dei fattoidi il risultato non cambia: un magistrato pronto per l’uso si trova sempre. Che fanno a Repubblica? “Pensioni, è rottura. Unioni civili, scontro Alfano-Pd”. Vabbè, altro? C’è sempre la magistratura che apparecchia il prossimo ribaltone: “Diritti tv, l’accusa della procura: asta truccata per favorire Mediaset”. E’ l’inchiesta di cui parla anche il Corriere nel taglio basso, ma con un titolo diverso: “I soldi ai club, indagati Lotito e Preziosi”. E’ il solito giro di verbali tra procure e giornali, niente di nuovo, affonderanno qualcuno, tireranno su qualche altro. Andiamo all’estero, cosa titola la Stampa? Non c’è niente. Anzi no, la foto al centro sui professori che in Francia si assicurano contro gli studenti. Tema che aprirà un enorme dibattito in piazza a Cuneo. Secondo caffè (ar vetro) e er Messaggero: “Supercommissario dopo Marino”. Eccolo là, l’ispettore Callaghan dell’amministrazione capitolina, il risolvi-tutto così impaginato dalla tipografia di via del Tritone: “Una personalità autorevole che (con una mega-struttura di 9 membri) dovrà essere competente e cinghia di trasmissione tra il governo e il Campidoglio per le opere del Giubileo”. Mi raccomando, la mega-struttura. Fare peggio dopo Marino è difficile, ma a Roma niente è impossibile. Vedremo. Notizie originali? L’oroscopo di Branko: “Bilancia, inizia una nuova vita”. Titolo a reti unificate su Carlino-Nazione-Giorno: “Pensioni, l’ira dei sindacati”. Che fine ha fatto il dibattito sull’immigrazione? Esiste ancora sulla prima pagina del Giornale: “Nuove regole: così gli immigrati diventeranno cittadini italiani”. E anche su Libero: “Per gli immigrati la Fornero non vale”. Cose concrete? Sul Sole 24Ore: “Poste, via all’Ipo-record. In Borsa dal 26 ottobre”.  E su MF: “Verso due grandi Popolari”. Titolo di finanza con risvolti storico politici, sempre su MF: “Caio: con l’ipo Poste, Italia al centro d’Europa”. Era uno slogan della Dc per le elezioni europee del 1989. Buona giornata.

 

 

Giallo? No, tutto chiarissimo. Sandro Magister pubblica sul suo blog una lettera di tredici cardinali che criticano il Papa e fa uno scoop. Titoli sui quotidiani stamattina. Corriere della Sera: “Giallo su una lettera di critiche al Papa «Nuovo Vatileaks»”. Repubblica: “Sinodo, rivolta dei conservatori. Giallo sulla lettera anti-Papa”. Il Messaggero: “I cardinali al Papa: «Metodi sbagliati»” e “chi ha firmato la lettera resterà uno dei tanti segreti custoditi in Vaticano”. Il Resto del Carlino: “Lettera al veleno dei cardinali: Sinodo pilotato”. Giallo: no è tutto chiaro, la lettera c’è. Chi ha firmato è un mistero? Sembrerebbe di no, nove nomi Magister li ha messi nero su bianco. Il cardinale Pell ha confermato la sua firma. Ma alcuni dicono che no non è così e i contenuti sono diversi. A questo punto, visto il balbettìo di dichiaranti e scriventi, è tutto chiaro: Magister ha fatto uno scoop. E la questione è tanto vera che America, la rivista dei gesuiti di New York, uncinetta un servizio d’apertura e non solo conferma tutto, ma approfondisce, consulta le sue fonti e aggiunge i quattro nomi mancanti alla lista dei nove pubblicata da Magister: Di Nardo (Stati Uniti), Njue (Kenya), Rivera (Messico) e Sgreccia (Italia). Il servizio è firmato dal vaticanista Gerard O'Connell, esperto, autorevole, un irlandese laureato a Cambridge, volato a Roma e sposato con Elisabetta Piquè, giornalista argentina, corrispondente de La Nacìon da Roma, biografa (autorizzata) di Papa Francesco. What else?

 

Draghi ellenico. Il presidente della Bce ha concesso un’intervista al quotidiano Ekathimerini e la frase chiave è la seguente: “La Grecia ha bisogno di alleggerire il peso del debito”. In quale forma non è specificato, ma Draghi traccia una linea.

 

A tutta birra. Via Agi: “SabMiller, il secondo produttore di birra al mondo, ha accettato la nuova offerta d'acquisto da 96 miliardi di euro lanciata da Anheuser-Busch InBev, leader mondiale del settore. L'intesa tra i due board è arrivata dopo la minaccia di InBev di lanciare un'opa ostile e rivolgersi direttamente agli azionisti”. Il prezzo è giusto? Cara, ma gli stili di vita dei giovani (e non solo) si accompagnano con la birra.

 

Matteo e Roma.  A Roma faremo una "bella squadra. Non dico un dream team ma una squadra tosta per lavorare sul giubileo della misericordia". Lo ha detto Renzi stamattina a Rtl 102.5. Quando si voterà? “Nella primavera-estate nel 2016. A maggio, o ad aprile e giugno”. Dopo il disastro Marino, sarà davvero primavera?

 

Matteo e i contratti. Sempre Renzi stamattina alla radio: se non c’è accordo tra Confindustria e sindacati, “interveniamo noi”.

 

13 ottobre. Nel 1807 l’esercito napoleonico entra a Jena.  Il generale incontra il filosofo Georg Wilhelm Friedrich Hegel che "lo spirito del mondo".

 

Napoleone durante la battaglia di Jena.

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