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Il magheggio di Saviano

Intanto il Dieselgate si sta propagando ad altri marchi, i soli rumors su un marchio come Bmw ieri hanno affondato il titolo e i mercati. Se c’è un modo per cancellare la già debole ripresa economica europea, mettere il settore dell’automotive alla berlina è uno dei più rapidi e sicuri. Forse è il caso di meditare seriamente sulla irrefrenabile vocazione al suicidio dell’Europa.

25 Settembre 2015 alle 09:53

Il magheggio di Saviano

Roberto Saviano (foto LaPresse)

San Cleofa

 

Titoli. S’era scritto di non avere fretta nel consumar la gioia maligna, s’era detto di non farsi catturare dal sollazzo perfido, s’era vista avanzare la Schadenfreude, uno sfregar di mani per i guai altrui. S’era messo nero su bianco che prima o poi la disgrazia avrebbe colpito gli altri e portato nella sacca da viaggio messaggi di sventura. Bene, quel momento sta arrivando: il Dieselgate si sta propagando ad altri marchi, i soli rumors su un marchio come Bmw ieri hanno affondato il titolo e i mercati. Se c’è un modo per cancellare la già debole ripresa economica europea, mettere il settore dell’automotive alla berlina è uno dei più rapidi e sicuri. Forse è il caso di meditare seriamente sulla irrefrenabile vocazione al suicidio dell’Europa. Primo caffè, Corriere della Sera: “Lo scandalo Volkswagen tocca l’Europa”. Apertura canonica, corretta. Da leggere Enzo Moavero Milanesi: “Berlino indebolita e i guai per la Ue”. Se rallenta la macchina tedesca, la nostra resta direttamente in garage. Altro? Il Papa in America senza sorprese a centro pagina e nel taglio basso un tema più volte affrontato, ma così diffuso che puoi vederlo negli occhi di molti di quelli che incontri mentre passeggi: “Perché la crisi travolge i cinquantenni”. E’ la rottamazione di uomini e donne nel loro periodo migliore, quello dove sono maturi, forti, ricchi d’esperienza da trasmettere. Repubblica s’è fatta rapire il cuore da Francis in America: “Abolite la pena di morte”. Morte che compare sulla prima pagina con una foto della strage alla Mecca. Alt, la nobile spalla di Repubblica ospita l’autodifesa di Roberto Saviano: “Ma io difendo il mio racconto della realtà”. Antefatto: come in passato, Saviano è stato beccato a riprendere interi passi dei suoi libri da fonti esterne (non lui in prima persona) senza mai citarle. Il suo libro sulla cocaina pubblicato da Feltrinelli (ZeroZeroZero) è stato passato ai raggi x dal Daily Beast che ha scoperto il magheggio dello scrittore. I passaggi citati sono documentati. Non è una cosa bella per uno che pensa di essere un faro della letteratura. Quel faro però è spento, la penna mediocre, i contenuti presi in prestito senza permesso (e citazione) e mai citati, tutto è avvolto da un trombonismo semiletterario che funziona con i gonzi non con chi ama leggere e (ri)conosce il talento della composizione letteraria. Oggi Saviano difende il suo lavoro così: “…le informazioni sono di dominio pubblico e non appartengono a nessun giornale perché sono fatti. Le analisi appartengono a chi le elabora e quelle vanno citate, sempre”. Notevole tesi. Senza paracadute. L’autore di uno scoop riporta un fatto in esclusiva, l’autore di un reportage riporta di solito molti fatti in sequenza che vanno poi a comporre il mosaico di una storia anch’essa esclusiva. Bene, secondo “il metodo Saviano” questi non dovrebbero essere citati perché “le informazioni sono di dominio pubblico”. Chi dà per primo una notizia, l’ha trovata, controllata e pubblicata, deve esser citato. Chi fa un racconto dettagliato, approfondito, originale, su un tema importante, deve esser citato. Non è una questione di diritto, ma di correttezza. Accanto al fatto narrato e di “pubblico dominio”, c’è una cosa chiamata giornalismo e il rispetto per chi fa quel mestiere. Vabbè, è tempo perso, non stiamo parlando di Truman Capote che scrive a Sangue Freddo, capolavoro della non-fiction novel. Andiamo avanti. La Stampa è a casa sua, a Washington: grande apertura sul Papa, a che serve il Senato? Gramellini si occupa della buonuscita del boss della Volkswagen (31 milioni). Oplà, da qui possiamo saltare sulla pagina di Libero che ha un titolo divertente: “L’Angela furbo-diesel”. Angela è lei, Merkel, ovviamente. Che fanno al Giornale? Via Negri ha i motori a mille sul caso tedesco: “Tocca alla Bmw, ma non è finita”. Achtung! Ma a Roma non succede nulla? Caffè ar vetro e er Messagero. Nessun titolo di cronaca romana in prima. Alt, sopra la testata c’è qualcosa: “Crisi Roma. Garcia in difficoltà in tre partite si gioca il futuro sulla panchina”. E meno male che doveva essere l’anno di Totti & C. Money? Il Sole 24Ore ha la notizia che conta: “Per il rientro dei capitali arriva la proroga a fine anno”. E’ sempre caccia al tesoro. Buona giornata.

 

Governo. E’ venerdì, c’è un consiglio dei ministri alle 11: rientro dei capitali, aumenti della benzina (stop) e nelle varie ed eventuali il punto sulla situazione politica tra Senato e percorso della legge di Stabilità. Forse.

 

Renzi. Domani sarà alle Nazioni Unite, all’Assemblea generale. Quattro giorni con un programma fitto e un paio di incontri bilaterali importanti con il Presidente Rouhani (Iran), con il re Abdullah II (Giordania) e con il Presidente al-Sisi (Egitto). Ecco l’agenda. Sabato sera Renzi sarà al Global Citizen Festival a Central Park, un evento sulla povertà e la fame. Domenica conferenza sull’uguaglianza e le donne, Vertice sul cambiamento climatico con il Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-Moon. Nel pomeriggio un salto dai Clinton e intervento alla Clinton Global Initiative, “in un panel sulla crescita in Europa con l’ex-Presidente Bill Clinton e George Soros”. Lunedì, lavori di apertura dell’Assemblea generale. Martedì summit sulla lotta al terrorismo, ci sarà Barack Obama. In mattinata, intervento di Renzi all’Assemblea generale e poi rientro in Italia.

 

Agenda Mattarella. Il presidente della Repubblica è a Caltanissetta per la cerimonia commemorativa dei magistrati Antonino Saetta e Rosario Angelo Livatino. (ore 16,30)

 

Istat. Per sapere, per capire. Istat pubblica i dati sulle retribuzioni e i prezzi alla produzione dei servizi. Altri indicatori utili per capire quanto è solida la ripresa.

 

Caterpillar. Come va la domanda globale? Una risposta arriva dai numeri di Caterpillar: ha un piano per licenziare 10 mila dipendenti, ha tagliato le stime di crescita di un altro miliardo di dollari, a quota totale 48 miliardi. Gli ordini di Caterpillar sono un indicatore sullo stato di salute del minerario, dell’energia e delle costruzioni.

 

 

Profughi, che succede ora? Approvato il piano di accoglienza europeo a maggioranza (paesi dell’Est in trincea) cosa succede ora? Arriva l’inverno, c’è molta nebbia. Politico prova a leggere il futuro.

 

25 settembre. Nel 1897 nasce William Faulkner. L’urlo e il furore. Ecco, questo è uno scrittore.

 

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