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Tra il Senato di Renzi e le passeggiate teologiche di Papa Francesco

Le renziadi sono a Palazzo Madama, gli elmi e gli scudi e le lance e le frecce e le spade si sfoderano per lo scranno di un ramo (secco) del Parlamento che tutti dicono di non volere più, ma (quasi) tutti terrebbero volentieri in vita. E infatti in vita resterà, ma senza l’eleggibilità.

17 Settembre 2015 alle 10:15

Tra il Senato di Renzi e le passeggiate teologiche di Papa Francesco

Matteo Renzi con Papa Francesco (foto LaPresse)

San Roberto Bellarmino (Montepulciano 1542 - Roma 1621) viene ricordato per la sua monumentale opera sistematica attorno alla dottrina della fede.

 

Titoli. E’ il Senato, ma di vecchi saggi ce ne sono ben pochi, là dentro. Le renziadi sono a Palazzo Madama, gli elmi e gli scudi e le lance e le frecce e le spade si sfoderano per lo scranno di un ramo (secco) del Parlamento che tutti dicono di non volere più, ma (quasi) tutti terrebbero volentieri in vita. E infatti in vita resterà, ma senza l’eleggibilità. Niente commissione, Matteo la prende di petto, si va in aula e già da oggi ci si conterà. L’importante è non urlare: avanti, miei Prodi. Primo caffè, Corriere della Sera: “Sul Senato non ci sono rischi”. I boccoli della Boschi si flettono, sono intrisi di ottimismo e fiducia. Il Corriere la intervista in qualità di statista che firma leggi fondamentali della Repubblica. Via Solferino ha alzato i cannoni, stamattina, per far vedere a quelli di Rep. che non si scherza, la fase di rodaggio è finita e Fontana comanda la nave e sa la rotta. L’intervista al governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, non ha una notizia vera, ma il prestigio conta, il titolo c’è (“Visco: più Europa, i Paesi superino le diffidenze”) e il resto un giorno si vedrà. E Repubblica che fa? Niente interviste clamorose, titolo d’apertura sobrio: “Niente intesa, oggi in aula sfida sul Senato”. Appare in prima un’inchiesta sul nulla con pre-giudizio iniziale: “Milano, se la destra è senza candidato”. E finirà che quelle elezioni le vincerà la destra. Cosa c’è sulla spalla di Repubblica? Perbacco, cose snob, eleganti, pensose, profonde, leggere, divertenti o noiosissime. Il pezzo di Enzo Bianchi è una passeggiata teologica, interpretazione delle parole di Papa Francesco sulla donna che – a detta di Bergoglio – “non è tentatrice” e dunque il titolo in progress diventa “il Papa riscatta Eva la tentatrice”. Perché è da questo Papa che arriva il riscatto, non la fede, non la teologia, non la Chiesa, ma il progresso, la pace, l’arcobaleno sull’altare, in sacrestia, a casa. Amen. Cambio giornale, ecco la Stampa (di Torino), con il suo titolo su Renzi, la foto sull’Ungheria e i profughi, un titolo da kretinetti di internet su Facebook (“Cinquanta sfumature di Facebook”), un Gramellini caramelloso e d’ordinanza. Niente Washington e zero articoli con un tocco originale. A Roma succederà qualcosa? Ma certo, miscredenti, in casa Marino tutto è agli estrogeni. Un caffè ar vetro e er Messaggero: “Giubileo, opere a rischio caos”. E’ una questione di codice degli appalti e controlli. Il vero caos è già sulle strade di Roma, un’esperienza extrasensoriale indimenticabile. Mancano le vacche sacre in mezzo alla strada, ma quasi ci siamo, a Calcutta. Titoli con la clava? Il Giornale: “Noi prendiamo i cristiani”. E’ una modesta proposta del club di via Negri. Nella sola Africa sub-sahariana sono oltre mezzo miliardo, i cristiani. La sola Nigeria ne ha 80 milioni, il Congo oltre 60 milioni, l’Etiopia 52 milioni. Stop, dai. Cosa fa Libero? “Dentista gratis ai clandestini”. A destra le dentiere esercitano sempre un certo fascino. Money? E’ il grande giorno della Federal Reserve e il Sole 24Ore ci fa giustamente il titolo d’apertura: “La Fed decide sui tassi: salgono Borse e petrolio”. Allacciate le cinture e occhio a una parola: volatilità. Buona giornata.

 

Cosa succede se la Fed…? Tutto quello che volete sapere è sulla guida online del Financial Times.

 

L’effetto Trump sta finendo? Il dibattito di ieri organizzato dalla Cnn ha fatto emergere tutti i suoi pregi (lo showman) e i grandi limiti (il sapere). Politico fa un’analisi che becca il punto: “With former Hewlett-Packard CEO Carly Fiorina’s breakout debut on the main debate stage, the race has become a tale of three outsiders, not just of one bombastic showman”.

 

Effetto Corbyn. Esordio disastroso (non ha cantato l’inno durante la commemorazione della Battaglia d’Inghilterra), primo dibattito in Parlamento con la lettura delle mail dei suoi elettori. Per ora, è un’assicurazione di governo a vita per i Tories.

 

Renzi. Secondo il Fatto Quotidiano lui, Matteo, è in fase “il Parlamento sono io”. Sarà così, l’ego non è piccolo, però ha incassato 173 voti contrari al calendario proposto dalle opposizioni e con quei numeri la riforma passa e il golpe è di panna montata. In realtà c’è solo il Grasso da sciogliere, è il presidente del Senato che deve decidere sull’emendabilità o meno dell’articolo 2 (quello sulla eleggibilità dei senatori), il resto è coreografia. Sul Sole 24Ore c’è un interessante duetto sul tema tra Roberto D’Alimonte e Vincenzo Visco.

 

Niente museo. Rapido come un fulmine, stamattina l’ufficio stampa di Palazzo Chigi ha seccamente smentito la frase attribuita da un giornale a Renzi: “Abolisco il Senato e ci faccio un museo”. Peccato, la battuta era buona.

 

Istat. Per sapere, per capire. Oggi l’Istat pubblica i dati sul commercio estero, luglio 2015; e i prezzi all'import dei prodotti industriali, giugno-luglio 2015.

 

Croazia. E’ la nuova via di ingresso in Europa dei migranti. Pericolo mine. Nelle ultime 24 ore hanno varcato il confine in quattromila.

 

La democrazia in Ucraina. Avranno pure aiutato la rivoluzione, avranno fatto trionfare il bene contro il male, ma gli Stati Uniti forse dovrebbero cominciare a interrogarsi sull’Ucraina e il suo presidente Poroshenko. Ha bandito 41 giornalisti, considerati una “minaccia per lo Stato”. Perfino la BBC non si è salvata. Il Guardian ha i particolari.

 

Scenari economici. Li fa Confindustria. Appuntamento con Carlo Pesenti, vice Presidente per il Centro Studi di Confindustria (ore 10,30)

 

Boldrini. Alto livello, agenda da stratosfera istituzionale, come sempre. La presidente della Camera, Laura Boldrini, incontra la presidente del Parlamento della Repubblica di Serbia, Maja Gojkovic (ore 12.30)

 

17 settembre. Nel 1976 la Nasa mostra al pubblico il suo primo Space Shuttle, l’Enterprise. Lo sviluppo è costato 10 miliardi di dollari. E’ una svolta nella storia delle missioni spaziali. Ecco il video

 

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