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Riforme e governo, cosa farà la minoranza del Pd?

Uno, due, tre… partenza! Come previsto, la riapertura (oggi) di Camera e Senato trascina la titolazione dei giornali verso argomenti fondamentali per i destini del mondo. Quesito pulviscolare che in Italia diventa fattore di instabilità e possibile caduta dell'esecutivo.

9 Settembre 2015 alle 10:23

Riforme e governo, cosa farà la minoranza del Pd?

Foto LaPresse

San Pietro Claver, sacerdote della Compagnia di Gesù.

 

Titoli. Uno, due, tre… partenza! Come previsto, la riapertura (oggi) di Camera e Senato trascina la titolazione dei giornali verso argomenti fondamentali per i destini del mondo: cosa farà la minoranza del Pd? Quesito pulviscolare che in Italia diventa fattore di instabilità e possibile caduta del governo. Poi c’è il Papa impegnato nella campagna R&M, Riforma & Marketing dove tra un salto all’ottico, una messa tra i fedeli, una telefonata a Scalfari, c’è il messaggio della tradizione “babbo, mamma, figli” a cui s’accosta il divorzio rapido davanti alla Sacra Rota. Teniamo tutti famiglia, anche il Vaticano. Primo caffè, Corriere della Sera: “Renzi ai dissidenti «Qui ci giochiamo la legislatura»”. Sintesi chiara della posta in gioco, ma nessuna soluzione politica finora credibile. C’è aria di pasticcio. Il secondo titolo è per Francesco: “La svolta del Papa sui matrimoni: più facile scioglierli”. Altro? Un puntuale articolo di Franco Venturini sulla politica estera del governo Renzi e la guerra: “La Siria, Assad e il Califfo. L’Italia non deve isolarsi”. Consigliata la consumazione abbinata al pezzo di Claudio Cerasa sul Foglio: “Renzi e il partito del pigiama”. Cosa scriverà mai Repubblica sul Pd? Il sacro giornale della chiesa democratica sta alla cronaca: “Renzi al Pd: trattiamo sulle riforme”. Il punto è che nessuno sa cosa può davvero succedere in aula. Bersani & Co. che fanno cascare il governo? E poi tutti a festeggiare alla pompa di benzina di Bettola? Maddài, cari compagni. Eppur si muove… e tutto è possibile nel Senato balcanizzato sputato fuori dalle elezioni del 2013. Cose interessanti, originali, una spruzzata di snobismo, si trovano quasi sempre nella spalla a una colonna di Rep. Argomento: “Se Conrad avesse raccontato l’11 settembre”. Di sicuro non avrebbe cominciato con il “se”, scarabocchio sintattico usato per impiattare titoli banali. Altro? Concita de Gregorio si occupa del film di Bellocchio a Venezia, definito “bello e imperfetto”. Evoca un orologio con un bel quadrante ma con le lancette inesorabilmente indietro di mezz’ora. Insomma, una sòla. Vabbè, andiamo oltre. La Stampa non ha nessun titolo su Washington, il direttore inchiostra la sua giornata con un pezzo de core sui profughi e il contenuto dei loro zaini (bastano la foto, l’articolo si può saltare a piè pari) ma il pezzo più interessante, vero argomento di dibattito nella fase cappuccino al bar, è di Gramellini il quale ne scrive uno su Scattone che va a insegnare per informarci di non avere un’opinione netta in merito. Non esauriti questi amletici dubbi, cosa resta del giorno? Il Giornale che fa un divertente titolo con gli anelli nuziali e i piatti rotti: “Caos matrimoni”; Libero che fa i conti della Merkel controvento: “La Merkel caccia 95 mila profughi”; Il Messaggero che ha un’anteprima sul processo a Carminati: “Vado in aula per parlare”. Money? Su Sole 24Ore leggo la notizia: “Le banche italiane promosse dalla Bce”. Consiglio vivamente ai lettori di List di dare un’occhiata agli articoli sulla Popolare di Vicenza. S’apre una voragine da un miliardo, serve un aumento di capitale da 1,5 miliardi e la governance della banca è ancora al suo posto. Complimenti. E buona giornata.

 

L’Europa che non c’è. Discorso sullo stato dell’Unione del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker: “Manca l'Europa e manca l'unione in questa Unione Europea”. Su Politico aggiornamenti e commenti live sull’intervento di Juncker al Parlamento europeo.

 

Financial Times free to read. Oggi il sito internet del giornale britannico abatte il paywall, ha l’accesso totalmente libero alla lettura. Mossa di marketing dopo la cessione dello storico azionista Pearson al gruppo giapponese Nikkei. Fatevi un giro, ne vale la pena. Link: www.ft.com

 

Borse a tutta birra. Quella di Tokyo mette a segno il miglior risultato dal 2008. Le piazze europee hanno aperto tutte in rialzo. In attesa di Wall Street, la giornata finanziaria è da incorniciare.

 

 

Eni a tutto gas. Sotto il mega-giacimento al largo delle coste egiziane c’è n’è un altro. Lo ha rivelato l’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, durante un’audizione in Senato. "La speranza è che i volumi possano aumentare. Saremmo contentissimi se rimanessero quelli che sono perché sono veramente tanti, però c'è la possibilità che possano aumentare. Probabilmente sotto questo giacimento ce n’è un altro anche questo importante. Non a gas puro, potrebbero esserci dei condensati o dell'olio e lo verificheremo. Ci sono quindi aspettative sia sul giacimento che sulle ulteriori riserve sottostanti importanti". Buone notizie per Al Sisi (e Renzi).

 

Palazzi. Riprendono i lavori di Camera e Senato. Cose importanti della giornata: audizione dei sindacati in commissione Lavoro a Montecitorio per discutere di flessibilità pensionistica; in commissione Agricoltura audizione per i rappresentanti delle organizzazioni di settore in vista di una riforma sulla competitività delle imprese agricole.

 

La ripresa e i consumi. Confcommercio stamattina fa il punto con il direttore dell'ufficio studi, Mariano Bella, e il presidente, Carlo Sangalli. Confcommercio aveva segnalato un clima migliore, vediamo se conferma lo scenario di ripresa.

 

Il portafoglio della Regina. Durata record del regno di Elisabetta (ha visto passare a Downing Street 13 primi ministri e 12 presidenti americani). Com’è stato amministrato il tesoro della Corona. Non male, a giudicare dal grafico pubblicato dal Financial Times.

 

 

Processo alla famiglia Bossi. Ricordate le spese della Lega? Oggi in tribunale a Milano c’è il processo a Umberto Bossi, ai figli Renzo e Riccardo, e all’ex tesoriere Francesco Belsito. Sembra trascorso un secolo, ma un diamante è per sempre.

 

9 settembre. Nel 1943 gli alleati sbarcano a Taranto e a Salerno.

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