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Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Il "programma di dislocamento di massa" e i Dragoni sul mare

L'Onu ha fatto sapere ll'Europa che sono almeno 200.000 i rifugiati da accogliere. Nel Pacifico i nuovi missili cinesi "spaventano" Obama. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

4 Settembre 2015 alle 10:30

Il "programma di dislocamento di massa" e i Dragoni sul mare

Missili nucleari cinesi DF-5B sfilano a Pechino (foto LaPresse)

Santa Rosalia, figlia di un nobile feudatario, Rosalia lasciò la vita degli agi per dedicarsi completamente alla preghiera sul Monte Pellegrino, in una grotta, dove morì nel 1160.

 

Titoli. Immigrazione e tasse, uomini e soldi, pietà e coperture, Europa e Italia. I giornali si auto-impaginano e gli articoli escono dal ciclostile del giornalismo collettivo con i verbi e gli aggettivi la cui prevedibilità è quella della buccia di banana che compare poco prima del ruzzolone nel film comico. Primo caffè, Corriere della Sera: “L’Europa cambia passo sui migranti”. Titolo infelice, per capirlo bisogna leggere il sommario: “Impegno Merkel-Hollande per la redistribuzione dei profughi. I calcoli su quote e sanzioni”. Altro? No, siamo nella routine. E’ l’ora del Progresso, Repubblica: “Migranti, l’Europa si spacca. A Budapest battaglia sui treni”. Ah, ma non aveva cambiato passo? Urge chiarimento tra Corriere e Rep. C’è un titolo, purtroppo, che sfregia la realtà: “Svolta Merkel, Berlino sceglie la faccia buona”. Di nuovo? Sembra di rileggere Gramellini. Imprudenti. Ripeto i numeri, a beneficio di quelli che “è sempre colpa della Merkel”: in Germania abitano oltre 7 milioni di stranieri. Nel 2013 in Germania 16,5 milioni di persone hanno alle spalle una storia familiare di immigrazione. Nello stesso anno la Germania ha toccato il record di immigrazione negli ultimi vent’anni: 1.226.000 persone. Il dato più alto dal 1993. I bambini stranieri nati in Germania possono scegliere la cittadinanza tedesca. Quelli nati in Italia no. Tra il 2000 e il 2012 circa 9 milioni di bambini sono nati in Germania e di questi 460 mila sono diventati cittadini tedeschi nati da genitori stranieri. Quest’anno la Germania esaminerà 800 mila richieste di asilo, più di tutta l’Europa messa insieme. Cari amici un po’ sbadati, la faccia buona è questa, non le chiacchiere che infilate nel vostro ciclostile di banalità. Per passare dal cambio di passo alla mossa, bisogna leggere la Stampa (di Torino). Il giornale più letto a Washington: “Profughi siriani, si muove l’Europa”. Il Papa dall’ottico c’è? Sì che c’è, perbacco, foto al centro e un Gramellini che si butta anima e corpo sulla questione ottico-teologica. E infila un parallelo che è come entrare in un tunnel dove si vede arrivare la luce del treno. Perché il Papa “è come Gorbaciov, che piaceva più agli anticomunisti che all’apparato del partito”. Con Gorby colò a picco l’Unione Sovietica. Provate a trarne le conclusioni... Andiamo avanti. Che succede a Roma? Un caffè ar vetro e er Messaggero, grazie. In fatto di bottega e portafoglio in via del Tritone sono sempre attentissimi. Intervista al ministro dell’Economia: “Padoan all’Europa: così taglieremo le tasse sulla casa”. Tiè, gli eurocrati sono serviti. Lui, il ministro, li ha già tutti nel sacco: “Bruxelles non potrà dire di no. Già pronte anche le coperture”. Attendiamo la legge di stabilità. Titoli a caratteri cubitali? Libero: “IPOCRITI”. Polemica sulla foto del bambino siriano morto annegato. E gli argomenti di certo non mancano. Da leggere anche l’articolo di Giulio Meotti sul Foglio “I resti umani dei media”. Per sapere, per capire. E Marino? Amici di List, ormai è tutto uno spettacolo. Lascio che sia Il Messaggero a descrivere il ritorno del primo cittadino (di New York). Titolo: “Show antimafia, il ritorno di Marino”. Stessa piazza del funerale Casamonica, sottolineatura impietosa: “Poche persone in strada - meno di un migliaio - e tanti esponenti della politica romana”. C’erano anche applausi, fischi e sfottò. Il solito baraccone pieno di retorica e vuoto di idee. Povera Roma. Andiamo oltre. Il Giornale si occupa di centri d’accoglienza: “Immigrati, soldi e voti Alfano difende il suo feudo”. E’ il Cara di Mineo. Cose diverse da leggere? Un Peppino Turani che fa il punto nave sui giornali nell’era digitale. E’ l’editoriale del Resto del Carlino: “Il sonno degli editori”. Ronfano, eccome se ronfano. Anche molti giornalisti. Chi non dorme è Draghi. E con lui tutti quelli che sanno leggere i numeri dell’economia. Quella europea è in rallentamento, la Banca centrale europea prova a sostenere la crescita e Draghi tira un altro colpo di bazooka. Titolo del Sole 24Ore: “Draghi riarma il «bazooka» Le Borse volano, frena l’euro”. Attenzione, notizia importante: “Cartelle Equitalia meno care: stop agli interessi su interessi”. Questa è una cosa seria. Buona giornata.

 

Quanti rifugiati? Duecentomila. Questo è il numero minimo che l'Onu ha dato all’Unione europea. Antonio Guterres, Alto commisario per i rifugiati, ha parlato di un "programma di dislocamento di massa".

 

Palazzo Chigi. Si riparte con il governo. Oggi alle 11 riunione del Consiglio dei ministri. L’ordine del giorno non è stato ancora pubblicato, ma dovrebbero essere approvati i decreti attuativi del Jobs Act e un decreto per lo stop agli interessi sugli interessi delle cartelle Equitalia.

 

Ah, le lotte interne del Pd. Non potendolo farlo sloggiare da Palazzo Chigi, provano a soffiargli la segretaria. Renzi ha uno sfidante. Stamattina ad Agorà l’annuncio di Enrico Rossi, presidente della Toscana: "Io candidato alla carica di segretario del Partito Democratico? Perché no, i tempi sono lunghi ma ci sto pensando".

 

Asia in rosso. I mercati asiatici continuano la fase sommozzatore. Gli indici sono quasi tutti negativi, il Nikkei è a -2 per cento. Le Borse europee hanno aperto male. Altra giornata che conduce verso una terra sconosciuta.

 



 

Industria tedesca. Il rallentamento dell’economia europea è visibile. Gli ordini dell'industria in Germania in luglio sono calati dell'1,4 per cento rispetto al mese precedente. Gli analisti si attendevano un calo dello 0,6 per cento.

 

Euro-dollaro. L’annuncio di un aumento degli stimoli monetari della Bce ha potenziato le strategie di trading di chi vede una politica monetaria divergente tra Federal Reserve e Bce. La prima andrà verso un rialzo dei tassi, la seconda continuerà (a lungo) a iniettare denaro nel sistema. Euro giù, dollaro su. Un quadro chiaro dopo le dichiarazioni di Draghi? Sul Wall Street Journal.

 

Occhio alla Bundesbank. Mario Draghi ha un mastino ai polpacci, si chiama Jens Weidmann, è il presidente della Bundesbank. Stamattina ha parlato con l’agenzia Reuters: “Le deboli prospettive di crescita dell'Eurozona dimostrano i limiti di ciò che una politica monetaria espansiva può fare". Achtung, Mario.

 

Occupazione americana. Oggi escono i nuovi dati sui posti di lavoro. Gli economisti prevedono circa 220 mila posti in più creati in agosto. E’ un dato che la Federal Reserve guarda con molta attenzione per decidere quando alzare i tassi. La Fed ha tutti i numeri buoni per alzarli, ma c’è un fattore che fa paura: la volatilità del mercato.

 

Stati Uniti-Cina. Il confronto tra le due potenze si sta arroventando. Washington sta predisponendo le sanzioni contro le compagnie cinesi che fanno spionaggio industriale. Gli esperti militari americani, inoltre, sono rimasti colpiti dalle armi esibite nella parata militare di Pechino. In particolare, il missile anti-nave denominato “Guam Express” ha lasciato di stucco i generali del Pentagono: si chiama DF-26, raggio d’azione tremila, quattromila chilometri. Fino a Guam, nell’arcipelago delle Marianne, isola che ospita una base navale degli Stati Uniti nel Pacifico. Come se non bastasse, a poche settimane dalla prima visita del presidente cinese Xi Jinping a Washington, cinque navi da guerra di Pechino hanno violato le acque territoriali degli Stati Uniti, nel Mare di Bering, al largo dell’Alaska. Dragoni sul mare.

 



 

Boldrini. Sempre in viaggio, la presidente della Camera. Oggi è a Lipsia.

 

4 settembre. A Skeleton Canyon, Arizona, nel 1886, si arrende Geronimo, il capo degli Apache che per 30 anni aveva combattuto contro gli americani.

 



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