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Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Il balletto del pil e l'imprevedibilità dei mercati

Si oscilla tra il pessimismo più nero e l'ottimismo sfrenato, anche dopo i dati di ieri sullo stato dell'economia italiana. Le Borse intanto restano volatili. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

2 Settembre 2015 alle 08:52

Il balletto del pil e l'imprevedibilità dei mercati

Il premier Matteo Renzi e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan (foto LaPresse)

San Giusto, vescovo, si ritirò in Egitto, dove condusse per alcuni anni umile vita in compagnia dei monaci.

 

Titoli. Ieri andava tutto male, oggi sono più realisti del re. Zelig in redazione. Il dato sull’occupazione è positivo, ma va letto in profondità e alla luce della congiuntura futura. E’ come chiedere la luna, l’impaginato è da fine della guerra con i balli in piazza e le ragazze che ti baciano senza chiederti chi sei. Surreale. Primo caffè, Corriere della Sera: “L’Italia cresce di più. Calano i disoccupati. Renzi: ripartiamo”. Granitici, in via Solferino. Altro? No, routine pura. Andiamo avanti, ci aspettano le sacre pagine della chiesa del progresso, Repubblica: “La ripresa c’è, risale il Pil, disoccupati ai minimi”. E champagne per tutti. Pericoli da schivare? Il Festival di Venezia presentato dalla De Gregorio con un titolo che promette tonnellate di noia: “Dai bimbi soldato al lavoro perduto. A Venezia sbarca il cinema-verità”. Per tutta la celluloide del mondo, avanti compagni! Sento già gli Inti-Illlimani in sottofondo: el pueblo unido, jamas serà vencido. Facciamo un salto all’estero, c’è la Stampa (di Torino), il giornale più venduto a Washington, che celebra la crescita dell’occupazione, ma esprime tutto il suo potenziale giornalistico con Massimo Gramellini: “Cairo, missione compiuta”. Non è l’Egitto, ma il presidente del Torino raccontato nelle sue varie fasi: Papa Urbano, Cairo Vattene, Braccino, fino alla metamorfosi in Mani di Velluto. Mi sa che Gramellini tifa “Toro”. Torniamo a Roma. Un caffè ar vetro e er Messaggero, grazie. Titolo scelto ieri sera in via del Tritone: “Pil e lavoro meglio del previsto”. Va tutto bene, anzi meglio. Notizie dalla Capitale? Il perdono del Papa per il Giubileo (ma il governo non farà l’amnistia) e un titoletto basso sui tifosi olandesi che saranno processati per i danneggiamenti alla “barcaccia” di Piazza di Spagna. Cose viste dalla trincea? Al Giornale accolgono i dati sull’occupazione così: “Il governo esulta per il Pil ma toglie la quattordicesima ai pensionati più poveri”. A Libero il titolo più interessante è a centro pagina: “Archiviata la casa gratis al premier”. Il passo Carrai è a norma di legge. Ok, chiudiamo il cerchio, ma dopo tutto questo bel giro di titoli e titoletti, fuochi pirotecnici e slogan, come stanno davvero le cose? Lo dice Il Sole 24Ore con un editoriale preciso e ben titolato: “Quadro migliore ma la svolta è lontana”. C’è da pedalare. Buona giornata.

 

Palazzi. L’Istat ha dato energia a Renzi, Padoan prova a riproiettare i numeri, a Bruxelles guardano le nostre manovre sui conti con il ditino alzato, le vacanze dei ministri proseguono, Mattarella oggi sarà alla Mostra del Cinema di Venezia. Ciak, si gira un’altra giornata di vuoto cosmico. Dolce vita.

 

Mercati. L’Asia va su e giù, le Borse avevano aperto tutte male, Shangai si era subito inabissata a meno 4,39 per cento poi si sono riprese per continuare a bere acqua e risalire, onde lunghe e mal di mare. Sarà una giornata di remix per le Borse europee. E Wall Street? Circola questa frase tra i trader: “Sappiamo una sola cosa: non sappiamo dove va il mercato”.

 

In Fed we trust. Tutto quello che non traspare dai titoli dei giornali italiani, lo trovate in un articolo del Financial Times sulla Federal Reserve e la crescita americana. Secondo il presidente della Fed di Boston, Eric Rosengren, grande è il caos sotto il cielo della Cina, le forti oscillazioni dei mercati lasciano il segno, è ora di rivedere la crescita globale al ribasso, anche se l’economia americana dovesse continuare a espandersi. Un bagno di realtà.

 

Tsipras. Che fine ha fatto Alexis il bello? E’ in campagna elettorale, cribbio. La Grecia ormai vota ogni sei mesi e l’idolo dei descamisados italiani pensa alla riconferma. I sondaggi però raccontano di un risultato zoppo, è possibile perfino un sorpasso da parte di Nuova Democrazia. Mamma mia, se penso che gli abbiamo dato 86 miliardi di euro…

 

Rai. Il Foglio intervista il nuovo direttore generale, Antonio Campo dall’Orto che anticipa a Claudio Cerasa i suoi programmi per l’azienda televisiva. Sintesi: “Cosa porterò? Discontinuità”.

 

Più vento, please. Bella, l’energia eolica. Ma se non tira vento che si fa? Crolla la produzione. E’ successo negli Stati Uniti, dove l’output di energia è andato giù del 6 per cento. La causa? I venti meno forti degli ultimi 40 anni.

 

2 settembre. Nel 1973 muore J.R.R. Tolkien, l’autore de Lo Hobbit e del Signore degli Anelli. Il Fantasy al potere.

 

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