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Energia e migranti si incrociano nelle rotte nel Mediterraneo

La scoperta del più grande giacimento di gas del Mare Nostrum è un cambio geopolitico di enorme potenza per l’Egitto (e l’Italia). La connessione tra fonti energetiche, guerra, crisi politiche e migrazioni è intima. Lo sterminio di massa e l’Islam sono il nostro inverno, la nostra guerra che non vogliamo vedere.

1 Settembre 2015 alle 09:05

Energia e migranti si incrociano nelle rotte nel Mediterraneo

San Giosuè, dopo la morte di Mosè, condusse mirabilmente il popolo d’Israele lungo il corso del Giordano nella terra promessa.

 

Titoli. Vita e morte, energia e povertà, futuro e passato s’incrociano nelle rotte nel Mare Nostrum. La scoperta del più grande giacimento di gas del Mediterraneo è un cambio geopolitico di enorme potenza per l’Egitto (e l’Italia). La connessione tra fonti energetiche, guerra, crisi politiche e migrazioni è intima. Lo sterminio di massa e l’Islam sono il nostro inverno, la nostra guerra che non vogliamo vedere. Il problema del Medio Oriente, del Nord Africa, della dittatura, del regime change, della fame, della guerra, subisce la più rassicurante declassazione a tema d’accoglienza, questione di politica interna, organizzazione burocratico-logistica: registrazione, casa, hotel, campeggio. Primo caffè, Corriere della Sera: “Ventimila posti per i migranti”. Cosa che si sta facendo e si farà. I saltimbanchi della demagogia strillano ma non hanno una sola idea in tasca. Ma il dilemma della politica estera europea non è sui barconi, è a terra, dove è in corso il massacro. Prima o poi, dovremo attraversarlo con gli eserciti, quel mare. I giornali impaginano i titoli, inconsapevolmente tracciano un mosaico della contemporaneità con le tessere da riordinare. E’ la differenza che passa tra cronaca e storia. Quella di Roma, Capitale di un Paese particolare, è una storia grandiosa, poi vedi questo titolo sul Corriere e ti chiedi quale deviazione abbia subito, quella storia: “Gabrielli: Sento Marino tra un’immersione e l’altra”. Il sommozzatore del Campidoglio ha superato se stesso, ora è davvero una barzelletta, il peggio che possa capitare a un’istituzione. Serve una fonte di saggezza e progresso, Repubblica: “La Ue: basta muri. Merkel: aiuti all’Italia. Nuovo diritto d’asilo”. Tre righe dalla sequenza caotica. Al centro, foto della chioma psichedelica di Donald Trump e titolo autobiografico di Repubblica: “Perché l’uragano Trump fa paura all’America”. Sicuri che faccia paura? E a chi? Trump è quel che è, il problema è che anche l’America repubblicana (e democratica) è cosa ben diversa da quella che immaginano gli intelligenti a prescindere. Peggy Noonan sul Wall Street Journal qualche giorno fa ha scritto un pezzo molto interessante: “America Is So in Play” vale la pena di leggerlo, almeno non vi sciroppate le calamarate d’inchiostro di Repubblica. Altro? Facciamo un giro intorno al mondo. Il giornale più venduto a Washington, la Stampa (di Torino) è sbarcato a Barcellona. Foto delle ramblas e intervista al sindaco della città catalana: “Il sindaco di Barcellona: ora basta Airbnb”. Tema: posti letto online. A Cuneo, dopo un primo smarrimento sul nome “Airbnb” (“è il nuovo Suv della Fiat?”) è decollato un enorme dibattito. Segnalazione per gli amanti della prosa in bigodini: sulla Stampa è tornato Gramellini. E’ già in versione “mo’ ve spiego tutto io, bifolchi”. List è lieta del suo rientro. Titoli con la clava? Libero: “Il governo complice degli immigrati assassini”. L’omicidio della coppia di Catania è diventato materiale politico incandescente. Il Giornale la mette giù come un mattone sul tavolo apparecchiato con il servizio di piatti di porcellana: “Il naufragio del buonismo”. Occhiello: “Emergenza clandestini”. Dopo questi titoli rassicuranti, ordino un caffè ar vetro e prendo er Messaggero. Fermi tutti, c’è una grande novità che cambia il corso della giornata: Ignazio Marino ha risposto a Proietti. L’avevo scritto su List, ieri, che Proietti era la cosa più autorevole che aveva impaginato il Messaggero. E poi, dai, si capisce, tra comici, è più facile scambiare delle opinioni. Titolo dell’intervento del sindaco: “Marino a Proietti: «Non mi sento affatto dimezzato”. Il vero effetto “buccia di banana” è l’occhiello: “Lettera dagli USA”. Finiamola qua. Buona giornata.

 

Palazzi. Camera e Senato chiusi fino all’otto settembre, governo in surplace. Renzi è davanti al pallottoliere, la Boschi a Formentera, il presidente del Senato Pietro Grasso studia strategia da giungla vietnamita, la Boldrini fa la papessa, Mattarella va a messa e ai funerali (stamattina era a quello di monsignor Pierfranco Pastore, storico segretario del Pontificio Consiglio per le comunicazioni Sociali). Che bello, è solo il 1° settembre e come cantava D'Annunzio: “Settembre, andiamo. È tempo di migrare”.

 

Borsa e lanterne rosse. I dati sul manifatturiero della Cina sono pessimi, la contrazione più forte degli ultimi tre anni. Erano dati attesi, ma aggiungete la Borsa gonfiata-sgonfiata-rigonfiata con gli estrogeni del governo e fate voi il quadro. Gli indici di tutte le borse asiatiche si sono appruati. Tokyo a mezz’ora dalla chiusura della seduta segnava un inquietante -3,84%. A questo punto, vediamo come reagisce l’Europa e soprattutto che cosa si inventeranno a Wall Street per tenere su il listino.

 

 

Occupazione. Per sapere, per capire. Oggi l’Istat pubblica i dati su occupati e disoccupati a luglio (la stima provvisoria) e nel secondo trimestre del 2015. Punto anche sui conti economici trimestrali. Altro materiale da aggiungere alla discussione in corso sul Lavoro, il Jobs Act e i nuovi posti che per ora non ci sono.

 

Merkel. Inesauribile. Angela Merkel sta preparando il terreno per il vertice europeo sull’immigrazione. Data, 14 settembre. La cancelliera sta usando la sua diplomazia per convincere i paesi dell’Est ad ammorbidire la linea. La Germania – da sola – accoglierà quest’anno 800 mila richieste di asilo politico, più di tutta l’Europa messa insieme. (via Politico)

 

I falchi alle frontiere. Sono i paesi che la Germania sta cercando di portare su posizioni meno radicali. Slovacchia e Repubblica Ceca fanno le barricate, l’Ungheria stende il filo spinato e la Polonia è là che sta a guardare come si mette la faccenda. Per ora non c’è un blocco politico unitario ma… (via Reuters)

 

Monte dei Paschi. Qualcuno se ne ricorda? Esordio di fronte alla stampa per il nuovo Direttore Generale (Provveditore) della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Davide Usai si presenta alla stampa. (Siena, ore 12)

 

Popolare di Vicenza. A proposito di banche e crediti incagliati(ssimi). Occhio a quello che sta accadendo alla Popolare di Vicenza: perdite per un miliardo di euro, aumento di capitale per 1,5 miliardi di euro, i piccoli azionisti sono in rivolta e anche quelli grandi non se la passano bene. Da seguire.

 

Apple blocca la pubblicità. Non è una buona idea per un mercato che vale 70 miliardi di dollari. Chi ha un iPhone o un iPad potrà bloccare la pubblicità. Chi fa marketing sugli smartphone ha un gran mal di testa in arrivo.

 

1° Settembre. Nel 1969 il ventisettenne Muammar Gheddafi prende il potere in Libia con un colpo di stato.

 

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